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Corigliano/Rossano le varie posizioni sul processo di fusione

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CORIGLIANO/ROSSANO – 22 feb. - Per la “fusione” fra i due comuni, o per la realizzazione dell'area vasta, o, ancora, per l'eventuale allargamento al comune di Cassano, si discute molto in questi giorni. Le posizioni politiche che, in un certo senso sembravano già definite ora stanno assumendo aspetti diversi. “Sulla mia richiesta al Presidente Oliverio di soprassedere, per almeno 90 giorni, all'indizione del referendum consultivo attraverso il quale verrà dato modo ai miei concittadini di decidere della fusione con il Comune di Rossano, si è scatenato il putiferio”.

Una lunga lettera di chiarimenti del sindaco di Corigliano, Giuseppe Geraci, per far comprendere la reale intenzione che: “Era ed è quella di arrivare alla programmata fusione, ove mai allargata al Comune di Cassano all'Ionio che ha fatto specifica richiesta in tal senso, con la necessaria conoscenza dei dati che caratterizzano i due Comuni. Primi fra tutti, quelli riguardanti le condizioni dei rispettivi bilanci, da comparare in modo attento anche pubblicamente, e le dotazioni organiche del personale, della quali tenere conto per programmare al meglio quella unitaria. Le ragioni di questa mia richiesta risiedono in una logica che è l'esatto contrario di quella cui hanno fatto riferimento i miei impropri traduttori”.

Il processo di fusione che, in un primo tempo appariva fluido, oggi, invece, mete a nudo qualche problema. Recentemente, per esempio, si è notata anche una diversa visione fra Forza Italia giovani, che chiedeva maggior riflessione sulle scelte, e i vertici del partito che, invece, sembrano voler proseguire spediti verso il referendum e la “prima” unione con Rossano. Il sindaco di Corigliano, Giuseppe Geraci, insiste nel vole fare i passi giusti, non abbandonandosi all'entusiamo. “La conoscenza di ciò che i due Comuni sono oggi è necessaria per meglio comprendere ciò che il Comune fuso sarà”, afferma Geraci. “Un dovere ineludibile per un primo cittadino, tenuto per obbligo rappresentativo, a garantire ai propri cittadini, chiamati a decidere del loro futuro nella prevista prova referendaria, l'esercizio cosciente del voto, il più consapevolmente possibile”. La politica sta entrando anche negli angoli bui della possibile fusione.

L'AMMINISTRAZIONE COMUNALE DI ROSSANO

E c'è una nota dell'Amministrazione comunale di Rossano che conferma questo particolare momento: “Le relazioni istituzionali sono una cosa seria e non tollerano cadute di stile. Rossano non è abituata a farlo e non lo farà nemmeno questa volta. Occorre ricordare che è stato il Comune di Rossano a chiedere, fin dallo scorso ottobre, un primo incontro per un esame congiunto delle rispettive situazioni di bilancio, poi effettivamente tenutosi presso la sede municipale di Corigliano. Il seguito non c’è stato e non certo per responsabilità di Rossano. Sintomo evidente che non vi sono cose da nascondere e che mai è venuta meno la disponibilità ad incontri, che solo giovedì 16 febbraio i sindaci avevano concordato per il lunedì successivo 20 febbraio. Certo aveva destato meraviglia vedere sollevare dubbi in sede di audizione innanzi alla Commissione regionale riguardo alla tenuta finanziaria del Comune di Rossano, semplicemente sulla base di ricostruzioni giornalistiche o di frasi estrapolate da contesti ben più articolati. La deficitarietà strutturale di un Ente, ossia il dissesto o predissesto, è determinata dalla presenza di un preciso numero di parametri oggettivi, e questo non è il caso del Comune di Rossano. D’altra parte certi dati non sono segreti, ma facilmente attingibili da fonti ufficiali come il Ministero dell’Interno”.

