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Pallagorio (Kr): individuato il presunto autore del duplice omicidio di dicembre

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PALLAGORIO – 24 lug. - Nella serata di ieri, il Nucleo investigativo carabinieri di Crotone, al termine di serrate indagini condotte con la collaborazione del Nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Cirò Marina e della Stazione di San Nicola dell’Alto, ha dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Gip del Tribunale di Crotone, su richiesta della locale Procura della Repubblica, a carico di Annunziato Lerose, 61enne di San Nicola dell’Alto, ritenuto responsabile del duplice omicidio consumato a Pallagorio (KR) il 22 dicembre 2018. In quella data vennero uccisi Francesco Raffa ed il figlio Saverino, due allevatori di San Nicola dell’Alto.

Lerose, conoscendo le abitudini delle vittime, aveva predisposto un fucile cal. 12 nella propria autovettura. Attraversando una strada isolata, era giunto nei pressi dell’azienda agricola dei Raffa. Dopo aver nascosto il proprio veicolo avrebbe raggiunto a piedi il luogo dove i due allevatori, a bordo della loro Suzuki Samurai, risalivano la strada che dalla loro azienda porta al cancello che delimita l’accesso. Quando Francesco Raffa alla vista di Lerose ha arrestato il veicolo e ha abbassato il finestrino (verosimilmente per chiedergli cosa volesse) dapprima Lerose avrebbe esploso contro di lui tre colpi e successivamente quando Saverino Raffa, già ferito, sarebbe sceso dal mezzo per cercare di fuggire, sarebbe stato raggiunto diventando obiettivo di due colpi mortali. 

Secondo l'accusa, l'indagato avrebbe premeditato l’omicidio perché, già da tempo serbava rancore nei confronti delle vittime ritenute colpevoli di non essersi (alcuni anni prima) adoperate ad aiutarlo per individuare i responsabili del furto di un attrezzo agricolo che gli era stato sottratto, e, successivi dissidi riconducibili a problematiche legate ai terreni, lo hanno determinato nel proposito criminoso. 

L’attività investigativa è stata sviluppata eseguendo scrupolosi rilievi sulla scena del crimine e a casa dell’autore che hanno permesso di ottenere importanti riscontri tecnico-scientifici a seguito di esami di laboratorio effettuati presso il Ris di Messina. L’autore era stato sottoposto infatti tempestivamente dai carabinieri a prelievi per la ricerca di residui dall’esplosione di colpi di arma da fuoco (STUB) su superfici cutanee ed indumenti e gli esiti avevano evidenziato la presenza di particelle che per composizione e disposizione possono essere classificate come derivanti da colpi d’arma da fuoco. Anche i prelievi eseguiti all’interno dell’abitacolo della sua autovettura hanno evidenziato la presenza di particelle derivanti da colpi d’arma da fuoco. 

A completare il quadro indiziario: importanti testimonianze, il racconto ricco di contraddizioni dell’autore dell’efferato delitto e della moglie, l’analisi dei tabulati telefonici delle vittime e di numerose immagini acquisite da molteplici sistemi di videosorveglianza pubblici e privati e un’efficace attività informativa a livello locale. Tutto ciò ha consentito di individuare il presunto responsabile del gravissimo episodio delittuoso ed il movente, da ricondurre a dissidi tra confinanti di terreno. 

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