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Gio18012018

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Crotone, operazione Stige, 169 provvedimenti contro i 'Farao-Marincola' - NOMI- VIDEO

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CROTONE – 9 gen. - Questa mattina, nell’ambito di un’inchiesta coordinata dal Procuratore della Repubblica Nicola Gratteri, dal Procuratore Aggiunto Vincenzo Luberto e dai sostituti Procorutari Domenico Guarascio, Alessandro Prontera e Fabiana Rapino, è stata data esecuzione a un provvedimento cautelare, emesso dal tribunale di Catanzaro su richiesta della locale Procura distrettuale antimafia, nei confronti di 169 indagati per associazione di tipo mafioso, tentato omicidio, estorsione, autoriciclaggio, porto e detenzione illegale di armi e munizioni, intestazione fittizia di beni, procurata inosservanza di pena e illecita concorrenza con minaccia aggravata dal metodo mafioso. L'operazione è denominata “Stige”.

Oltre ai provvedimenti custodiali, notificati dai carabinieri del Ros e da quelli del comando provinciale di Crotone in Calabria, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Piemonte, Lazio, Toscana, Campania e in Germania, è stato notificato anche un decreto di sequestro preventivo di beni per un valore di circa 50 milioni di euro.

E’ stato possibile eseguire contestualmente le ordinanze custodiali in Germania, grazie alla collaborazione di Eurojust che ha consentito il coordinamento tra la Procura di Catanzaro e le procure di Kassel, Stoccarda, Monaco e Dusseldorf.

I provvedimenti scaturiscono da un’articolata manovra investigativa, coordinata dalla procura di Catanzaro, che ha consentito di documentare, in particolare, l’operatività, gli assetti gerarchici interni e le attività criminose della locale di ‘ndrangheta dei Farao-Marincola di Cirò (Kr), posta in posizione di sovra-ordinazione rispetto ad altre realtà criminali, seppure territorialmente contigue e/o con esso interferenti. La cosca aveva infiltrato il tessuto economico e sociale dell’area cirotana mediante un radicale controllo mafioso degli apparati imprenditoriali, operanti soprattutto nei settori della produzione e commercio di pane, della vendita del pescato, del vino e dei prodotti alimentari tipici, nonché nel settore della raccolta e riciclo sia di materie plastiche sia di rifiuti solidi urbani. L’indagine è riuscita quindi a delineare il quadro complessivo degli interessi illeciti gestiti in ambito nazionale e estero dal sodalizio indagato, verificando altresì la disponibilità di ingenti risorse finanziarie che venivano reimpiegate in numerose iniziative imprenditoriali e commerciali nel nord-Italia e in Germania.

Le attività, condotte dai carabinieri e coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, hanno innanzitutto accertato la peculiare strutturazione dell’organizzazione criminale che, diretta dal boss ergastolano Giuseppe Farao, 71 anni, aveva la sua base operativa nell’area di Cirò, Cirò Marina e comuni circostanti, dove è stata verificata anche l’operatività di due ‘ndrine satelliti: quella di Casabona (Kr), facente capo a Francesco Tallarico, e quella di Strongoli (Kr), facente capo alla famiglia “Giglio”. La locale di Cirò poteva inoltre contare su proprie promanazioni nelle regioni del nord Italia e della Germania, dove venivano gestite attività commerciali e imprenditoriali, frutto di riciclaggio e reimpiego dei capitali illecitamente accumulati.

L’assetto del sodalizio era espressione delle direttive impartite da Giuseppe Farao ed era chiaramente orientato a privilegiare lo sviluppo imprenditoriale della cosca, affidato ai propri figli e nipoti e sviluppato attraverso il reperimento di nuovi e sempre più remunerativi canali di investimento economico, limitando al massimo il ricorso ad azioni violente ed evitando gli scontri interni ritenuti pregiudizievoli per la conduzione degli “affari”. Il controllo mafioso del territorio era stato invece demandato ad una serie di “reggenti”, fedelissimi del capo cosca. Le indagini hanno consentito poi di ricostruire la ramificata rete di imprenditori compiacenti e collusi che, sulla base di un rapporto perfettamente “sinallagmatico”, ottenevano rapidi pagamenti dalle Pubbliche amministrazioni, recuperi crediti, lavori e commesse, pubbliche e private, riconoscendo di contro al sodalizio, i più diversificati favori, dalle assunzioni, ai finanziamenti, all’elargizione di somme di denaro, contribuendo efficacemente e consapevolmente all’accrescimento del potere mafioso sul territorio. Fondamentale è stata anche la collaborazione con le autorità tedesche (L.k.a., B.k.a.) Nel ricostruire gli affari illeciti gestiti dalla cosca in Germania. In tale quadro è stato documentato il controllo da parte del sodalizio:

