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Corigliano, blitz antidroga: rigettata la richiesta di arresto per un giovane

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CORIGLIANO – 5 feb. - Rigettata la richiesta di arresto del coriglianese P.D., difeso dall’avvocato Pasquale Di Iacovo. Il giovane era indagato, a seguito del blitz antidroga effettuato lo scorso giovedì. Un servizio investigativo che si è svolto nelle case popolari di Corigliano Calabro di via Gramsci, ed effettuato dai militari del nucleo operativo e radiomobile dei carabinieri di Corigliano. P.D., 28 anni, che nel corso del blitz è stato arrestato è comparso nella giornata di sabato davanti al Tribunale di Castrovillari per essere sottoposto ad interrogatorio ed in tale sede il Pubblico ministero ha avanzato la richiesta per il giovane degli arresti domiciliari.

Il tribunale, invece, non ha condiviso la tesi accusatoria ed ha rimesso in libertà l'indagato. Nelle prime ore della mattina i Carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Corigliano Calabro avevano effettuato diverse perquisizioni domiciliari nelle palazzine popolari di via Antonio Gramsci, con l'obiettivo di controllare e reprimere lo spaccio di sostanze stupefacenti. All’interno di un appartamento era stato trovato una vero e proprio “mercato” per la vendita ed il confezionamento della marijuana: celati all’interno di un comò della camera da letto, fra vestiti e pantaloni, erano state scoperte e sequestrate cinquantanove dosi già confezionate e termosaldate pronte per la vendita, due bilancini di precisione per la pesatura della sostanza, diversi taglierini intrisi di stupefacente e materiale tecnico per il confezionamento.

Questa situazione aveva fatto scattare l'arresto del ventottenne.Per la cronaca, una seconda perquisizione aveva permesso di scoprire nell'appartamento di un altro ventottenne alcune dosi di marijuana e di hashish già confezionate, nascoste nella camera da pranzo.nel corso del blitz, altre perquisizioni, seppur negative, hanno permesso ai militari di accertare come i proprietari di alcune case popolari avessero installato un vero e proprio apparato di videocamere abusivo probabilmente per eludere i controlli delle forze dell’ordine.

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