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Corigliano Rossano: esondazione Crati: la fuga rivissuta nella denuncia

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CORIGLIANO ROSSANO – 11 dic. - “Il 27 novembre, verso le ore 23.30, 23.45 circa, mentre mi trovavo in casa, venivo immediatamente allertato da Marco e Mario Oliveto, i quali mi facevano notare che nel luogo antistante alla mia azienda, oltre che a quella degli altri miei familiari, vi era una copiosa presenza di acqua sospetta”.

E' uno dei passaggi della denuncia presentata alla Procura di castrovillari da alcune famiglie colpite dall'esondazione del fiume Crati. Una situazione che a distanza di dieci giorni ancora genera disagi, come abbiamo ampiamente riferito in questi giorni. “Nonostante non fosse caduta pioggia – racconta il denunciante - in tutta la zona eravamo allagati e soprattutto il volume di acqua continuava ad aumentare.

Immediatamente ci rendevamo conto che l’acqua stava provenendo dal fiume Crati, il quale rompeva gli argini ubicati in località Gorgana, Apollinara Sottana, causando l’allagamento delle frazioni Thurio e Ministalla”. Solo sessanta metri di argine abbattuto hanno generato un fenomeno che ha provocato problemi in due frazioni. “Avendo paura di perdere la vita – racconta ancora il malcapitato – io, unitamente agli altri miei familiari, sono stato costretto a rifugiarmi sulla ferrovia, che si trova più in alto. L’acqua, nel frattempo, aveva raggiunto tre metri di altezza e abbatteva violentemente porte e finestre, investendo contemporaneamente automobili, mezzi agricoli, oltre alla numerosa attrezzatura agricola e locali quali stalle, deposito attrezzi e causando, conseguentemente, la morte di oltre 24 capi di bestiami, tra cui ovini, caprini, bovini, e maiali, ad oggi ancora in corso di quantificazione e censimento da parte del servizio veterinario di Corigliano”. Si presuppone che siano in tutto almeno 400 i capi morti annegati. La vittima dell'esondazione lamenta i danni alle produzioni agrumicole non più utilizzabili per la vendita.

“Ad oggi – scrive – si registra un grave pericolo per la salute in quanto i rigurgiti della fognatura, delle acque nere, con la fuoriuscita di liquami dai pozzetti e dai servizi sanitari, si espandono per tutto il territorio. L’interno di tutte le unità immobiliari, e tra queste anche l’abitazione del sottoscritto con l’annessa corte circostante, si presenta con le mura interne completamente zeppe di umidità e in putrefazione; impianti elettrici fuori uso, mobili divelti ed altri danni”.

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