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Corigliano, 'Tribunale', l'avviso della bottiglia incendiaria

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CORIGLIANO – 29 mar. - Le indagini dei carabinieri relative all'operazione denominata “Tribunale” hanno cercato di fare luce sull'intimidazione ad un'azienda del territorio. Sono indagati Filippo Solimando, Natale Gencarelli e Giuseppe Taranto perchè in concorso tra loro, il primo quale mandante, gli altri due come esecutori, avrebbero posizionato all'ingresso dell'azienda una bottiglia contenente liquido infiammabile e con fiammiferi fissati al collo con nastro adesivo.

Alla vittima, intercettata dai malviventi nei pressi di una farmacia del luogo, sarebbe stato riferito: “So che avete avuto dei problemi. Se avete bisogno di qualcosa ditemi tutto rivolgetevi a me. Adesso non è il momento di parlare di queste cose.... Non è questo il luogo adatto... Poi ne parliamo di persona”. Successivamente Natale Gencarelli si sarebbe presentato nella sede dell'azienda riferendo: “di essere inserito personalmente in un contesto delinquenziale più ampio. Che la decisione di porre una bottiglia con dei fiammiferi derivasse da una volontà collettiva. Che l'azienda di famiglia era al centro degli interessi della criminalità locale organizzata. Che vi era inoltre stata l'idea di voler rubare un trattore nuovo di loro proprietà parcheggiato dietro casa.

Tale furto però non era stato ancora effettuato perché si era deciso dapprima di porre una bottiglia a scopo intimidatorio e di stare attento per un eventuale verificarsi degli eventi prefissati. Molto probabilmente quando fanno così vogliono essere avvicinati loro. Io so chi fa queste cose e ora ci vado a parlare ...il consiglio che vi do è che se vogliono un pensierino dateglielo”. In questo modo avrebbero costretto il titolare dell'azienda e i suoi familiari a corrispondere una somma di denaro definita “regalo” e quindi a procurarsi un ingiusto profitto con altrui danno, non riuscendo nell'intento per cause diverse dalla loro volontà. I fatti risalgono al 18 e 19 febbraio 2014, e sono stati commessi a San Giorgio Albanese. Agli atti dell'operazione “Tribunale” uno dei tanti episodi inseriti nei capi d'accusa in cui la pressione delle “bande” si fa sentire su chi gestisce attività imprenditoriali e commerciali.

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