Assalto al portavalori: è di Scalea il presunto rapinatore arrestato

PRAIA A MARE – 9 ago. - Le indagini sono andate avanti per circa un anno, fino a quando non si è avuta la certezza di essere sulla pista giusta per assicurare alla giustizia il presunto secondo rapinatore della banda di quattro componenti che il 31 luglio dello scorso anno rapinò il portavalori Sicurtransport alla posta di Praia a Mare. L'uomo, già noto alle forze dell'ordine, è di origine campana, ma vive a Scalea da molti anni. E' assistito dall'avvocato Luigi Crusco.

Si tratta di Oscar Di Munzio, 61 anni, nato a Napoli.  Il fermo è avvenuto ieri mattina, alle prime luci dell'alba. I carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile di Scalea, coordinati dal capitano Andrea Massari, hanno raggiunto l'uomo nella zona Petrosa di Scalea al quale hanno consegnato un'ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Gip del Tribunale di Paola, su richiesta della locale Procura della Repubblica. Di Munzio è ritenuto responsabile del reato di rapina, in concorso con un pregiudicato romano di 63 anni, già arrestato la scorsa estate, nella stessa nottata successiva alla rapina, dai carabinieri di Scalea. Secondo le indagini, ci sarebbero altri due complici. 

LE INDAGINI. Le meticolose investigazioni condotte dai carabinieri di Scalea, sotto la direzione della Procura della Repubblica di Paola, nella persona del sostituto procuratore Maurizio De Franchis, coordinate dal Procuratore Pierpaolo Bruni, hanno dimostrato il coinvolgimento dell’arrestato nella rapina in danno delle tre guardie giurate dell'istituto di vigilanza, proprio mentre si accingevano a consegnare la somma contante di 80.000 euro all’istituto di credito di Praia a Mare. L’ispezione dei luoghi, nella giornata successiva alla rapina, ha consentito agli investigatori di rinvenire, nei pressi del punto in cui i malviventi erano stati intercettati dai carabinieri, una borsa frigo contenente alcuni generi alimentari acquistati, secondo quanto indicato nello scontrino fiscale, presso un supermercato di San Nicola Arcella. Lo spunto investigativo, rivelatosi determinante nel prosieguo dell'attività investigativa, ha indotto i militari a visionare le registrazioni delle telecamere di videosorveglianza del supermercato, constatando che l’arrestato aveva provveduto all’acquisto degli alimenti che avrebbero utilizzato i complici successivamente alla consumazione della rapina. Ulteriori elementi di valutazione sono stati acquisiti anche nella tarda serata del giorno della rapina, quando Di Munzio, venne fermato in una località prossima a quella dove il commando di rapinatori era stato intercettato. Inoltre, a seguito di perquisizione del suo domicilio sono stati rinvenuti alcuni effetti personali appartenenti ad uno dei suoi complici che, evidentemente, era stato ospitato dall’arrestato. Al termine delle formalità di rito, l’arrestato è stato tradotto presso la casa circondariale di Paola a disposizione dell’autorità giudiziaria.

I FATTI . I quattro componenti il commando, tre dei quali in corso di identificazione, dopo essersi impossessati del denaro e delle armi delle guardie giurate, si diedero a repentina fuga venendo intercettati, dopo pochi minuti, da una pattuglia dei Carabinieri Forestali lungo la Strada provinciale 13. Nella convinzione di essere stai scoperti, i malviventi abbandonarono l’autovettura utilizzata per la fuga, dileguandosi a piedi in direzione di una zona boschiva, lasciando all’interno dell’abitacolo l’intera refurtiva e le armi asportate. Nella circostanza, uno dei malviventi cadde in un dirupo venendo recuperato dai Carabinieri che lo dichiararono, successivamente, in stato di arresto.

Le attività di ricerca, iniziarono immediatamente dopo la rapina del 31 luglio 2018, con l’ausilio di un elicottero del VII Nucleo elicotteri di Pontecagnano. Numerosi militari vennero impiegati in una vasta opera di rastrellamento durata diverse ore, e protrattasi durante le ore notturne. Venne individuato e bloccato il primo dei quattro rapinatori che, ferito ad una gamba e con difficoltà motorie, si era nascosto in un canale di scolo delle acque piovane a ridosso di una cunetta, rendendo difficile se non quasi impossibile riuscire a localizzarlo. Il pregiudicato romano venne fermato e condotto presso l’ospedale civile di Paola, costantemente piantonato dai militari, a disposizione dell’autorità giudiziaria. I rapinatori, all'interno dell'ufficio postale, crearono molto panico fra i cittadini presenti al momento della rapina.

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