LA REPLICA INTEGRALE DEL SINDACO DI CORIGLIANO GERACI 

CORIGLIANO  –Sulla mia richiesta al Presidente OLIVERIO di soprassedere, per almeno 90 giorni, all'indizione del referendum consultivo attraverso il quale verrà dato modo ai miei concittadini di decidere della fusione con il Comune di Rossano, si è scatenato il putiferio. La mia intenzione era ed è quella di arrivare alla programmata fusione – ove mai allargata al Comune di Cassano all'Ionio che ha fatto specifica richiesta in tal senso – con la necessaria conoscenza dei dati che caratterizzano i due Comuni. Primi fra tutti, quelli riguardanti le condizioni dei rispettivi bilanci, da comparare in modo attento anche pubblicamente, e le dotazioni organiche del personale, della quali tenere conto per programmare al meglio quella unitaria.

Le ragioni di questa mia richiesta risiedono in una logica che è l'esatto contrario di quella cui hanno fatto riferimento i miei impropri traduttori. La conoscenza di ciò che i due Comuni sono oggi è necessaria per meglio comprendere ciò che il Comune fuso sarà. Un dovere ineludibile per un primo cittadino, tenuto per obbligo rappresentativo, a garantire ai propri cittadini, chiamati a decidere del loro futuro nella prevista prova referendaria, l'esercizio cosciente del voto, il più consapevolmente possibile. Un compito non facile in assenza di un preventivo studio di fattibilità della fusione indispensabile ai cittadini per comprendere lo stato dell'essere del proprio e altrui Comune, dai quali desumere le reciproche convenienze collettive, senza le quali non v'è ragione neppure di tentare esperimenti referendari, perché destinati a registrare dissensi ostativi. Nel caso che ci occupa, tutto questo non è stato fatto ed è necessario che si faccia oggi anche alla luce dei preoccupanti episodi, cui ho fatto riferimento nella missiva indirizzata ad OLIVERIO, che all'unisono sono dimostrativi dello stato di preoccupante precarietà dei conti del Comune di Rossano. Sul punto, il Governatore assumerà certamente come proprie le mie preoccupazioni, non fosse altro per non rendersi complice istituzionale di una fusione a così alto rischio di insuccesso. Sono, infatti, numerose le dicerie da sfatare, soprattutto quelle riguardanti il continuo ricorso all'anticipazione di cassa per milioni di euro, la difficoltà di corrispondere a fine anno gli stipendi ai dipendenti, il recente differimento di pagamento a fornitori per evitare sprofondamenti di cassa, l'utilizzo di fondi vincolati, anche di tipo consortile, per effettuare spese correnti. Un dovere, quello di opporre la verità a prova contraria dei dubbi, che renderà facile ogni prosieguo a cominciare dall'esito del referendum!

A nulla valgono, pertanto, le illazioni e le offese perpetrate al mio indirizzo solo perché ho esercitato il dovere di fare la necessaria chiarezza per pervenire al migliore risultato nell'interesse generale delle due/tre comunità ioniche. Evito in questa sede di sottolineare, così come però meriterebbero, la inappropriatezza dei richiami fatti dal consigliere Giuseppe GRAZIANO all'unificazione dei due Municipi piuttosto che dei Comuni, ovvero al richiamo legislativo che non c'entra nulla su ciò che lo stesso si sforza di provare, citando in proposito improprie norme. Invero, l'art. 14, comma 28, della Finanziaria c.d. d'estate del 2010 (d.l. n. 78/2010 convertito nella legge n. 122 dello stesso anno), cui fa richiamo il medesimo, nulla c'entra con gli strumenti agevolativi per rimuovere gli eventuali stati di squilibrio finanziario che dovessero insorgere a seguito della fusione de qua per le debolezze del bilancio del Comune di Rossano, che il GRAZIANO sembra così peraltro riconoscere. La norma si riferisce, infatti, a tutt'altra fattispecie, più esattamente all'obbligo e alle modalità di esercizio associato delle funzioni fondamentali dei Comuni c.d. minori (fino 5.000 e inferiori a 3.000 abitanti). Dunque, due errori del nostro: il primo ad avere fatto riferimento, nel caso di specie, ad una norma che non c'azzecca nulla, tra l'altro superata dalla riforma DELRIO di quattro anni dopo; il secondo per avere individuato una soluzione che c'è, ad un problema che lo stesso di fatto riconosce.

