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Sciopero dei Vigili del fuoco, ma solo sulla carta. «Promesse non mantenute»

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COSENZA – 10 nov. – Oggi è sciopero nazionale dei Vigili del Fuoco, per 4 ore, ma i pompieri di Cosenza non si smentiscono: prima il rispetto degli italiani coinvolti nell’emergenza maltempo. Nella provincia di Cosenza, In calabria come in tutte le regioni nelle quali è stato dichiarato dal consiglio dei ministri lo stato di emergenza (, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Sardegna, Sicilia, Toscana, Veneto e provincie autonome di Trento e Bolzano), lo sciopero non si farà.

I Vigili del Fuoco del sindacato Conapo, ci tengono a far sapere che sono stanchi di promesse che mai nessun governo mantiene. Si sentono i figli poveri del ministero dell’interno, bistrattati, mandati a rischiare di morire con stipendi di 3-400 euro in meno rispetto ai poliziotti, senza le tutele pensionistiche degli altri corpi. A detta del loro battagliero sindacato “la bozza della legge di bilancio ci offende, non rispetta il contratto di governo e anzichè diminuire il divario retributivo con gli altri corpi lo aumentano. Questo per noi è una schiaffo specialmente dopo i quasi quotidiani proclami del vicepremier e ministro dell’interno Matteo Salvini e tutti gli impegni che si era preso l’altro vicepremier pentastellato Luigi Di Maio”.

A spiegare l’amarezza dei vigili del fuoco è Michele Leonetti, segretario provinciale del Conapo: «rischiamo la vita come e più degli altri Corpi dello Stato e siamo impiegati nel pronto intervento operativo dal giorno dell’assunzione fino al giorno della pensione, un servizio usurante che non ha eguali nello stato, eppure siamo il corpo meno retribuito e non abbiamo le tutele previdenziali degli altri Corpi, siamo veramente amareggiati dal disinteresse della politica che pare ripetersi anche con questo governo.

I Vigili del Fuoco - aggiunge Michele Leonetti, rivolgendosi al premier Conte e ai vicepremier Salvini e Di Maio – non chiedono nessun privilegio, solo retribuzioni, pensioni e carriere alla pari dei Corpi di polizia. Nel contratto di governo c’è l’impegno a risolvere la questione ma i fatti nella bozza della legge di bilancio non si vedono. Chiediamo modifiche durante l’iter alle camere e ci appelliamo anche ai Parlamentari della nostra Provincia sperando che presentino emendamenti per rispettare la nostra dignità di servitori dello stato».

E Michele Leonetti va giù duro: «una promessa non mantenuta si trasforma in una presa in giro e i Vigili del Fuoco non lo meritano, altro che governo del cambiamento: nelle bozze della legge di bilancio non solo non è stato previsto un centesimo per l’adeguamento della retribuzioni dei Vigili el Fuoco ai livelli previsti per le forze dell’ordine ma il divario aumenterà poiché sono stati invece stanziati 70 milioni aggiuntivi per le sole forze dell’ordine escludendo i Vigili del Fuoco.

Rispettando i bisogni dei cittadini delle regioni in emergenza maltempo noi Vigili del Fuoco onoriamo il giuramento di fedeltà che abbiamo fatto agli italiani. Il governo M5S/Lega è in grado fare altrettanto onorando almeno le promesse fatte ai pompieri in campagna elettorale e nel contratto di governo?».

“La mobilitazione dei Vigli del Fuoco del Conapo – fanno sapere – non si limiterà allo sciopero” ma andrà avanti per tutto l’iter della legge di bilancio, sperando “che il ministro dell’interno li ascolti”. “Gli italiani sappiano che la nostra protesta sarà sempre nel pieno rispetto delle loro esigenze e mai strumentale, chiediamo solo parità di trattamento con gli altri Corpi e speriamo che i Parlamentari della nostra Provincia non facciano orecchie da mercante”.

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