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Cosenza, sequestro beni per 1,5 milioni di euro

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COSENZA – 23 gen. - Oltre 1,5 milioni di euro. Il sequestro di beni, mobili ed immobili, ottenuto dalla Procura della Repubblica di Cosenza rappresenta il bilancio di un’operazione condotta dai Finanzieri della Compagnia di Cosenza nell’ambito di una complessa attività di Polizia giudiziaria e tributaria svolta nei confronti di una società operante nel settore dell’abbigliamento, con punti vendita sia sul territorio del capoluogo bruzio che in diverse città italiane.

Le Fiamme gialle hanno constatato come l’indagato, amministratore e rappresentante legale di fatto di una società verificata, per gli anni 2009 e 2010 dichiarava ricavi irrilevanti pari a soli 0 e 1 euro, omettendo di indicare invece introiti per un ammontare di 7.335.966 euro per il 2009 ed 6.886.548 euro per l’anno 2010. Con tale comportamento, l’azienda ha evaso il fisco complessivamente, tra imposte dirette ed Iva, per circa 1.500.000 di euro. Inoltre a nulla è valso l’ormai ricorrente espediente di far subentrare nella gestione della società una persona ultra ottantenne al solo scopo di far ricadere sullo stesso le conseguenti responsabilità penali ed evitare che fosse aggredito il patrimonio personale del reale amministratore.

A conclusione delle indagini preliminari coordinate dal Procuratore della Repubblica di Cosenza, Dario Granieri, l’autorità giudiziaria ha disposto il sequestro preventivo per equivalente sui beni mobili ed immobili nella disponibilità del noto imprenditore locale, indagato per dichiarazione infedele. I finanzieri di Cosenza hanno messo i sigilli ad un immobile adibito ad opificio, ad un’abitazione e alla quota di proprietà di un magazzino, tutti siti nella provincia cosentina. Allo stesso vincolo, inoltre, sono state sottoposte le quote societarie nella disponibilità dello stesso imprenditore, relative a due società di capitali. Infine, sono tuttora in corso e coordinate in ambito nazionale, le operazioni connesse al sequestro delle polizze e dei saldi attivi depositati sui conti bancari e postali riconducibili all’indagato. L’attività è il frutto del dispositivo di prevenzione, contrasto e repressione al fenomeno dell’evasione fiscale, con particolare riferimento alle fattispecie costituenti reato, che rappresenta una tra le più significative missioni istituzionali della guardia di finanza.

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