Non solo. Lo stesso ha fatto altrettanto sottolineando l'esistenza di un sedicente chiarimento, sullo stato dei conti del Comune bizantino, che si afferma essere intervento in sede di audizione in prima commissione regionale. Tutt'altro. In quella sede, in difetto di risposte esaurienti alle mie precise domande, ebbi a presentare un ordine del giorno con il quale chiedevo di fare le chiarezze in relazione alla situazione finanziaria del Comune di Rossano. Un atto dovuto tenuto conto degli sforzi che ha fatto il mio Comune a recuperare dal 2013 ad oggi le rovine ereditate dalle precedenti conduzioni amministrative. Il mio è pertanto un formale invito a fare le cose sul serio nell'esclusivo interesse generale delle collettività interessate in relazione alle quali si rende necessario un confronto, anche pubblico, funzionale a chiarire le condizioni di accesso alla fusione di entrambi i Comuni, estesa anche a quello di Cassano all'Ionio nel caso di condivisa estensione. Un invito sino ad oggi disatteso dal Comune di Rossano, nonostante le reiterate sollecitazioni mosse al suo indirizzo. Il tutto in una logica costruttiva intesa a favorire un voto referendario consapevole e proprio per questo democraticamente favorevole all'auspicata aggregazione dei Comuni, altrimenti destinata ad essere bocciata sonoramente dalle rispettive comunità, solo perché mantenute da taluni volutamente all'oscuro.

LA DICHIARAZIONE INTEGRALE DELL'AMMINISTRAZIONE DI ROSSANO

ROSSANO  – Le relazioni istituzionali sono una cosa seria e non tollerano cadute di stile. Rossano non è abituata a farlo e non lo farà nemmeno questa volta. Occorre ricordare che è stato il Comune di Rossano a chiedere – fin dallo scorso ottobre – un primo incontro per un esame congiunto delle rispettive situazioni di bilancio, poi effettivamente tenutosi presso la sede municipale di Corigliano. Il seguito non c'è stato e non certo per responsabilità di Rossano.Sintomo evidente che non vi sono cose da nascondere e che mai è venuta meno la disponibilità ad incontri, che solo giovedì 16 febbraio i Sindaci avevano concordato per il lunedì successivo 20 febbraio.

Certo aveva destato meraviglia – per usare un eufemismo – vedere sollevare dubbi in sede di audizione innanzi alla Commissione regionale riguardo alla tenuta finanziaria del Comune di Rossano, semplicemente sulla base di ricostruzioni giornalistiche o di frasi estrapolate da contesti ben più articolati.La deficitarietà strutturale di un Ente, ossia il dissesto o predissesto, è determinata dalla presenza di un preciso numero di parametri oggettivi, e questo non è il caso del Comune di Rossano. D'altra parte certi dati non sono segreti, ma facilmente attingibili da fonti ufficiali come il Ministero dell'Interno.Poi c'è un problema di qualità della spesa e, quindi, dei servizi erogati: cosa che può anche non vedersi dai nudi numeri, ma su cui Rossano è sicuramente da sempre indicata come esempio virtuoso, anche dai cittadini coriglianesi.

Inoltre lo stato di salute finanziaria si misura anche e, forse, soprattutto con la solidità patrimoniale: profilo anche questo su cui Rossano ha le carte assolutamente in regola.La verità è che il problema tra Comuni che intendono fondersi non è quello di cosa e quanto porta chi, ma piuttosto di come orientare e razionalizzare le risorse in relazione ad una nuova e più ampia realtà, tenendo conto che tale processo è accompagnato dalle superiori istanze istituzionali, Stato e Regione, anche con contributi straordinari. Insomma, la situazione finanziaria è di certo il più debole degli argomenti per opporsi o anche solo per rallentare il processo di fusione tra i due enti. Rossano in conclusione è pronta a confrontarsi da subito su qualunque tema, alla pari, in maniera costruttiva e per il fine del bene comune che coincide con la fusione Rossano-Corigliano, rispetto a cui è urgente la fissazione della data del referendum.

