Scossa 2.8 nel Pollino. Riunione a Castrovillari

CASTROVILLARI – 30 mag. - Una scossa sismica di magnitudo 2.8 è stata avvertita dalla popolazione tra i comuni di Castrovillari, Morano Calabro e San Basile in provincia di Cosenza. Secondo i rilievi registrati dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia l’evento sismico si è verificato alle 18.17 a una profondità di appena 5.5 km. Dalle verifiche effettuate dalla “Sala situazione Italia” del dipartimento della protezione civile; non risultano danni a persone e cose.

C'è da sottolineare che Ignazio Guerra, del laboratorio di sismologia dell'Unical ha affermato con forza: «Per quanto riguarda il dilemma che affligge i cittadini ogni qual volta si scatena un evento sismico, e cioè la possibilità di poterlo prevedere, la comunità scientifica chiarisce che non è possibile stabilire quante scosse e di quale intensità potranno avvenire in un determinato luogo, seppur forti terremoti sono comunemente accompagnati, e in alcuni casi preceduti, da altre scosse. Il sismologo Ignazio Guerra da a tutti un prezioso consiglio di farsi una mappa mentale dei luoghi aperti e sicuri più vicini al nostro posto di lavoro o alla nostra abitazione, in modo da doverci pensare durante una scossa, e quindi in un momento di panico».

Si è svolta intanto la riunione tecnico operativa presso il Protoconvento di Castrovillari. Erano presenti per il Settore Protezione Civile della Regione Calabria: Salvatore Mazzeo, dirigente del settore; Edoardo D’Andrea, responsabile prevenzione del Rischio sismico, il personale dell’U.O. di Cosenza, il sindaco di Castrovillari unitamente ai sindaci del proprio Com, il Com di Scalea e per il Com di Trebisacce era presente l’Assessore comunale con delega alla Protezione civile, Dino Vitola, accompagnato dall’associazione volontari Protezione civile di Trebisacce di cui è presidente il geometra Nilo Rossi. Ha aperto la riunione Salvatore Mazzeo che ha ricordato di abitare in una terra ad alto rischio sismico dove il 70% dei cittadini non conosce se esiste il Piano comunale di Protezione civile. Mazzeo ha anche ribadito che: «Nessuno può prevedere eventi sismici». Le uniche armi per convivere con una terra dove: «Non lo scopriamo certo oggi, è elevato il rischio sismico, sono la prevenzione, verifiche degli edifici, istruire la popolazione e non affidarsi all’improvvisazione». Per l’ingegnere D’Andrea che ha delicatamente richiamato all’ordine tutti i sindaci che non sono al passo con le disposizioni regionali: «Bisogna generare un processo culturale che coinvolga le popolazioni». I piani comunali di protezione civile, è stato sottolineato, devono trovare rispondenza anche nei P.S.C. alla luce delle ricerche sismiche sui territori.  

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