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Corigliano Rossano, cocaina nascosta in una bambola di porcellana: 2 arresti

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CORIGLIANO ROSSANO – 7 dic. - I Carabinieri della Compagnia di Corigliano Calabro hanno tratto in arresto due persone, un uomo ed una donna, per detenzione di cocaina ai fini di spaccio. Alle prime luci dell'alba di oggi, i militari del Nucleo operativo di Corigliano, unitamente alle unità cinofile dello Squadrone eliportato cacciatori di Vibo Valentia hanno fatto irruzione all'interno di un'abitazione in contrada “Occhio di Lupo” appartenente ad una coppia con innumerevoli precedenti, anche per droga, ma attualmente occupata dalla sola donna, M.D.L., 26enne rumena, in quanto il marito si trova ristretto presso la casa circondariale di Castrovillari.

All'interno, al momento dell'irruzione, c'era anche un uomo, D.V.L.P., 30enne tedesco, ma domiciliato a Corigliano, incensurato. Ai militari non è sfuggito lo stato di agitazione dei due, soprattutto perché oltre all'attività dei militari, il cane "Jettamor's" ha iniziato ad annusare qualcosa di sospetto. Infatti nella cucina, sopra una mensola, è stata recuperata una bambola di porcellana indicata continuamente dal “carabiniere a quattro zampe”. Sotto la bambola erano nascosti diversi barattoli in plastica, ognuno con circa 8 grammi di cocaina, divisi in ben 24 dosi pronte per la vendita, nonché circa 5 grammi di sostanza da taglio utilizzata verosimilmente per allungare la cocaina pura. Dentro ad un cassetto della cucina i carabinieri hanno trovato anche l'immancabile bilancino di precisione con residui di cocaina. Poco dopo sono stati scoperti anche 1.100 euro, alcuni nascosti nel pantalone dell'uomo. La parte più consistente addirittura celata nella culla del bimbo di pochi mesi. Tutto il materiale trovato è stato sottoposto a sequestro penale.

Per la rumena, con molti precedenti e per l'uomo, sono scattate le manette con l'accusa di detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio. Ai due sono stati concessi gli arresti domiciliari e dovranno comparire nelle aule del Tribunale di Castrovillari per essere giudicati con il rito direttissimo, cosi come deciso d'intesa con la Procura di Castrovillari, coordinata da Eugenio Facciolla.

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