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Cosenza, confiscati beni per un valore di 22 milioni di euro

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COSENZA – 9 nov. - La Guardia di Finanza di Cosenza, con il coordinamento del Procuratore della Repubblica mario Spagnuolo, ha eseguito la confisca, su disposizione del Tribunale bruzio, di beni immobili per un valore di oltre 22 milioni di euro nei confronti di quattro soggetti ritenuti pericolosi e responsabili di plurimi reati fiscali e fallimentari commessi con società operanti nel settore della compravendita immobiliare e di autoveicoli.

Nello specifico, il dominus del sodalizio criminoso si è reso responsabile dei reati di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte e bancarotta fraudolenta, avendo sottratto illecitamente al fisco i proventi destinati alla tassazione, reimpiegandoli nella realizzazione di altre attività commerciali riconducibili ai sodali ovvero investendoli nell’acquisto di beni immobiliari costituenti il cospicuo patrimonio del medesimo. Dopo aver eseguito lo scorso anno il sequestro di tali beni, i finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Cosenza hanno dato esecuzione al provvedimento di confisca, emesso dal Tribunale di Cosenza - Sezione Misure di Prevenzione, applicando anche nei confronti di soggetti ritenuti fiscalmente pericolosi, in quanto dediti, nel tempo, alla commissione di una pluralità di reati fiscali, societari e fallimentari, la normativa del Codice Antimafia, solitamente prevista per il contrasto ai reati di criminalità organizzata. La misura ablatoria ha consentito di sottrarre ai soggetti, per poi farli confluire nel patrimonio dello Stato, i seguenti beni:

- 3 complessi aziendali;

- 19 fabbricati;

- 1 villa di prestigio;

- 2 capannoni industriali di rilevanti dimensioni;

- 3 appezzamenti di terreno;

per un valore complessivo di oltre 22.000.000 di euro, ritenuti sproporzionati rispetto ai redditi, dichiarati ai fini delle imposte sul reddito, o all’attività economica svolta.

Con tale provvedimento vengono colpite le risorse economiche provento di reiterati illeciti e si rende economicamente inefficace lo svolgimento dell’attività criminosa anche grazie all’applicazione degli strumenti contenuti nel Codice Antimafia nei confronti di soggetti fiscalmente pericolosi e autori di plurimi reati fiscali, societari e fallimentari.

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