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Corigliano Rossano, la Cgil chiede il rilancio del porto

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CORIGLIANO ROSSANO – 19 apr. - Il porto di Schiavonea, punto nodale dell'economia della nuova città di Corigliano Rossano, in un'area che si candida ad essere volano per lo sviluppo economico della Calabria, con la presenza di due aree di sviluppo industriale nelle ex città di Corigliano e di Rossano, situate in territorio contiguo. Si è svolto ieri mattina, alle 11.00 un incontro sul futuro del porto di Corigliano Rossano.

Con la presenza di Natale Colombo, segretario nazionale Filt Cgil; Nino Costantino, segretario generale, Filt Cgil Calabria; Michele Tempo, segretario generale Filt Cgil Pollino Sibaritide Tirreno; Giuseppe Guido, segretario generale Cgil Pollino Sibaritide Tirreno. 

UNA STRUTTURA IMPORTANTE. Nel corso dell'incontro è stato sottolineato: secondo la classificazione, il Porto di Schiavonea rientra nella classificazione della categoria II, come Gioia Tauro, classe II, con funzioni commerciali, industriali, petrolifere e ittico-commerciali: ha in attività una delle più grandi marinerie del Mediterraneo, con una flotta che conta circa 150 tra pescherecci ed imbarcazioni dedite alla pesca, con all'interno dell'area portuale anche un mercato ittico tra i più importanti del Mezzogiorno. Per la sua classificazione e per il legame con il sistema portuale di Gioia Tauro, viene definito di "rilevanza economica nazionale ed internazionale".

GLI INTERVENTI DA FARE. La Cgil sostiene che gli assi sui quali si dovrebbe intervenire per il rilancio del Porto di Corigliano Rossano, sono diversi. La realizzazione della banchina crocieristica; il completamento delle dotazioni impiantistiche ed infrastrutturali; l'attivazione del cantiere navale; l'istituzione della piattaforma del freddo dedicata alla movimentazione delle produzioni del settore agroalimentare; l'istituzione di servizi dedicati di Trasporto pubblico locale con la città di Corigliano Rossano; la realizzazione del collegamento con la rete ferroviaria; la definizione dei collegamenti viari specifici con le aree industriali esistenti e l'adeguamento del raccordo con la rete viaria esistente, in particolare con la SS 106. «Su queste direttrici – è stato detto - intendiamo sviluppare l’azione della nostra organizzazione sindacale, in sinergia ed in collegamento con tutti gli attori del territorio».

LE POTENZIALITA' DEL PORTO. La Cgil indica l'infrastruttura della città ionica come un rilevante promotore dello sviluppo per la Calabria e per il Mezzogiorno, in particolare per la parte regionale settentrionale. Le potenzialità del porto sono tante, ma secondo la Cgil: “il volume dei flussi dei traffici attualmente diretti al porto contrasta con il livello delle sue rilevanti dotazioni infrastrutturali e delle dimensioni fisiche della struttura”. Lo scalo portuale può strutturalmente paragonarsi aa porti come Ancona o Salerno, è stato detto: “differenziandosi purtroppo però in negativo riguardo a operatività ed impatto sul sistema socio-economico-produttivo territoriale, in termini non compatibili con le esigenze di riscatto di un’area a forte ritardo di sviluppo, che intendiamo contribuire a recuperare.

LA ZONA ECONOMICA SPECIALE. Una prospettiva di crescita e di sviluppo socio-economico che dovrà invece necessariamente determinarsi con l'istituzione e l'effettiva attivazione in Calabria della Zona economica speciale, per la quale la Cgil e la Filt Cgil Calabria hanno giocato un ruolo di sollecitazione, orientamento e proposta decisivo, partendo da Gioia Tauro e riguardando anche l'area portuale e retroportuale di Corigliano Rossano, soprattutto dopo il recente insediamento del Comitato di Indirizzo. Zona economica speciale – è stato detto - che, attraverso i meccanismi delle agevolazioni fiscali e delle semplificazioni amministrative, consentirà di potenziare il tessuto socio-economico quale propulsore di crescita, anche in relazione a quanto potrà svilupparsi per i servizi di trasporto pubblico e merci-logistica”.

