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Mar18122018

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Corigliano Rossano, esondazione del Crati, l'Anbi: insufficiente manutenzione

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CORIGLIANO ROSSANO – 1 dic. - Insufficiente manutenzione. E' questo uno dei motivi che ha generato la rottura degli argini del fiume Crati che ha provocato l'inondazione delle frazioni Thurio e Ministalla dell'area urbana di Corigliano. La cronaca, come ampiamente riportiamo nelle altre pagine di “primo piano”, riferisce di almeno settanta persone sfollate. Alcune di queste hanno lamentato di non aver ricevuto alcun avviso sull'arrivo della piena e di essere stati colti di sorpresa.

La notizia è confermata dall'intervento dei vigili del fuoco con i mezzi anfibi e con i gommoni nelle zone più colpite. Ma tornando alla questione dell'insufficiente manutenzione, si tratta di una voce qualificata. Francesco Vincenzi, presidente dell'associazione che raggruppa gli enti di bonifica, sostiene questa tesi: “da anni i consorzi di bonifica denunciano la fragilità idrogeologica della Calabria e propongono soluzioni sostenibili”. «Si ripetono tragedie legate alla fragile situazione idrogeologica, accentuata da eventi meteorologici sempre più violenti; questo ci obbliga a ribadire la necessità di un grande piano per la manutenzione del territorio, perché la sicurezza da frane, alluvioni e cedimenti del terreno è il primo intervento infrastrutturale, di cui abbiamo bisogno». E0' quanto afferma il presidente di Coldiretti Calabria, Franco Aceto, in riferimento all'inondazione del Crati, che ha colpito centinaia di ettari (perlopiù pregiati agrumeti carichi di frutta). Il problema, secondo Aceto sarebbe stato generato dalla rottura di una cinquantina di metri d’argine del fiume Crati: “la cui manutenzione è di competenza della Regione Calabria”.

Il Consorzio di bonifica Jonio cosentino sta collaborando alle attività sul posto, con uomini e mezzi, di concerto con la Protezione civile. Un'azione di contrasto alla massa d’acqua fuoriuscita dall’alveo e che ha invaso anche una cinquantina di edifici agricoli, provocando decine di famiglie sfollate; la rete idraulica consortile, pur sotto pressione, sta comunque reggendo. “Già nella notte scorsa – spiegano dal consorzio - il sistema della Bonifica aveva provveduto ad invasare 4 milioni di metri cubi d’acqua nel bacino di Farneto del Principe, a Roggiano, per alleggerire la pressione sulle sponde del fiume a seguito delle copiose piogge cadute nel cosentino. E’ amarissimo – commenta il presidente di Anbi, Associazione nazionale dei consorzi per la gestione e la tutela del territorio e delle acque irrigue, Francesco Vincenzi – dover ancora una volta contare ingenti danni all’agricoltura ed alle famiglie rurali. Devo ricordare che, in Calabria, la criticità idrogeologica è conclamata e denunciata da tempo dai Consorzi di bonifica, nel disinteresse della Regione; il Piano Anbi per la Riduzione del Rischio Idrogeologico prevede 107 progetti per un fabbisogno di oltre 191 milioni di euro. Il lavoro dei Consorzi di bonifica merita maggiore attenzione.”

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