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Corigliano Rossano, niente hotspot per migranti: M5S soddisfatto

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CORIGLIANO ROSSANO – 5 lug. - La precedente amministrazione aveva seguito da vicino la possibile istituzione dei cosiddetti “hotspot” per l'accoglienza dei migranti. Strutture da realizzare nel porto di Schiavonea. Il movimento Cinque stelle ha invece preso la strada opposta. Come sempre accade, e soprattutto in tema di accoglienza di migranti, la separazione è netta fra chi è a favore, sia per questioni umanitarie, ma, non nascondiamolo, anche per eventuali opportunità lavorative, e chi invece è contrario a tutti i costi alla presenza di stranieri. Sulla decisione d bloccare l'iter degli hotspot è intervenuta la senatrice Rosa Silvana Abate che si è data da fare per scongiurare l'installazione degli hotspot.

«Il “No” all’apertura dell’hotspot nella struttura portuale di Corigliano – afferma Rosa Silvana Abate – è diventato definitivo ed è un risultato storico e sociale per il Movimento 5 stelle coriglianese. Una soddisfazione che ripaga il nostro gruppo di una perseveranza e un impegno che vanno avanti incessantemente da oltre due anni. Ma, soprattutto, è un grande risultato per i cittadini contrari sin dall’inizio alla realizzazione. La nostra forte opposizione all’affaire hotspot nasce, infatti, agli inizi del 2017 per cercare di fermare l’attuazione di uno scellerato disegno voluto dai governi Renzi e Gentiloni. Da allora abbiamo prodotto una serie di diffide, una interrogazione parlamentare e, non per ultima, una importante manifestazione organizzata da noi pentastellati che s’è svolta lo scorso luglio e con la quale i cittadini hanno voluto ribadire il loro fermo “no” alla costruzione della struttura di accoglienza ed identificazione dei migranti nel porto ausonico».

Il porto di Schiavonea di grandi dimensioni, lo ricordiamo, sporadicamente ha accolto navi da crociera, ma presta gli ormeggi anche a navi commerciali che attualmente attraccano nelle banchine. Come sempre i progetti sono più imponenti e la struttura, in un certo senso, lo permette. Ma, ritornando agli hotspot, la senatrice Rosa Silvana Abate ribadisce che: «La situazione ha avuto nuovi sviluppi nelle ultime settimane perché, appena formato il nuovo governo giallo-verde – afferma abbiamo iniziato a lavorare nelle sedi più opportune presentando una documentazione puntuale e dettagliata. Negli incontri recenti, infatti, abbiamo sollevato una serie di eccezioni non solo politiche, ma soprattutto tecniche e strutturali.

Il porto ausonico, infatti, non potrebbe mai essere idoneo ad accogliere i migranti. L’impianto, infatti, è completamente privo di tutti i servizi: acqua potabile, energia elettrica, allaccio alle fogne e nessuna forma di raccolta rifiuti. Non esistono nemmeno gli appositi contenitori per la raccolta differenziata (plastica) e dei rifiuti speciali (olio esausto). E fa bene ricordare come gli hotspot, per natura, siano strutture non regolamentate. Sarebbe stata una doppia illegalità che avrebbe innescato una bomba sociale. Non a caso i cittadini erano già pronti alla protesta».

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