I COLLEGAMENTI. Nel corso dell'incontro sono state fatte rilevare le criticità con i collegamenti ferroviari da e per il Porto: lo snodo ferroviario più vicino è quello di Corigliano Scalo, a circa 5 Km, al quale il porto non è collegato da alcun binario. “Tale deficienza – è stato ricordato - rappresenta un elemento fortemente penalizzante per le possibilità di sviluppo del Porto, unitamente alla necessità di adeguamento delle dotazioni impiantistiche (illuminazione, segnalamento, rete fognaria, reti di distribuzione di gas ed energia elettrica, ecc.)”. Anche la viabilità su gomma si svolge sull’unica arteria di collegamento esistente, la SS 106, che concentra la quasi totalità del trasporto civile e merci. “Dal punto di vista infrastrutturale – secondo la Cgil - si ritiene inoltre necessario, urgente e non più rinviabile la realizzazione per il porto degli interventi connessi con il raccordo alla stazione marittima, con i piazzali retrostanti la banchina dedicata alle navi da crociera nonché il miglioramento dei collegamenti con gli altri nodi della rete di trasporto, pur previsti dai Piani operativi triennali che si susseguono e si rinnovano nel corso degli anni, così come si ritiene necessario completare il cantiere navale, la cui realizzazione è stata avviata con finanziamenti pubblici e successivamente, seppur ancora non definitivamente ultimato, affidato a soggetti privati, per il quale è necessario sbloccare l'attuale situazione di impasse, anche di carattere legale, che di fatto non consente l'effettivo avvio delle attività cantieristiche che sarebbero necessarie per l'effettivo rilancio dell'intera struttura portuale, tenendo conto anche della possibilità di essere per ciò attrattivi nei confronti di altre marinerie ed altre realtà portuali”.

L'INTERVENTO DI GIUSEPPE GUIDO CGIL. «LA CGIL Sceglie di fare una conferenza stampa e non un dibattito o un convegno – ha spiegato il segretario generale territoriale Giuseppe Guido – perchè vuole affidare ai comunicatori l'idea di rilancio dell'infrastruttura. Abbiamo in mente di costruire una vertenza territoriale, su questo tema, sul porto di Corigliano Rossano quanto più unanimemente condivisa dal territorio, dalla politica, dai movimenti, dai sindacati Cgil, Cisl e Uil». Si è trattato, quindi, di una informativa sull'importante struttura poco sfruttata, nonostante le dimensioni e le potenzialità. Giuseppe Guido ha spiegato il perché della decisione di accendere un riflettore: «spento da decenni, per l'ignavia di tutta la classe dirigente di questo territorio, regionale e nazionale; politica ed istituzionale. Abbiamo avuto la maledetta capacità di tenere in garage una Ferrari e continuare a tenere il garage chiuso e dall'auto magari anche staccare i cavi della batteria e nascondere anche le chiavi».

“UNA FERRARI CHIUSA IN GARAGE”. E' un paragone calzante quello lanciato da Giuseppe Guido che in maniera forte ha voluto introdurre il dibattito che, si ritiene, possa continuare anche ad altri livelli per rilanciare la struttura. «Questo porto – ha confermato Guido – ha infrastrutture di base pari a quelle di Ancona dove entrano determinate navi al giorno; purtroppo un numero simile alle navi che entrano in un anno nel porto di Corigliano Rossano. Proviamo a dire cosa serve, atteso che il primo impegno che chiediamo al nuovo sindaco della città di Corigliano Rossano che leggeremo da qui a breve, al Governatore della Calabria, al Governo nazionale che si occupino, con fatti e non con parole, di questa infrastruttura». E’ necessario, quindi, secondo la Cgil, che ognuno si impegni a fare la propria parte per far sì che il porto possa trovare la giusta collocazione nel settore marittimo.

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