L'INTERVENTO DEL CONSIGLIERE REGIONALE ORLANDINO GRECO

Il 27 gennaio nella seduta del Consiglio Regionale è stato approvato all’unanimità il provvedimento che indiceva il Referendum consultivo per la Fusione dei Comuni di Corigliano Calabro e di Rossano. All’unanimità il voto e grande soddisfazione da parte tutti che considerano la fusione come necessaria alla sviluppo di quell’area e grazie alla realizzazione di un nuovo ente questo sia in grado di recitare nell'alto Ionio cosentino un ruolo di primario rilievo istituzionale che possa imporsi nei contesti nazionali e internazionali. Ed con grande rammarico che oggi apprendo della missiva indirizzata al Presidente della Regione Mario Oliverio, dal sindaco di Corigliano Calabro Giuseppe Geraci, con la quale si chiede formalmente di soprassedere all'indizione del Referendum consultivo.

Rammarico ma senza dubbio condivisione delle perplessità avanzate dal sindaco Geraci, che vede nella precarietà dei conti del Comune di Rossano, che potrebbero addirittura scadere nel dissesto finanziario, un pericolo legittimo per la realizzazione, da lui stesso auspicata, della fusione. Lo stesso dubbio, tra l’altro era già stato da me avanzato, in una nota di qualche mese fa, in relazione alla fusione della grande Cosenza che, atteso il ricorso che i Comuni di Cosenza e Rende hanno fatto al predissesto, difficilmente raggiungerà il perfezionamento.

L’importanza della realizzazione di nuovo ente, che nasca dalla fusione di più realtà territoriali, nella fattispecie dei tre più importanti comuni della Sibaritide, se si aggiunge anche Cassano all'Ionio, non può essere messa in discussioni da problematiche contingenti sottovalutate e non esaminate con lo giusto spirito di responsabilità. Più che mettere in discussione o peggio inficiare in qualche modo, quella che potrebbe diventare un’area di rilevanza strategica per la Calabria intera, sia come nuova grande città (che sarebbe la seconda in termini assoluti per numero di abitanti nella regione) sia come porto del Mediterraneo, non fosse altro per le peculiarità che caratterizzano la Città Ausonica e quella bizantina, è meglio soprassedere, così come richiesto dal primo cittadino, e attendere il corso delle cose.

Del resto, la conoscenza delle reali condizioni dei bilanci comunali potrebbe suggerire percorsi di fusione più attenti all'interno dei quali rintracciare soluzioni altrimenti non individuabili. Il maggiore rivendicato tempo a disposizione potrebbe, da una parte, sollecitare il Consiglio Regionale a condividere l'allargamento della fusione anche al comune di Cassano all'Ionio, senza il quale il nuovo ente risulterebbe fortemente ridimensionato rispetto alle maggiori aspettative di successo dell'iniziativa; dall'altra a redigere in tempi brevi una proposta di Legge regionale, da me più volte sollecitata, che definisca, tra le altre cose, percorsi istituzionali e amministrativi sicuri per le diverse ipotesi di fusione dei comuni calabresi. 

IL CONSIGLIERE REGIONALE GIUSEPPE GRAZIANO

Senza alcun ulteriore tentennamento, il Presidente Oliverio, in virtù dell'autorità conferitagli, emani subito il decreto di indizione del Referendum consultivo sulla fusione dei comuni di Corigliano e Rossano. Si dia possibilità e autorità ai cittadini di esprimersi attraverso le urne, così come prevede la Legge. La personale opinione di Geraci non trova alcuna legittimazione e giunge fuori tempo massimo. Il Sindaco di Corigliano, che alla vigilia dell'indizione delle consultazioni popolari si ritrova – tra lo stupore di tutti - ad essere contrario al processo di unificazione dei due Municipi, ha tutto il sacrosanto diritto di costituire il comitato per il NO e di fare da quella posizione ogni legittima opposizione al progetto di fusione. Ma non tenti, attraverso il suo ruolo istituzionale, di ostacolare l'iter amministrativo e plebiscitario. Perché – non dimentichi – la sua posizione oggi, una volta esauritisi i doverosi passaggi all'interno dei Consiglio comunali, della Prima Commissione e del Consiglio regionale, ha eguale valore di quella di un qualsiasi cittadino che sarà chiamato a decidere attraverso il voto.

