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Rossano, pizzo sui lavori della Statale 106: eseguiti tre fermi

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ROSSANO – 10 giu. - I Carabinieri del Comando Provinciale di Cosenza hanno proceduto all’esecuzione di un decreto di fermo di indiziato di delitto emesso dalla Direzione Distrettuale Antimafia presso il Tribunale di Catanzaro, nei confronti di tre persone accusate di tentata estorsione, aggravata dal metodo mafioso commessa ai danni di un imprenditore siciliano, aggiudicatario di un appalto, per lavori di ammodernamento della SS 106 bis Ionica. Il provvedimento di fermo è stato emesso sulla base dei gravi indizi raccolti dai Carabinieri della Compagnia di Rossano, coordinati dal capitano Angelo Proietti, e dai colleghi del Reparto Operativo di Cosenza, durante le articolate indagini, dirette dal Pm Saverio Vertuccio e coordinate dal Procuratore aggiunto, Vincenzo Luberto, e dal Procuratore Capo della Repubblica presso il Tribunale di Catanzaro, Nicola Gratteri.

In carcere sono finiti Massimo Esposito, 35enne, Francesco Antonio De Santis 44enne, entrambi di Rossano, e Alfonso Dardano, 45enne di Mirto Crosia, tutti ritenuti contigui alla cosa di ‘ndrangheta rossanese. In particolare Esposito risulta essere allo stato attuale uno dei referenti ancora attivi della cosca rossanese, fratello di Sergio, condannato in primo grado a 16 anni di reclusione come elemento di vertice della ‘ndrina rossanese. Il processo è tuttora pendente in Corte d’Appello a Catanzaro. I tre arrestati hanno avvicinato il responsabile del cantiere aperto in Mirto Crosia per la realizzazione di due rotatorie, e, in più occasioni, dopo aver precisato di “controllare” la zona, lo hanno esortato a “mettersi a posto” pagando la somma di 5.000 euro quale prezzo necessario per “poter stare tranquillo”. In caso contrario, avrebbero “bruciato i mezzi con dentro gli operai”. Il responsabile dell’impresa ha trovato il coraggio di denunciare tutto ai Carabinieri, che hanno ricostruito passo, passo passo i movimenti dei tre, acquisendo chiari elementi di riscontro alla denuncia di estorsione. Gli arrestati sono stati associati a Carcere di Castrovillari in attesa dell’udienza di convalida del fermo, che avverrà nei prossimi giorni.

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