Della produzione e distribuzione dei prodotti da forno (pane e affini), per cui i commercianti al dettaglio cirotani venivano costretti ad acquistare solo il pane prodotto dal forno di uno dei sodali e, nel contempo, gli altri concorrenti, mediante minacce, venivano allontanati dal territorio. Con identico modus operandi, il sodalizio si era infiltrato anche nella gestione di servizi funebri mediante la creazione di un’agenzia ad hoc;

Del commercio dei prodotti vinicoli sia in Italia che in Germania. Nello specifico è stata accertata l’operatività in Germania di un’articolazione della locale (nel Land del Baden Wurttemberg e nel Land dell’Assia), che sistematicamente riusciva ad esercitare pressioni, specie sui ristoratori calabresi presenti in territorio tedesco, al fine di indurli ad acquistare i prodotti vinicoli di imprese controllate dal sodalizio (così come di altri prodotti alimentari riconducibili ad attività commerciali/imprenditoriali infiltrate dalla cosca), agendo dietro la copertura di un’associazione di ristoratori italiani;

Della raccolta/riciclo di materie plastiche e della carta, nonché della raccolta dei rifiuti solidi urbani, Anche grazie a una serie di complicità di pubblici amministratori;

Dei servizi (rimessaggio, lavaggio, attracco e riparazione delle barche) e degli spazi portuali di Cirò e Cariati, nonché dell’offerta di pescato proveniente dalla flotta peschereccia stanziale nei citati porti. Del servizio di lavanderie industriali in favore delle strutture alberghiere e dei ristoranti della zona. Le infiltrazioni in territorio tedesco hanno disvelato l’esistenza di una cellula operativa in Francoforte, Wiesbaden, Monaco e Stoccarda ove si sono monopolizzate con metodo 'ndranghetistico le forniture di vino, prodotti caseari, olio e semilavorati per pizze. I risultati raggiunti hanno consentito di ottenere dal Gip catanzararese 13 ordinanze di custodia cautelare a carico di soggetti stabilmente dimoranti in Germania che sono stati tratti in arresto.

Inoltre, è stato documentato il controllo e l’ingerenza mafiosa, grazie alla collusione di appartenenti alle amministrazioni pubbliche locali, anche nel settore: dell’accoglienza dei migranti, ove è stata disvelata la riconducibilità alla cosca di una struttura immobiliare, adibita a centro di accoglienza profughi, gestita da una serie di cooperative compiacenti, i cui rappresentanti fungevano da collegamento con gli enti pubblici per ottenere finanziamenti e autorizzazioni. In tal senso, il sodalizio otteneva sostanzialmente in esclusiva per le proprie ditte, la fornitura di beni e servizi ai migranti, accrescendo ulteriormente i propri introiti – destinati alla cosiddetta “bacinella” - grazie anche al sistematico ricorso a fatturazioni gonfiate;

Del taglio/raccolta del legname nelle aree boschive. Attraverso imprese mafiose collegate e una serie di violenze e minacce nei confronti degli imprenditori concorrenti, l’organizzazione riusciva a pilotare le aste pubbliche per l’assegnazione di lotti di terreno boschivo.

Infine, sono state accertate ulteriori attività illecite riguardanti sia l’operatività di una serie di imprese/cartiere controllate o riconducili alla cosca, deputate all’emissione di fatture per operazioni inesistenti finalizzate a frodare l’Iva E ripulire denaro di illecita provenienza, sia relative a un traffico transnazionale di autoveicoli di grossa cilindrata.