È quanto dichiara il Segretario questore del Consiglio regionale, Giuseppe Graziano, chiedendo al Governatore di essere solerte ad applicare le procedure previste dalle Legge regionale sulla fusione dei Comuni di Corigliano-Rossano approvata in aula lo scorso Venerdì 27 Gennaio 2017. Attendiamo, ormai ad ore – dice Graziano –, il decreto presidenziale di indizione del Referendum. Il processo consultivo, ultimo e determinante step verso la fusione, è ormai avviato e non può essere interrotto. Da nessuno. C'è una Legge da far rispettare, approvata dal Consiglio regionale dopo aver assolto tutti i passaggi burocratici e amministrativi e soprattutto, dopo aver chiarito ogni dubbio o legittima perplessità degli enti e delle istituzioni interessate. Anche quelle che oggi, in modo del tutto anacronistico e oggettivamente dissennato, avanza il Sindaco di Corigliano.

Le obiezioni di Geraci – aggiunge il Segretario questore - relativamente alle prospettive finanziarie e di bilancio derivanti dalla fusione dei due Comuni, sono state ampiamente chiarite in seno alla Prima Commissione Affari Generali, nello scorso mese di gennaio. E precisamente l'Art.12 della Legge regionale precisa, in modo inequivocabile, che il Comune di nuova istituzione è soggetto alle nuove disposizioni del D.Lgs 78/20120 in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica, attraverso piani pluriennali di pareggio del debito. Dunque anche nel caso in cui, a seguito della fusione, dovessero sorgere problemi di natura finanziaria interverebbe la normativa con appositi provvedimenti risolutivi. Del resto è prerogativa nel nuovo assetto dello Stato favorire l'unificazione delle realtà locali! Quindi, Geraci dorma sonni tranquilli. Anche se questo eccesso di premura e preoccupazione suona qualche nota stonata. Diversamente il sindaco di Corigliano ci spieghi perché se la fusione tra Corigliano e Rossano rischia di creare un nuovo comune in default, la stessa inquietudine svanisce se la fusione viene allargata ad altri Comuni. Allora – si chiede Graziano – la sua è una obiezione di sostanza oppure una becera questione di campanile?

Da cittadino dell'Area urbana sono indignato – conclude Graziano – perché ho già vissuto questi momenti a metà degli anni '90. Quando ci fu l'ultima chiamata per la provincia della Sibaritide e per colpa della cecità politica e delle personalissime diversità di vedute degli allora amministratori, tra i quali c'era anche Geraci, sfiorì un sogno di autonomia per questo territorio i cui risultati nefasti si registrano ancora oggi con il continuo depauperamento di servizi e diritti. Basta con questi giochetti. Non siamo su scherzi a parte! Oggi abbiamo finalmente la possibilità di riscrivere la storia delle due Città e solo i cittadini, grazie anche ad una proposta di Legge regionale che mi onoro di aver proposto, avranno il diritto di decidere sul loro futuro.

LA LETTERA SUL REFERENDUM DI GERACI AL PRESIDENTE OLIVERIO

CORIGLIANO (– I più recenti accaduti mi inducono a chiederLe di soprassedere alla fissazione del referendum propedeutico alla fusione del Comune che ho l'onore e l'onere di rappresentare con quello di Rossano. Una determinazione, la mia, difficile ma necessaria, alla quale sono pervenuto con difficoltà emotiva, attesa la mia propensione a favorire, da sempre, l'auspicata anzidetta fusione. Le motivazioni della mia richiesta – rese peraltro note, in gran parte, nel mio ordine del giorno depositato nel corso dell'audizione presso la Commissione Regionale competente tenutasi a Reggio Calabria in data 18 gennaio 2017 – risiedono:

a. nelle affermazioni rese dalla consigliera comunale di Rossano Patrizia CURIA che, in data 19 dicembre 2016, ha manifestato chiare preoccupazioni in relazione alla precarietà dei conti del suddetto Comune, tali da potere determinare addirittura il ricorso alla procedura di riequilibrio finanziario pluriennale ovvero il dissesto.

