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Cosenza, usura: operazione Laqueo, i particolari e i nomi degli arrestati

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COSENZA – 30 ago. - Questa mattina, i Carabinieri del Ros e del Comando Provinciale di Cosenza, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione di misure cautelari in carcere e agli arresti domiciliari, emessa dal Gip del Tribunale di Catanzaro, su richiesta della locale Procura Distrettuale Antimafia, nei confronti di un organizzazione criminale responsabile di usura ed estorsione aggravate dalle modalità mafiose e tentato omicidio.

I soggetti destinatari delle misure cautelari sono:

- BEVILACQUA Gianfranco, di Cosenza, 49 anni;

- BRUNETTI Massimo, 55 anni, in atto detenuto presso la Casa Circondariale di Cosenza;

- CASTIGLIA Luisiano, alias “Mimmo”, di Cosenza 63 anni;

- COSTANZO Ermanna, 62 anni, di Mangone;

- DE CICCO Giuseppe, 37 anni di Cerisano;

- FUSINATO Domenico, di Cosenza 48 anni;

- GAROFALO Giuseppe, di Cosenza 54 anni;

- GUARASCI Giovanni, di Mangone 77anni, destinatario di Ordinanza di Custodia Cautelare agli Arresti Domiciliari;

- MAGURNO Danilo, 30 anni, di Montalto Uffugo;

- MAGURNO Francesco, 59 anni di Montalto Uffugo;

- MANDOLITI Mario, di Cosenza, 50 anni;

- MODESTO Francesco Antonio, 34 anni, di Cosenza;

- PATITUCCI Francesco, di Rende, 55 anni, in atto detenuto presso la Casa Circondariale di Terni;

- RANGO Maurizio, di Cosenza, 40 anni, in atto detenuto presso la Casa Circondariale di Sassari .

Il provvedimento scaturisce dall’esito delle risultanze investigative incentrate principalmente sulla raccolta e analisi delle dichiarazioni del collaboratore di giustizia Calabrese Roberto Violetta, che hanno consentito di far piena luce sulla ramificata attività di usura posta in essere dagli odierni indagati, a vario titolo, per conto delle cosche federate “Lanzino-Cicero” E “Rango-Zingari” egemoni sulla città di Cosenza, utilizzando il denaro contante proveniente dalla “cassa comune” della ‘ndrangheta cosentina. I puntuali riscontri effettuati alle dichiarazioni del collaboratore, hanno documentato l’esistenza di un collaudato sistema usurario posto in essere da alcuni affiliati alle citate consorterie che, in totale accordo, utilizzando denaro della “bacinella” della ‘ndrangheta cosentina, elargivano rilevanti prestiti ad imprenditori in difficoltà economiche, prevalentemente del settore edile, con l’imposizione di tassi d’interesse sino al 30% mensile.

E’ stato accertato come il recupero dei crediti erogati ed il rispetto degli accordi usurari venissero garantiti anche con il ricorso a violenze e minacce nei confronti degli stessi imprenditori. In tale ambito, è altresì emersa l’imposizione di assunzioni e la realizzazione di lavori edili in favore degli indagati e di imprese agli stessi riconducibili, quale corrispettivo delle somme di denaro dovute dalle vittime al sodalizio.

Nel medesimo contesto investigativo è stato documentato il coinvolgimento di uno degli indagati, Mario Mandoliti, legato a Luisiano Castiglia, elemento di spicco della cosca “Lanzino-Cicero”, nel tentato omicidio di Calabrese Violetta Sandro, fratello del collaboratore di giustizia, consumato nei giorni immediatamente successivi alla sua defezione e finalizzato a farlo recedere dall’avviata collaborazione con la giustizia.

E’ stato, altresì, accertato il coinvolgimento nell’attività di finanziamento della cosca del calciatore professionista, attualmente svincolato, Modesto Francesco Antonio, già in forza al Crotone Calcio e militante in passato di numerose società calcistiche di serie A e B.

L’operazione odierna, coordinata dal procuratore Capo di Catanzaro dr. Nicola Gratteri, dai Procuratori Aggiunti, dr. Giovanni Bombardieri e Vincenzo Luberto e dal Sostituto Procuratore, dr. Pierpaolo Bruni, attualizza uno sforzo investigativo in atto da diversi anni sulla città di Cosenza, evidenziando come le cosche federate “CICERO-LANZINO” e “RANGO-ZINGARI”, benché fortemente ridimensionate, siano comunque sempre attive nella gestione degli affari illeciti.

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