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Corigliano, operazione Old Mill: nove persone indagate per droga

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CORIGLIANO – 7 ott. - Operazione “Old Mill”. Eseguite 9 Ordinanze di custodia cautelare. I Carabinieri del nucleo operativo della Compagnia di Corigliano Calabro a seguito di attività di indagine diretta e coordinata dalla Procura della Repubblica di Castrovillari, hanno dato esecuzione ad ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Castrovillari in accoglimento della richiesta della Procura della Repubblica, nei confronti di tre persone destinatarie della custodia cautelare in carcere: Luigi Praino, 53 anni, di Trebisacce; Giovanni Guidi, 46 anni, di Corigliano Calabro; Nabil Arabi, 33 anni, che si è reso irreperibile, originario del Marocco e domiciliato a Corigliano. Agli arresti domiciliari: Biagio Casella, 44 anni, di Cassano all’Ionio; Mohamed Nassir, 32 anni, originario del Marocco, domiciliato a Corigliano Calabro; Simone Cimino, 36 anni, di Corigliano Calabro. Ad altre tre persone è stato notificato l'obbligo di presentazione alla Pg: si tratta di N.L. 44 anni, originaria della repubblica Ceca e residente a Trebisacce; A.F., 34 anni, di Corigliano; A.S. 26 anni, di Corigliano.

Devono rispondere di spaccio di sostanze stupefacenti continuato in concorso. L’indagine trae origine dalle denunce presentate nel settembre 2014 da due cittadini di Trebisacce, per i reati di lesione personale e tentata estorsione nei confronti dell’indagato Luigi Praino, ed ha permesso di individuare l’esistenza di una fitta rete di spaccio di cocaina in Trebisacce e nella Sibaritide. Gli elementi raccolti su Praino ed altri soggetti, hanno dato il “la” alle attività tecniche. Nello specifico le operazioni hanno consentito di monitorare gli incontri tra i vari indagati di Praino, avvenuti principalmente in un agriturismo, attività commerciale del principale indagato e dalla cui traduzione in inglese l’indagine prende il nome, risultata preziosa copertura rispetto alle attività illecite che si perpetravano all’interno. Praino si avvaleva della fattiva collaborazione della convivente N.L.

Gli indagati erano quasi riusciti a monopolizzare l’attività spaccio nell’area ionica tra Trebisacce e Corigliano, anche attraverso i territori di Villapiana e Cassano all’Ionio. Durante l’attività è emerso il frequente ricorso ad un linguaggio criptico in cui gli stupefacenti venivano appellati “alberi”, “camicette”, “moto”, “neve” ecc., sovente in riferimento all’occultamento, taglio, confezionamento, trasporto e cessione della sostanza. Le telecamere installate in prossimità dell’agriturismo, hanno permesso di registrarne i movimenti interni, ove gli “acquirenti” facevano ingresso generalmente tramite un’entrata secondaria. Nell’agriturismo lo stupefacente veniva occultato in diversi luoghi, persino sotto tegole e tettoie, autovetture o cespugli.

La droga commercializzata daa Praino proveniva anche dalla provincia di Reggio Calabria, così come appurato in corso d’indagine con l’arresto di due soggetti provenienti dalla locride. Tra i principali ed attivi collaboratori di Praino vi sono gli indagati Giovanni Guidi e Simone Cimino, i quali con frequenza settimanale si sono recati presso l'agriturismo per prelevare ingenti quantitativi di cocaina. Alla vendita ed al taglio dello stupefacente, provvedevano anche due cittadini marocchini, Nabil Arabi e Mohamed Nasser, e Simone Cimino, i quali pure prelevavano lo stupefacente direttamente nell'agriturismo. Giovanni Guidi, oggi ed all’epoca dei fatti sottoposto agli arresti domiciliari, gestiva la sua attività di spaccio attraverso la collaborazione di A.S. E A.F. Entrambi avevano l’incarico di prelevare lo stupefacente da Praino. Nel corso delle attività investigative si accertava che Guidi aveva acquistato dello stupefacente daPraino, ed a riscontro di ciò presso il condominio del primo è stato rinvenuto un ingente quantitativo di cocaina (300 g.) e la somma contante di 11.000 euro. Le indagini sono state concluse nel mese di maggio 2015, complessivamente sono stati rinvenuti e sequestrati oltre 650 gr. di “cocaina” e la somma contante di 40,000 euro circa. Sono stati, inoltre, deferiti altri 10 soggetti non destinatari di provvedimenti cautelari per il coinvolgimento a vario titolo nei reati ascritti nell’ordinanza.

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