Una conclusione che ha ingenerato legittime preoccupazioni, anche alla luce della successiva intervista del 12 gennaio 2017, rilasciata a L'Eco dello Jonio, dall'assessore al bilancio del Comune di Rossano, Nicola CANDIANO, che ha dichiarato che i conti comunali sono affetti da una condizione di "febbre alta". Un sospetto che ha generato, tra l'altro, una circostanziata interrogazione fatta all'Amministrazione rossanese dai consiglieri Comunali Tonino CARACCIOLO e Marinella GRILLO, a tutt'oggi priva di riscontro, con la quale i medesimi hanno chiesto una formale risposta sullo stato dei conti comunali, attese le allarmanti voci di prossimità al default;

b. nel mancato riscontro dell'Amministrazione rossanese al mio formale invito (del 30 gennaio 2017) a verificare tempestivamente, di conseguenza, lo stato dei conti che, stante alla stampa, sono alquanto precari e, in quanto tali, ragionevolmente preoccupanti per il buon esito della procedura di fusione di che trattasi;

c. nella istanza avanzata dai Comuni di Cassano all'Jonio e Villapiana, sulla base di apposite delibere assunte dai rispettivi Consigli, per essere coinvolti nella fusione in atto. Una pretesa che condivido non fosse altro perché darebbe modo di generare una Città da assoluto primato, conosciuta nel mondo, di certo funzionale a produrre un considerevole sviluppo dell'area dell'Alto Jonio, di crescita e di occupazione qualificata. Al riguardo, mi premurerò di sentire a breve le rappresentanze dei portatori di interesse, anche privato, presenti nel mio Comune in appositi appuntamenti di ascolto, all'esito dei quali relazionerò in Consiglio comunale allo scopo di integrare la delibera n. 3 dell'1 febbraio 2016. Nel contempo farò richiesta di approvazione di un apposito e conseguenziale emendamento integrativo alla delibera consiliare approvata recentemente, su proposta del consigliere Graziano, dal Consiglio regionale nella seduta del 27 gennaio 2017, tale da consentire l'estensione della fusione quantomeno al Comune di Cassano all'Jonio;

d. nelle preoccupanti dichiarazioni rese, da ultimo, dall'assessore al bilancio del Comune di Rossano, Nicola CANDIANO nel corso di un'intervista, pubblicata l'appena 18 febbraio scorso, dalle quali si desumono due circostanze, che necessitato di un serio approfondimento. Esse riguardano un'intervenuta nota della Sezione regionale di controllo della Corte dei conti calabrese, ove vengono sottolineate importanti debolezze del bilancio rossanese, e la quasi ammissione della precarietà dei conti comunali e un saldo di cassa perennemente negativo, tali da non escludere la dichiarazione di dissesto. Un pericolo che, se tradotto in formale accertamento, ex d.lgs. 149/2011, e conseguenziale assunzione di un provvedimento sanzionatorio del Giudice contabile, renderebbe impossibile la prosecuzione della intrapresa procedura, certamente non conveniente per i miei concittadini, in favore dei quali la mia Amministrazione ha lavorato sin dal 2013 per garantire loro finalmente, dopo tre anni di gestione oculata e parsimoniosa, un bilancio comunale sostenibile.

Fatte queste doverose considerazioni, allo scopo anche di evitare che decisioni così importanti vengano inquinate da prese di posizioni estranee alle Amministrazioni ovvero da conduzioni di tipo meramente propagandistico, Le chiedo formalmente di volere rinviare ogni decisione, di almeno 90 giorni, riferita all'indizione del programmato referendum, allo scopo di verificare quanto necessario alla chiarezza e a formalizzare l'estensione della fusione al Comune di Cassano all'Jonio.

