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Cosenza, tenta di incendiare i box dei commercianti concorrenti: arrestato

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COSENZA – 20 dic. - Arresti domiciliari per un giovane, F.R., 29enne di Cosenza, accusato di tentata estorsione, illecita concorrenza con minaccia o violenza, danneggiamento seguito da incendio. La Polizia di Stato ha smascherato il presunto autore degli incendi ai danni di due commercianti. Si tratta di due fratelli commercianti nel settore dell’abbigliamento specialistico, ripetutamente vittime di gravi episodi di danneggiamento e di incendio. Il primo episodio risale al 18 novembre in via Padre Giglio.

Ignoti dopo aver effettuato un buco nella parete esterna di un box di proprietà di uno dei due fratelli hanno appiccato un incendio utilizzando liquido infiammabile, causando la completa distruzione. Il danno cagionato è stato stimato in 40.000 euro. Successivamente, la mattina del giorno 28 novembre, il fratello del proprietario del box, anch’egli commerciante, all’atto di prendere la propria autovettura, carica di indumenti e merce da lavoro, si è accorto che ignoti avevano tentato di darla alle fiamme, senza però riuscirci. Il giorno dopo, il 29 novembre, lo stesso commerciante ha subito il tentativo di incendio del proprio box adibito alla vendita di prodotti commerciali, ubicato in via Padre Giglio. La notte tra il giorno 10 e l’11 dicembre lo stesso box è stato nuovamente oggetto di un ulteriore tentativo di incendio domato però dai vigili del fuoco.

Infine, in una escalationdi azioni delittuose, la mattina del giorno 12 dicembre, il proprietario dello stesso box all’atto di aprirlo ha constatato come ignoti avessero lasciato dei materiali in stoffa, probabilmente per darlo nuovamente alle fiamme. La conseguente attività di Polizia giudiziaria, subito effettuata dalla squadra mobile è stata improntata ad una complessa ricostruzione di immagini provenienti da servizi di videosorveglianza e si è concentrata sul settore lavorativo delle vittime, quello del commercio di abbigliamento specialistico, consentendo in breve di accertare come nelle vicinanze dei box delle vittime insistesse un altro box adibito alla vendita di medesimi prodotti, in concorrenza con i due commercianti. E proprio il figlio del proprietario di quest’ultimo box, è stato immortalato dalle telecamere e riconosciuto dagli uomini della Squadra Mobile come l’autore dell’incendio perpetrato la notte tra il 10 e l’11 dicembre scorsi.

Le fonti di prova sono state così raccolte e compendiate in un’informativa di reato alla locale Procura della Repubblica, guidata dal Procuratore Capo, Mario Spagnuolo, che dopo averle attentamente valutate ha qualificato l’evento dell’11 dicembre come tentata estorsione e illecita concorrenza con violenza o minaccia, atteso che dalle indagini condotte dalla Squadra Mobile è stato rilevato, in modo inequivocabile, come l’azione delittuosa fosse mossa proprio dall’invidia e dal proposito di impedire la regolare attività di commercio alle due vittime in un atto di concorrenza sleale. Questo, unitamente agli altri riscontri raccolti nel corso delle investigazioni, ha costituito a carico dell’indagato un quadro indiziario grave ed univoco in ordine alla sua responsabilità per i reati perpetrati, per cui la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cosenza ha richiesto ed ottenuto al Giudice per le Indagini Preliminari un provvedimento di applicazione di misura cautelare che è stato eseguito nel pomeriggio di ieri mediante sottoposizione dell’uomo al regime degli arresti domiciliari. Sono in corso indagini per risalire agli altri compici.

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