Reggio Calabria, estorsioni e danneggiamenti a Brescia: 19 arresti

REGGIO CALABRIA - 11 mar. - I carabinieri del Ros e del comando provinciale hanno eseguito 19 provvedimenti cautelari emessi nei confronti di presunti appartenenti ad un sodalizio 'ndranghetistico operante secondo le indagini in Lombardia. Le indagini, riguardano episodi di: estorsioni, danneggiamenti a mezzo incendio e riciclaggio. Un mese fa, il Gip del Tribunale di Brescia ha emesso un'ordinanza di custodia cautelare nei confronti 19 persone, 23 a vario titolo implicate nell'attività di indagine.

Questa notte, 14 persone sono finite agli arresti, altre 5 ai domiciliari. 

I NOMI DEGLI ARRESTATI

In carcere:

1. BATTAGLIA Demetrio Andrea;

2. CAMINITI Carmelo cl. 86;

3. CAMINITI Michele Fabio;

4. FRANCO Anna Maria;

5. MALARA Paolo;

6. PIZZI Antonio;

7. PIZZIMENTI Antonio Francesco;

8. SANTINI Alessandro;

9. SANTINI Carlo;

10. SCICCHITANI Maurizio;

11. CAMINITI Carmelo cl. 61;

12. PAPALEO Giuseppe;

13. LOMBARDO Domenico;

14. CONDÒ Giovanni;

15. COCCA Mauro;

14. IARIA Vincenzo;

Arresti domiciliari:

17. MALARA Sergio;

18. RAGO Antonio;

19. SARICA Felice.

L’indagine è stata avviata dal Ros nel marzo 2016 ed ha preso spunto da quella condotta dal dicembre 2015 dal Comando provinciale carabinieri di Bergamo a seguito di un incendio doloso avvenuto presso una società di autotrasporti, riconducibile ad un imprenditore bergamasco, che interessava numerosi automezzi pesanti.

Dai primi approfondimenti investigativi è emersa una forte attività concorrenziale tra la vittima ed una seconda società, anch’essa avente per oggetto sociale il trasporto di merci per conto terzi e gestita, di fatto, da un pregiudicato calabrese. Le due imprese svolgevano difatti attività di trasporto in regime di concorrenza per conto di una terza società operante nel settore ortofrutticolo che, nel gennaio 2016, decideva di ridefinire i propri rapporti commerciali affidando tutto il pacchetto lavori ad un’unica impresa di trasporti. Per raggiungere tale obiettivo quest’ultima impresa interessava le aziende che fino a quel momento avevano operato per conto di essa chiedendo a ciascuna un preventivo per affidare alla migliore offerente l’intera gestione del trasporto merci.

In tale contesto, nel febbraio 2016, i carabinieri di Bergamo avviavano attività tecnica nei confronti degli imprenditori del settore autotrasporti captando una serie di conversazioni da cui si evinceva il coinvolgimento di alcuni soggetti di origine calabrese, giunti a Bergamo col fine di favorire uno dei due nell’aggiudicazione dell’appalto privato.

I calabresi, successivamente identificati in Carmelo Caminiti e Antonio Pizzi, risultavano entrambi intranei alla consorteria mafiosa dei De Stefano.

LE INDAGINI

Mentre l’Arma territoriale proseguiva nell’attività d’indagine relativa all’incendio doloso, il Ros focalizzava la manovra investigativa sulla figura di Carmelo Caminiti appurando, mediante attività tecnica, come lo stesso svolgesse la funzione di “recupero crediti” per conto di un’altra società bergamasca operante nel settore dell’ortofrutta in particolar modo gestendo i rapporti con i due fratelli titolari (Alessandro e Carlo Santini). In tale contesto si aveva modo di riscontrare che Caminiti non solo era subentrato nell’agire illecito all’indomani dell’arresto del suo socio in affari Paolo Malara, ma intratteneva numerosi rapporti con imprenditori commercialmente legati ai Santini, volti a far rientrare i crediti vantati da questi ultimi attraverso l’applicazione di metodologie tipicamente ’ndranghetiste tali da configurare anche i reati di estorsione commessa in un vero e proprio contesto di associazione a delinquere di tipo mafioso.

La prosecuzione dell’attività investigativa svolta dal Ros consentiva di accertare come Carmelo Baminiti, muovendosi tra la Calabria e la Lombardia unitamente ad altri soggetti che di volta in volta sono stati identificati (Battaglia Demetrio Andrea, Caminiti Carmelo Cl 1986, Caminiti Michele Fabio, Franco Anna Maria, Malara Paolo, Pizzi Antonio, Pizzimenti Antonio Francesco, Schicchitani Maurizio, Malara Sergio, Rago Antonio, Sarica Felice) fosse referente qualificato di un’organizzazione criminale di stampo ‘ndranghetista dedita alle attività di recupero crediti e di estorsione.

La costanza nel monitoraggio dello stesso ha fatto inoltre emergere un modus operandi ormai particolarmente rodato che vedeva imprenditori lombardi operanti nel settore del commercio ortofrutticolo (Santini Alessandro, Santini Carlo) ricercare volontariamente le prestazioni d’opera dei predetti associati al fine di rientrare da posizioni creditorie verso terzi, nella piena consapevolezza che l’atteggiamento dei recuperatori si andava inserendo in una condotta tipicamente mafiosa e violenta.

Le acquisizioni investigative dell’Arma bergamasca e del Raggruppamento hanno consentito alla Direzione Distrettuale Antimafia di Brescia di: fare piena luce sull’attentato incendiario perpetrato ai danni dell’impresa di trasporti di Seriate (BG) i cui responsabili sono stati individuati in Papaleo Giuseppe quale mandante, LOMBARDO Domenico, COCCA Mauro, CONDO’ Giovanni quali esecutori materiali e IARIA Vincenzo quale reclutatore di CONDÒ e COCCA; qualificare come un tentativo di estorsione aggravato dal metodo mafioso le condotte poste in atto dall’imprenditore di trasporti di Seriate (BG) quale mandante; CAMINITI Carmelo cl. 61, PIZZI Antonio e RAGO Antonio, quali autori materiali delle minacce ai danni di PAPALEO Giuseppe per costringerlo a rinunciare al suo rapporto privilegiato con la società ortofrutticola; cristallizzare l’esistenza di un’associazione a delinquere di stampo ‘ndranghetista operante sul territorio nazionale ed in particolare nel distretto della corte d’appello di Brescia, caratterizzata da autonomia programmatica, operativa e decisionale rispetto ad altre cosche calabresi (FRANCO e TEGANO-DE STEFANO) cui risultava legata da rapporti soggettivi e federativi, con la finalità di commettere plurimi delitti contro il patrimonio e la persona quali estorsioni, violenze e minacce.

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