L'INTERVENTO DI FORZA ITALIA: OCCASIONE DI RISCATTO PER LA SIBARITIDE

CORIGLIANO/ROSSANO – – Attorno alla fusione delle Città dell'Area urbana Corigliano-Rossano non può e non deve esserci alcun tentennamento da parte della politica. Che, al contrario, ha il dovere, assunto innanzitutto all'interno dei Consigli comunali di entrambe le municipalità, di portare avanti questo importante e ambizioso progetto di progressione territoriale e di essere voce persuasiva e convincente all'interno delle due comunità. Le procedure amministrative e burocratiche finora portate a termine sono state operate seguendo la linea di principio espressa dai massimi organi istituzionali delle due Città e sostenute con grande responsabilità. Questo, con la consapevolezza che la concretizzazione di questo progetto significa innanzitutto garantire un'immediata, e non futuribile, stagione di rilancio dei servizi e dei diritti: dalla mobilità alla sanità, passando per lo sviluppo della piccola e media industria, del turismo e dell'artigianato. I fondi per realizzare tutto questo sono dietro la porta della fusione!

È quanto dichiarano i coordinatori provinciali di Forza Italia, Giuseppe Graziano e Luigi De Rose, chiarendo, in modo inequivocabile, la posizione del partito in merito alla fusione di Corigliano-Rossano.

La concretizzazione del progetto di fusione delle due più importanti città dello Jonio cosentino – dicono Graziano e De Rose – rappresenta una priorità ed un punto focale imprescindibile dell'azione politica di Forza Italia. Anzi, è un'idea per la quale il partito ha assunto una posizione di grande responsabilità e chiarezza, sostenendo nei mesi scorsi non solo le deliberazioni dei due Consigli comunali di Corigliano e Rossano, favorevoli ad una nuova forma istituzionale inglobante delle strutture municipali locali e dei servizi, ma anche facendosi promotore ed ispiratore politico, in seno al Consiglio regionale, della proposta di Legge Graziano. Promossa e sostenuta convintamente – precisano - sia in Assemblea che nella Prima commissione consiliare dai gruppi di Forza Italia e della Casa delle Libertà, e votata all'unanimità da tutte le forze politiche in Consiglio regionale. A breve sarà indetto il Referendum consultivo e sarà questo il banco di prova determinante del lavoro svolto nel corso degli ultimi anni, portato avanti grazie alla perseveranza del Comitato delle 100 Associazioni così come anche da buona parte della politica territoriale, mirato a raggiungere questo storico obiettivo. Che per la Sibaritide, e non solo per Corigliano e Rossano, rappresenterebbe il riscatto e l'opportunità di programmare finalmente un concreto, lungimirante e ambizioso piano di sviluppo. Ci riferiamo alle realtà esistenti: dal porto di Schiavonea a Corigliano all'area industriale Enel a Rossano, passando per il prezioso comparto agroaliamentare e finendo alla la famigerata Statale 106 e alla linea ferroviaria ionica, che potrebbero godere subito di quei finanziamenti, bloccati da anni, per un progetto integrato di servizi a sostegno della conurbazione. O ancora ai tanti progetti e servizi finora rimasti solo in potenza, perché non supportati dall'autorevolezza dei numeri di cui, invece, può godere una grande città di quasi 100mila abitanti.

Insomma, un'opportunità per tutti i cittadini dell'alto Jonio calabrese di essere orgogliosi di vivere in un territorio che non offre solo storia e prestigio ma anche una rete efficiente di diritti! Abbiamo solo un problema, che è sostanzialmente culturale: informare i cittadini dell'utilità e dei vantaggi derivanti dalla fusione. Nei prossimi giorni – concludono Graziano e De Rose – insieme ai dirigenti giovanili e del territorio avvieremo una importante campagna di comunicazione pervasiva che interesserà le famiglie, le scuole, gli imprenditori e tutti gli strati sociali delle due Città in vista dell'ormai prossimo