I NOMI DEGLI ARRESTATI

IN CARCERE:
AIELLO Natale di Botricello
ALBANO Alessandro di Cirò Marina
ALESSIO Domenico detto “Frank” di Casabona
ALOE Francesco di Cirò Marina
ALOE Gaetano di Trissino (VI)
ANANIA Antonio di Cirò Marina
ANANIA Ercole di Cirò Marina
ANANIA Fabrizio di Cirò Marina
ANANIA Valentino di Cirò Marina
AULISI Martinonato di Bellizzi (Sa)
AULISI Sante di Bellizzi (Sa)
BARBIERI Vincenzo di Cirò Marina
BARTUCCA Antonio di Vigonza (Pd)
BASTA Francesco di Cirò (Kr)
BENINCASA Giovambattista di San Giovanni in Fiore (Cs)
BERARDI Giuseppe di Cirò Marina
BEVILACQUA Antonio Giorgio di Melissa (Kr)
BLAICH Moncef di Tarsia (Cs)
BOMBARDIERE Vittorio di Cirò (Kr)
BONESSE Francesco di Reggio Emilia
BRUNO Giuseppe di Cirò Marina
CANINO Agostino di Sellia Marina
CAPALBO Francesco di Strongoli (Kr)
CAPUTO Amodio di Crotone
CAPUTO Luiginato di Strongoli (Kr)
CARIATI Martino di Cirò Marina
CARUSO Giovanni di Mandatoriccio (Cs)
CASTELLANO Vito di Cirò Marina
CATERISANO Massimo Diego di Isola Capo Rizzuto (Kr)
CELANO Dino di Roma
CERMINARA Assunta di Cirò Marina
CERRELLI Domenico di Casabona (Kr)
CHIMENTI Aldo di Spezzano Albanese (Cs)
CHIRIACO Emanuele di Crotone
CLARA’ Giuseppe di Santa Severina (KR)
COFONE Angelo di Acri
COMBERIATI Luigino di Petilia Policastro
CORBO Robertonato di Sessa Aurunca (CE)
CRUGLIANO Gennaro di Cariati
CRUGLIANO Leonardo di Cirò
CRUGLIANO Mirco di Cirò
CUSATO Giuseppe di Crotone
D’AMBROSIO Adolfo di Rende
DE LUCA Antonio di Crotone
DONNICI Angelo di Mandatoriccio (Cs)
ESPOSITO Aniello di Teora
FARAO Francesco di Cirò Marina
FARAO Giuseppe di Silvio di Cirò Marina
FARAO Giuseppe di Cirò Marina
FARAO Silvio di Cirò Marina
FARAO Vincenzo di Cirò
FARAO Vittorio di Giuseppe di Cirò
FARAO Vittorio di Silvio di Cirò
FAZI Paolo di Pietra Marazzi (Al)
FIORITA Maria Costanza di Strongoli (Kr)
FUSCALDO Giancarlo di Cirò Marina;
GABIN Alessandro di a Marghera (VE)
GALLO Giuseppe di Aprigliano
GANGALE Donato di Umbriatico
GANGALE Vincenzo di Carfizi (Kr)
GIGLIO Giuseppe di Strongoli (Kr)
GIGLIO Salvatore di Strongoli (Kr)
GIGLIO Vincenzo di Strongoli (Kr);
GIGLIOTTI Franco di Parma
LAURENZANO Michelenato di Strongoli (Kr)
LAVORATO Mario di Mandatoriccio
LOMBARDO Maria Giulia di Cirò Marina (Kr)
LONGOBUCCO Fedele di Cariati (Cs);
MAIOLO Francesco di Isola Capo Rizzuto (Kr)
MALENA Cataldo di Strongoli (KR)
MALENA Pasquale di Cirò Marina
MALETTA Paolo di Colosimi (Cs)
MANICA Antonio di Prato
MARINCOLA Aldo nato a Kassel (Germania) di Parma
MARINCOLA Cataldo di Sulmona (AQ)
MAZZA Filippo di Mandatoriccio (Cs)
MAZZEA Francesco di Isola Capo Rizzuto (Kr)
MENOTTI Federico nato di Napoli
MIGLIO Enrico, di Strongoli
MORRONE Francesco di Cirò Marina (Kr)
MORRONE Salvatore di Cirò Marina (Kr
MUTO Carmine di Crotone
MUTO Luigi di Cutro
MUTO Santino di Cutro
NIGRO Salvatore di Cirò Marina
PALETTA Basilio di Cirò
PAPAIANNI Salvatore di Cirò
PARRILLA Nicodemo di Cirò Marina
PIZZIMENTI Giuseppe di Isola Capo Rizzuto (Kr)
POTENZA Fabio di Parma
PUTRINO Carmela Roberta di San Nicola Dell’Alto (Kr)
PUTRINO Massimo di San Nicola dell’Alto (Kr)
QUATTROMANI Eugenio di Cirò Marina (Kr)
RISPOLI Leonardo di Cariati (Cs)
RIZZO Angela di Savelli (Kr)
RIZZO Luigi di Umbriatico (Kr)
RIZZO Salvatore di Umbriatico (Kr)
ROCCA Domenico di San Mauro Marchesato (Kr)
RUSSO Francesco di Cirò Marina;
RUSSO Gaetano di Crotone
SALVATO Francesco di Crucoli (Kr)
ANTORO Vincenzo Mandatoriccio
SCULCO Michele, residente in Germania
SESTITO Giuseppe di Cirò Marina
SICILIANI Mario di Cirò Marina (Kr)
SICILIANI Nevio di Cariati (Cs)
SICILIANI Roberto di Cirò Marina (Kr)
SIENA Carmine di Cirò Marina (Kr)
SIENA Palmiro Salvatore di Cirò Marina
SPADAFORA Antonio di San Giovanni in Fiore
SPADAFORA Giovanni di Vigonza (Pd)
SPADAFORA Luigi di San Giovanni in Fiore (Cs)
SPADAFORA Pasquale di San Giovanni in Fiore (Cs)
SPADAFORA Rosario di San Giovanni in Fiore (Cs)
SPAGNOLO Giuseppe di Cirò Marina
SPROVIERI Giuseppe di Cirò Marina (Kr)
SQUILLACE Antonio di Cutro
TALLARICO Francesco di Crotone
TALLARICO Ludovico di Casabona (Kr)
TASSO Luigi di Campana
TRIDICO Giuseppe di Montalcino
TUCCI Bruno di Acri (Cs)
VASAMÌ Piero residente in Germania
ZAMPELLI Vincenzo di Rossano (Cs)
ZITO Francesco di Crucoli (Kr)
ZITO Valentino di Cirò Marina
FLOTTA Nicola di Mndatoriccio
PALMIERI Domenico, detto Tonino, residente in Germania
CAPRISTO Tommaso, residente in Germania
CAMPISO Mario, residente in Germania;
RUSSO Annibale, residente in Germania;

