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Corigliano Rossano, fusione lenta e improvvisata: «inutile pianto di coccodrillo»

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CORIGLIANO ROSSANO – 3 dic. - Un inutile pianto di coccodrillo. Così Orlandino Greco, presidente del gruppo “Oliverio presidente” alla Regione Calabria, commenta il processo di fusione fra le due città di Corigliano e Rossano. A referendum avvenuto, in molti si sono cominciati a porre delle domande, qualcuno ha finanche messo in discussione l'unione delle due città che sembrano essere ancora due realtà separate.

“Non è mai troppo tardi per darsi torto – commenta Orlandino Greco - specie quando dalla scelta, che si riconosce successivamente sbagliata, sono dipesi e dipenderanno ingenti danni alla collettività. È quanto accaduto con la fusione dei Comuni di Corigliano Calabro e Rossano. Nell'immediato, intendendo per tale il periodo che separa lo scioglimento dei due Comuni dalle elezioni amministrative per la scelta del sindaco e dei consiglieri, si sono realizzati gravissimi disagi sociali e istituzionali. In questo periodo hanno dominato infatti: un pessimo esercizio delle funzioni fondamentali cui il Comune è tenuto; l'inesigibilità dei servizi essenziali; l'incertezza sui conti da consolidare; la corretta determinazione del debito; la mancata circoscrizione del contenzioso; l'assoluta assenza di ogni riferimento istituzionale. Il tutto a causa di una conduzione commissariale completamente avulsa dai bisogni dei cittadini, ai quali non ha garantito alcuna vicinanza, quella che invece gli enti locali sono chiamati ad assicurare alle loro collettività”.

La città si appresta ad avere una guida politica e, secondo Greco, bisognerà “assumere contezza sulla capacità di bilancio, con il verosimile accesso alla procedura di predissesto”. Secondo Greco bisognerà ancora: “Rendersi responsabile, se va bene, del mantenimento dell'attuale consistenza del prelievo tributario e delle tariffe dei servizi resi a domanda dell'utenza (tra le quali gli scuolabus e le mense scolastiche) ovvero di doverle incrementare in caso di insufficienza finanziaria; adoperarsi per realizzare i necessari investimenti, fermi al palo; programmare il futuro della Città”. Secondo Orlandino Greco, la fusione si è perfezionata senza un minimo di consapevolezza, da parte di chi la proponeva e di chi l'ha votata. Ciò che una parte ha sempre sostenuto: bisognava prendere tempo ed avere una linea da seguire per la nuova città. “Il nuovo Comune – afferma Greco - sino ad oggi, a fronte della perdita di una consolidata identità, di una storia dei due Comuni fusi, ha generato delusioni e ripensamenti. Un dato che dimostra l'avventatezza della proposta, intesa nel senso della originaria mancanza degli strumenti dimostrativi della positività dell'iniziativa e l'altrettanta incoscienza nell'approccio al voto referendario. Prova ne sono i disservizi che la collettività ionica registra, l'assenza della contrattualità istituzionale che una così importante realtà dovrebbe naturalmente possedere, le difficoltà finanziarie e di bilancio più che evidenti, la mancanza delle necessarie previsioni del futuro cittadino. In una: l’assenza di uno studio-progetto di fattibilità preventivo al referendum”.

Greco conclude: “A tutti i contraddittori, senza distinzione alcuna, il dovere oggi di chiedere scusa e rintracciare le soluzioni, finanche quelle di portare la pellicola indietro.Al riguardo, a poco servono le pretese al rialzo del contributo statale, di cui si rendono portatori gli stessi che hanno contribuito a generare il guaio, dal momento che il problema non dipende da ciò bensì dall'assenza di quel progetto di città che ancora non c'è. Un peccato capitale che colloca gli improvvisati di ieri nel girone delle responsabili delle rovine delle quali la Calabria è piena zeppa”.

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