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Overloading, udienza per il rito abbreviato

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CATANZARO – 23 mar. - Nuova udienza relativa al processo che si svolge con il rito abbreviato e relativo all'operazione denominata Overloading. Una complessa attività che si è conclusa nel dicembre del 2010 e che a gennaio di quest'anno ha fatto registrare le richieste del Pm della Dda, Vincenzo Luberto per complessivi 637 anni di carcere. Davanti al Gup Sabatini, adesso, gli avvocati difensori degli 84 indagati che hanno deciso di proseguire con il rito abbreviato puntano, principalmente, a smontare la tesi dell'intraneità alla cosca cetrarese, in questo caso, portata avanti dai fratelli Scornaienchi.

E c'è ancora di più: le tesi della difesa puntano a non riconoscere il rapporto delle frange di criminalità del Tirreno cosentino con quelle del reggino e, in particolare, delle famiglie di San Luca. Di idee diverse era stato, naturalmente, il Pm Luberto che nella sua requisitoria di ben quattro ore aveva puntato a confermare gli intrecci nel traffico di sostanze stupefacenti con la partecipazione, addirittura, di un tenente colonnello dei carabinieri che, al tempo delle indagini, era in servizio a Bolzano. Luigi Verde, difeso dall'avvocato Casalinuovo, il quale, oltre a essere stato trovato in possesso di un vero e proprio arsenale, aveva avuto, secondo l'accusa, un ruolo attivo anche nel mercato degli stupefacenti. L'udienza di ieri è stata caratterizzata in parte anche dallo sciopero degli avvocati. È il caso di Michele Rizzo che ha aderito all'astensione e che quindi sarà in aula nella seconda metà di aprile per discutere la posizione di Maurizio Tommaselli, originario di Cetraro. L'avvocato Pasquale Naccarato nel corso della sua esposizione ha cercato di ridimensionare l'accusa contestata ai fratelli Rosario e Roberto Comito, di 39 e 46 anni, entrambi di Belvedere Marittimo. Per ognuno dei due, il Pm Luberto ha chiesto undici anni di reclusione. L'avvocato Pasquale Naccarato punta invece a ridimensionare, innanzitutto, il rapporto con la cosiddetta cosca, organizzata dai fratelli Scornajenchi. Rosario e Roberto Comito vengono individuati come pusher intranei all'associazione. L'avvocato Naccarato ha chiesto l'assoluzione non intravedendo questa particolare vicinanza; tant'è che è stato sottolineato anche come il tribunale della libertà si sia espresso favorevolmente, in passato, alla posizione dei fratelli Comito. Due momenti positivi, ha detto il legale, se si tiene conto che il tribunale di Paola non ha convalidato il fermo. Ci sono riscontri che, a giudizio del legale di fiducia, confermerebbero la non sussistenza dello spaccio.

Per poco più di due ore, poi, l'avvocato Rotundo ha discusso sulla posizione di Lido e Luigi Scornaienchi. Il Pm Luberto ha chiesto rispettivamente per i cetraresi 30 e 25 anni di reclusione. Una situazione complessa, carica di intercettazioni e di possibili riscontri. Per il legale di fiducia, però, può essere contestato il collegamento tra il gruppo cetrarese e quello di San Luca nell'attività di traffico di sostanze stupefacenti. Mai verificato e, quindi, impossibile da dimostrare, secondo Rotundo, il passaggio di denaro tra i due gruppi calabresi. Va ritenuto insussistente, secondo il legale, il capo che riguarda la possibile associazione.

Nel processo Overloading ha una posizione particolare il tenente colonnello dei carabinieri che al tempo delle indagini era in servizio a Bolzano, Luigi Verde, il quale, oltre a essere stato trovato in possesso di un vero e proprio arsenale, aveva avuto, secondo l'accusa, un ruolo attivo anche nel mercato degli stupefacenti, dando le opportune disposizioni affinché la droga giungesse a destinazione nella maniera più sicura. Per Luigi Verde, conosciuto come “il graduato”, la pubblica accusa ha chiesto 13 anni di carcere. L'avvocato Aldo Casalinuovo nel corso della sua arringa durata circa un'ora ha sostenuto l'estraneità del suo assistito all'associazione contestata. L'indagato, tramite il legale, avrebbe ammesso le responsabilità per un piccolo segmento dell'indagine che lo ha riguardato. Secondo Casalinuovo si potrebbe parlare di tentativo di traffico di stupefacenti perchè, in realtà, il carico contenuto in quel volo intercettato all'aeroporto di Roma, non è mai giunto a destinazione. Cocaina, per 53 chilogrammi, che avrebbe dovuto essere recuperata a Fiumicino, di fatto, è stata sequestrata nell'aereo. L'avvocato Casalinuovo ha chiesto poi le attenuanti generiche tenendo conto dei 39 anni di servizio nell'Arma con attività anche all'estero, in Bosnia, per circa due anni.

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