L'APPELLO ALLA CHIAREZZA DI ANTONIOTTI A ROSSANO

ROSSANO – Sabato, 18 Febbraio 2017 – Fusione Corigliano-Rossano, la posizione di Geraci è enigmatica. È da tempo che ci chiediamo quale sia la chiave per decriptare la posizione dell'amico sindaco di Corigliano. Che sulla questione, nel corso del suo ultimo mandato, ha avuto un netto cambiamento di vedute. Capisco e capiamo tutti l'esigenza futura e l'opportunità di poter ampliare e coinvolgere i territori contermini in un progetto di aria vasta. Ma è inimmaginabile, quanto inappropriato e anacronistico, farlo ora! È in corso un progetto, che non è solo politico e istituzionale, ma innanzitutto di coscienza che va portato a compimento. È su questo che ci dobbiamo confrontare. E Geraci,dica chiaramente e con l'onestà intellettuale che lo ha sempre contraddistinto quali sono le difficoltà che lo rendono reticente nei confronti della fusione. Ammesso che, posta sulla bilancia dei pro e dei contro, la realizzazione di un'unica municipalità giova istituzionalmente, culturalmente e strategicamente ai cittadini delle due Città.

È questo l'appello alla chiarezza lanciato dal capogruppo consiliare di Rossano Prima di Tutto, Giuseppe Antoniotti, al Sindaco di Corigliano Giuseppe Geraci, al fine di fare piena luce sugli atteggiamenti contraddittori del Primo cittadino in merito al processo di fusione delle due Città dell'Area urbana che di recente, grazie alla Legge regionale Graziano, ha fatto registrare un importante passo in avanti.

Nel 2013 – ricorda Antoniotti - a chiusura di una parentesi commissariale funesta per il Comune di Corigliano, con l'amico Geraci, spronati dal Comitato delle 100 Associazioni, iniziammo concretamente un percorso politico mirato a realizzare quel sogno che negli anni e nei decenni passati, anche a causa di chi amministrò la nostra Città avendo una visione territoriale miope e ristretta, era stato spesso osteggiato ed ostacolato. Ricordo bene l'entusiasmo di Geraci nel voler finalmente ed in modo concreto iniziare il processo di fusione delle due Città di Corigliano e Rossano. Anzi ricordo la sua perseveranza nel voler portare avanti insieme, lui da sindaco neo eletto ed io all'epoca già a metà mandato, progetti strutturali mirati ad una sana e positiva conurbazione tra i due centri. Fu così che avviammo il programma per il depuratore consortile, insieme ci battemmo per la vertenza del tribunale così come anche cercammo di spronare insieme e con forza la Regione Calabria in merito alla realizzazione del nuovo ospedale della Sibaritide. O, ancora, optammo per l'applicazione del decreto 35 per pianificare i debiti dei due Comuni cosicché nell'eventuale e auspicata fusione non ci fossero problemi di sorta nell'attuazione del nuovo bilancio. Tutto questo con il solo intento di creare e costruire le basi della Città unica. Approvammo con convinzione – aggiunge il Capogruppo di RpT - le due delibere consiliari. Certo, con qualche difficoltà in più nell'Assise civica coriglianese. Ma pensavamo che il giusto e positivo confronto interno alla politica avesse dato il suo riscontro definitivo ed inequivocabile proprio in quell'atto pubblico e ufficiale. Da lì in poi, però, è stato un susseguirsi di dubbi, perplessità, incertezze, pareri assurdi chiesti a professionisti palesemente condizionati dalle logiche politiche che da sempre e storicamente osteggiano la crescita del nostro territorio. Per finire poi all'ultima, solo in ordine di tempo, iniziativa a sostegno di una improbabile fusione allargata con il Comune di Cassano. Alla quale Geraci ammicca, nonostante stia suscitando indignazione in larga parte del tessuto sociale e politico cassanese, e nonostante sia stato concretizzato il passaggio essenziale in Consiglio regionale con l'approvazione della legge sulla fusione dei due Comuni proposta, con grande merito, dal consigliere regionale Giuseppe Graziano.

Caro Sindaco e amico Geraci - questo l'appello di Antoniotti - non lasciarti incantare dalle sirene di chi ha sempre cercato di spezzare le redini a questo territorio. Non esaudire involontariamente le preghiere quotidiane di chi vuole che questo progetto di fusione non vede mai la luce. Impegniamoci insieme per portare tra la nostra gente il positivo messaggio che unire istituzionalmente le due città non significa perdere la propria identità ma dare un valore ed una nuova autorevolezza a questo territorio. Non è più il tempo delle beghe politiche, ora bisogna pensare esclusivamente al bene collettivo.

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