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Corigliano, il sindaco e la Cgil chiedono di incontrare il Prefetto

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CORIGLIANO – 10 mar. - Un intervento, da parte del sindaco di Corigliano, Giuseppe Geraci, che ha generato una immediata e stizzita reazione del suo collega di Rossano. Il sindaco Geraci sul tema della fusione delle due città ha invocato l'unità di intenti e dell'agire. E non mancano i riferimenti anche alle recenti questioni sollevate dalla Cgil che ha contestato principalmente le iniziative avviate a Rossano e relative alla pianta organica del comune. Ma più in generale il sindaco di Corigliano ha ricordato: «La legge regionale n. 2/2018, istitutiva del Comune di Corigliano-Rossano, impone, tra l'altro, ai due sindaci di definire l'organizzazione amministrativa provvisoria del nuovo Comune.

A questo impegno non mi sono sottratto, mettendolo anche in relazione al bilancio di previsione del mio Comune, in via di approvazione esclusivamente funzionale a facilitare il percorso aggregativo». Il prossimo 31 marzo è prevista la nascita del comune unico che poi diverrà effettivo nel prossimo anno. La vicenda della pianta organica dei comuni che dovranno essere fusi in un solo ente fa parte delle preoccupazioni del sindacato Cgil.

SOLLECITATI INCONTRI CON ROSSANO.

«Nell'ottica di mantenere comportamenti coerenti con il dovere istituzionale di coordinare le iniziative più adatte allo scopo legislativo – ha dichiarato il sindaco Geraci - ho provveduto a sollecitare incontri con il collega rossanese intesi, alla presenza del sindacato Cgil che ne aveva fatto specifica richiesta, a perfezionare il migliore itinerario a tutela dei lavoratori più deboli, alla definizione dei rapporti di lavoro dei 156 ex Lpu-Lsu utilizzati nei due Comuni e alle aspettative dei dipendenti interessati a competere meritocraticamente nei concorsi per dirigente. Di conseguenza, si sono tenuti due incontri: il primo alla presenza del sindacato richiedente e il secondo anche alla presenza del Comune di Rossano, rappresentato, in assenza del sindaco, dagli assessori Candiano e Mauro». Ma la linea adottata dall'amministrazione di Rossano sembra voler proseguire oltre. E questo il sindaco di Corigliano lo ha voluto sottolineare, perché sembra essere contrario alle regole del percorso aggregativo dei due comuni.

EVITARE LINEE D'AZIONE CONTRARIE AL PERCORSO DI FUSIONE

«Alle richieste del sindacato e dell'Amministrazione che presiedo – ha aggiunto Geraci - i rappresentanti del Comune di Rossano hanno ribadito la loro indiscutibile volontà nel voler proseguire, prescindendo dalle azioni di tutela nei riguardi delle categorie "A" e dei lavoratori ex Lpu-Lsu, col procedere nell'assegnazione dei quattro incarichi provvisori di dirigenti responsabili di settore a mente dell'art. 110 Tuel. Una volontà, questa, che potrebbe compromettere le decisioni future, da assumere nell'interesse del buon funzionamento del nuovo Comune, per la durata di tre anni, con possibile danno per la nuova città e di pericoloso rinvio delle soluzioni definitive poste a tutela delle categorie precarie dei rispettivi attuali organici comunali (le 32 categorie A di Corigliano cui vanno aggiunte quelle operanti nel Comune di Rossano).

LA RICHIESTA DI INCONTRO AL PREFETTO

Proprio per questo motivo, fortemente preoccupato – conclude Geraci - ho trasmesso nella giornata di ieri un fonogramma al Prefetto di Cosenza al fine di scongiurare ogni verosimile occasione di protesta, tale da mettere in pericolo la serenità del percorso, ma soprattutto perché si renda parte attiva di una immediata convocazione per convenire i passaggi necessari alla corretta definizione dell'organizzazione amministrativa provvisoria dell'istituito Comune unico. Il tutto alla presenza delle componenti sindacali interessate e allo scopo di evitare inutili e dannose fughe in avanti che potrebbero segnatamente compromettere il risultato e rendere impervio il compito del Commissario».

ANCHE LA FP CGIL VUOLE INCONTRARE IL PREFETTO

Un incontro urgente con il prefetto Gianfranco Tomao. Il segretario generale della Fp Cgil comprensoriale, Vincenzo Casciaro, vuole approfondire la tematica dell'organizzazione amministrativa provvisoria. I due comuni hanno scelto linee differenti, come è noto, in riferimento alla pianta organica che, per forza di cose, in vista della prossima consiliatura della città unica dovrà essere rivista, in funzione del comune frutto della fusione. Il prossimo 1 aprile sarà istituito il nuovo comune si Corigliano-Rossano. Il sindaclista della Cgil, Vincenzo Casciaro, fa presente al Prefetto che: «La legge regionale n. 2/2018, all’articolo 4 comma 1, impone ai sindaci dei due comuni, oggetto della fusione, di definire “l’organizzazione amministrativa provvisoria del Comune di nuova istituzione e il relativo impiego del personale ad esso trasferito”. In ossequio ai dettami della citata normativa, e stante l’imminente scadenza dei termini di legge, la scrivente organizzazione sindacale, Fp Cgil comprensoriale, ha sollecitato i rappresentanti istituzionali dei due comuni, a incontrarsi, allo scopo di predisporre una programmazione armonizzata del fabbisogno del personale, in sintonia con la normativa regionale citata, e che tenesse conto del personale ad esso trasferito».

LA CGIL PREOCCUPATA PER L'IMMOBLISMO

La situazione attuale però ha impensierito il sindacato ed anche il sindaco di Corigliano, Geraci, che ha scritto al prefetto di Cosenza. La Fp Cgil si dice preoccupata per i tempi molto brevi, ma anche per “l’immobilismo dei due Enti”. Il sindaco si è detto perplesso: «Per lo svolgimento delle prove selettive per la nomina di un dirigente, avvenuta lo scorso 27 febbraio ad opera del comune di Rossano». E' per tale motivo che il sindaclista Vincenzo Casciaro chiede al prefetto: «Un urgente incontro con i due sindaci di Corigliano e Rossano, al fine di attivare gli atti propedeutici, e scongiurare impegni di spesa non funzionali alla fusione, ma che andrebbero a gravare sul nuovo Comune. Si informa infine – scrive Casciaro - che questo stato di cose ha determinato grave preoccupazione fra i dipendenti dei due Enti, con particolare riferimento ai lavoratori contrattualizzati e ai sottoinquadrati, pronti alla proclamazione dello stato di agitazione e ad altre eventuali forme di protesta».

155 LAVORATORI EX LSU ED LPU

Tra Corigliano e Rossano insistono ad oggi circa 155 lavoratori contrattualizzati, provenienti dalle ex categorie di Lsu e Lpu, e circa 50 lavoratori assunti con mansioni e categorie di inquadramento contrattuali, inferiori a quelli effettivamente rivestiti. Sono presenti numerosi rapporti di lavoro part time, che a giudizio del sindacato: “mal si conciliano con la mole di incombenze che gravano sui due Enti in procinto di fusione”.

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