AI DOMICILIARI
AIELLO Maria di Corte de’ Frati (Cr)
ALOE Giuseppina di Cirò Marina
ALOE Lucia di Cirò Marina
ALOISIO Caterina di Cirò Marina
ALOISIO Laura di Cirò Marina
ARENA Tommaso di Crucoli (Kr)
BOMBARDIERI Carlo di Cirò Marina
BONIFAZIO Domenico di Cutro
BOTTI Roberto di Modena
CARDAMONE Gilda di Melissa (Kr)
CARLUCCIO Dino di Cirò Marina
CERCHIARA Gabriele di Crucoli (Kr)
CERRELLI Domenica di Casabona
CHIRIAC Alexandru di Cirò Marina (Kr)
COLA Morena di Roma
CONDORELLI Cristian di Roma
CRUGLIANO Francesco di Cirò Marina
ESPOSITO Antonio di Cirò Marina (Kr)
GAIBA Marco di Mogliano Veneto (Tv)
GIGLIOTTI Maria Francesca di Crucoli (Kr)
GRECO Nino di Cariati (Cs)
GRILLINI Andrea nato di Monterenzio (Bo)
GUARINO Domenico Nicola di Isola Capo Rizzuto (Kr)
GUARINO Giuseppe di Isola Capo Rizzuto
MALENA Elena di Cirò Marina
MASTROIANNI Maria di Casabona
NIGRO Alessandro di Cirò Marina
NIKOLLA Elton di Cirò Marina
PLACIDO Rosario di Malagnino (Cr)
POTESTIO Nicodemo di Cirò
ROCCA Antonellanata di San Mauro Marchesato (Kr)
ROCCA Francesco di San Mauro Marchesato (Kr)
SALVATOLuigi di Crucoli
SQUILLACIOTI Domenico di Isola Capo Rizzuto
VELTRI Annamaria di Isola Capo Rizzuto (KR)
VILLIRILLO Andrea di Crotone
VILLIRILLO Rocco di Crotone
CLARA’ Teresa di Crotone
SCARRIGLIA Massimo di Crotone

IL SERVIZIO VIDEO

Operazione anti ‘ndrangheta: dichiarazione di Oliverio

“Ringrazio i magistrati della Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro, il procuratore Nicola Gratteri, le Forze dell’Ordine che sono stati impegnatE nell’operazione Stige che ha permesso di assestare un colpo importante alla ‘ndrangheta portando alla luce, ancora una volta, il suo radicamento in Calabria, in molte regioni italiane e in Europa, ma anche i suoi collegamenti con settori del mondo politico e istituzionale”.E’ quanto afferma, in una nota, il Presidente della Giunta regionale, Mario Oliverio. “La battaglia contro la ‘ndrangheta è, come sapevamo –prosegue Oliverio- dura e irta di difficoltà, ma occorre perseguirla con coraggio e determinazione per il rispetto dei principi della legalità”.

“L’operazione di oggi -conclude il Presidente della Regione- dimostra come tra tutte le mafie nel mondo nessuna appare più globalizzata della ‘ndrangheta, non solo come forza criminale o economica, ma di estensione e radicamento in diverse parti del mondo”.  

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