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Indietro Ionio Ionio News Cronaca Corigliano Rossano, operazione 'Il tribunale': Arturi ai domiciliari

Corigliano Rossano, operazione 'Il tribunale': Arturi ai domiciliari

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CORIGLIANO ROSSANO – 11 gen. - Il Tribunale di Castrovillari, al termine dell’udienza collegiale che si è celebrata ieri, ha disposto la scarcerazione di Giovanni Arturi conosciuto con lo pseudonimo di “'A Vozza”. La decisione dei giudici, in totale accoglimento della richiesta avanzata dagli avvocati Pasquale Di Iacovo e Antonio Pucci.

Il Tribunale di Castrovillari, ha ritenuto, accogliendo la tesi prospettata dagli avvocati Pasquale Di Iacovo e Antonio Pucci, che Giovanni Arturi, per come emerso sino a questo momento processuale, non sia da ritenere talmente pericoloso da dover essere ristretto necessariamente in carcere. Per tale motivo ha sottoposto l'imputato alla meno afflittiva misura cautelare degli arresti domiciliari, in attesa della definizione del processo di primo grado. Come è noto, Giovanni Arturi era stato arrestato nei mesi scorsi in esecuzione dell'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Castrovillari, nell'ambito della vasta operazione denominata “Il Tribunale”.

Giovanni Arturi, viene inserito dall'accusa in un’associazione a delinquere, finalizzata alla commissione di innumerevoli estorsioni, furti, danneggiamenti e rapine in danno di proprietari terrieri, commercianti e comuni cittadini. Vengono contestate anche diverse condotte aggressive ai danni di alcune persone che facevano parte del contrapposto gruppo criminale dedito alla commissione di reati contro il patrimonio. L'altro gruppo sarebbe stato ritenuto “responsabile” di non aver versato una parte dei proventi nella cosiddetta “bacinella” della criminalità organizzata locale, che all’epoca sarebbe stata capeggiata da Filippo Solimando. L’indagine “Il tribunale” ha preso il via dal danneggiamento di un'automobile di un carabiniere del nucleo radiomobile. Le indagini avrebbero aperto una serie di piste investigative, fra le quali, la nuova geografia delle bande di criminalità organizzata. Allo scalo di Corigliano, secondo quanto è emerso dall'attività dei carabinieri, c'era una banda che era entrata in conflitto con quella contrapposta del centro storico. Situazioni finite in numerose intercettazioni.

I Carabinieri hanno documentato sostanzialmente come le persone che venivano sospettato di essere gli autori di determinati crimini contro il patrimonio non consentito dall’organizzazione madre, venivano portate davanti ad una sorta di Tribunale in cui sedeva Solimando, come presidente del Tribunale ed al suo fianco: Giovanni Arturi e Luigi Sabino, i quali, dopo che interrogavano e contestavano alle persone sospettate di aver rubato senza versare una parte dei proventi all’associazione criminale, infliggevano anche la condanna che poi veniva eseguita con spedizioni punitive particolarmente gravi nelle loro dinamiche. 

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