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Cutro, operazione Filiorum: 5 arresti e un obbligo di dimora

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CUTRO – 8 nov. - I Carabinieri della Compagnia di Crotone hanno eseguito, a Cutro, questa mattina alle prime luci dell’alba 6 ordinanze cautelari nei confronti di altrettanti indagati accusati di essere stati autori a vario titolo ed in concorso tra loro di attività di spaccio di sostanze stupefacenti, rapina e danneggiamenti a danno di imprenditori locali. I provvedimenti sono stati emessi dal Gip di Crotone, su proposta del Pubblico ministero, Alessandro Riello, il quale ha sposato in pieno le tesi investigative avanzate dal Nucleo operativo della Compagnia di Crotone che ha condotto le indagini in sinergia con i colleghi della Stazione di Cutro.

Gli indagati, colpiti da provvedimenti cautelari in carcere sono: Salvatore Martino, 24 anni, attualmente detenuto, destinatario di provvedimento cautelare in carcere; Luigi Martino, 29 anni, avvisato orale, destinatario di provvedimento cautelare in carcere; Francesco Gentile, 51 anni, destinatario di provvedimento cautelare in carcere; Francesco Peta, 25 anni, destinatario di provvedimento cautelare in carcere; Angelo Aiello, 22 anni, destinatario di provvedimento cautelare agli arresti domiciliari; I. M. 21 anni, destinatario di provvedimento di obbligo di dimora. L’operazione è stata denominata “Filiorum” in quanto tre dei sei destinatari sono figli di esponenti di primissimo piano della locale consorteria criminale, incentrata sulla ‘ndrina a cui capo vi era Nicolino Grande Aracri. L’attività oggetto di indagine ha avuto inizio nel febbraio del 2016 allorquando i Carabinieri di Cutro intervennero di notte per un incendio doloso appiccato presso il portone dell’abitazione di una famiglia di noti imprenditori del posto; le immediate attività di sopralluogo e di indagine avevano indirizzato, grazie anche all’ausilio di alcune telecamere, l’attenzione su una utilitaria di proprietà della famiglia Martino. Inoltre neanche 24 ore dopo, i Carabinieri fermarono per un normale controllo alla circolazione stradale proprio quell’autovettura a bordo della quale vi erano Aiello, Peta e Luigi Martino, avendo modo di notare all’interno del portabagagli due taniche di benzina vuote. Tali elementi, portati all’attenzione del Sostituto procuratore Riello, spinsero i Carabinieri a dedicare una sistematica attenzione, sia attraverso pedinamenti, che attraverso l’utilizzo di strumentazione tecnica, tanto l’autovettura quanto il gruppo di ragazzi in questione.

Proprio in questo contesto, avvenuta una violenta rapina nel marzo successivo presso il ristorante Oasi di Roccabernarda: le indagini hanno acclarato che sempre il trio Peta, Aiello, Luigi Martino a bordo della stessa utilitaria si sono recati nei pressi del ristorante, quel sabato particolarmente affollato, e fatto successivamente irruzione con passamontagna e pistole in pugno facendosi consegnare circa 2500 euro dai proprietari, tra lo sconcerto ed il terrore dei clienti seduti ai tavoli. Addirittura nel frangente era presente un uomo, figlio di uno storico boss della ‘ndrangheta di Petilia Policastro, che temendo che i soggetti che avevano fatto irruzione armati altro non fossero che componenti di un commando giunto sul posto per assassinarlo, si era letteralmente lanciato dal primo piano del locale per poi scappare nel buio delle campagne circostanti.

Anche su questa rapina gli investigatori sono riusciti in breve a isolare delle prove ben circostanziate a carico degli odierni fermati (tra l’altro gli autori della rapina furono visti dagli investigatori poco dopo, giocare insieme in una sala giochi di Crotone). E poi c’è il capitolo spaccio di sostanze stupefacenti: i carabinieri hanno raccolto prove per dimostrante una fiorente ed incessante attività di spaccio nel centro di Cutro da parte dei cinque odierni arrestati e del sesto destinatario dell'obbligo di dimora; centinaia le “sedie” (così venivano chiamate in codice) spacciate al mese, anche durante i festeggiamenti del Crocifisso nel mese di maggio, allorquando il paese viene invaso da moltissimi emigranti per l’occasione. Addirittura è stato dimostrato che in una occasione il gruppo si era recato a Gioia Tauro per rifornirsi di droga facendosi accompagnare da un minore per agevolare l’occultamento della sostanza in caso di controlli delle forze dell'ordine (sulle responsabilità del minore si pronuncerà a breve la competente Procura dei minorenni di Catanzaro). Sempre a maggio, i Carabinieri avevano arrestato, in seguito ad attività di riscontro d’indagine, Salvatore Martino all’epoca detenuto ai domiciliari, poiché a seguito a perquisizione in casa era stato trovato in possesso di 30 grammi di cocaina (rinvenuta dal cane Sambo delle Unità Cinofile dei Carabinieri nel pozzetto dello scarico a seguito di un maldestro tentativo di disfarsene).

Durante la perquisizione vennero rinvenuti in alcuni locali di proprietà della famiglia Martino alcuni passamontagna e caricatori per pistole con munizioni, presumibilmente gli stessi utilizzati per la rapina fatta a Roccabernarda. Sempre durante le attività di indagine, eseguite con appostamenti tradizionali e con attività intercettive telefonico-ambientali, sono stati segnalati in qualità di assuntori, alla Prefettura di Crotone numerosi giovani che acquistavano la droga dal gruppo di “rampolli” criminali. Il giro di guadagno derivante dallo spaccio si è calcolato si aggirasse sui dieci mila euro al mese.

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