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Belvedere, caso Rodrigues: ancora interrogatori

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BELVEDERE – 20 dic. - Vanno avanti a ritmo serrato gli interrogatori sul caso di Silvana Rodrigues, la donna di 33 anni, originaria del Brasile, che si ritiene sia finita carbonizzata nella Fiat Punto verde incendiata sabato scorso a Belvedere Marittimo. Nella giornata di ieri sono stati sentiti ancora diversi parenti. La cerchia familiare del marito della brasiliana è molto ampia sono in tutto 12 fratelli. L'avvocato Amerigo Cetraro sta seguendo da vicino. In questo momento, non essendoci indagati, il legale è stato nominato quale consulente e comunque di fiducia per i familiari nei rapporti con la magistratura e con i carabinieri.

I militari della locale Stazione coordinati dalla Compagnia di Scalea, con il capitano Alberto Pinto, stanno effettuando una serie di riscontri e seguono costantemente il caso. Alla comunità brasiliana, che con una mail inviata venerdì, chiede giustizia, verranno date le risposte che si attendono. Il caso è particolare, ma a quanto pare, gli investigatori hanno già una pista privilegiata anche se non si esclude nessun particolare. Al caso stanno lavorando anche il procuratore Bruno Giordano ed il pubblico ministero Maria Teresa Grieco che in molte occasioni sta presenziando all'audizione di testimoni e di persone informate sui fatti. Ad una settimana dal tragico evento, sono in molti a porsi delle domande. C'è chi non crede che possano esserci risvolti legati a questioni sentimentali, almeno da parte della donna. Silvana Rodrigues suonava in chiesa, frequentava costantemente la comunità evangelica che ha delle regole ferree. Ma c'è anche ci si pone altre domande.

La brasiliana potrebbe essere stata avvicinata, probabilmente da persona conosciuta, proprio nei pressi del supermercato dove si era recata per fare un acquisto veloce, dei collant che le servivano per la sera. Doveva andare in chiesa a suonare ad una riunione. Si cerca di capire se Silvana Rodrigues abbia avuto un dissidio, di qualsiasi genere. Fra le voci di paese si raccoglie anche la pista dell'eventuale incontro con lo sconosciuto. Insomma il delitto, se tale verrà accertato con la prova del Dna, si sarebbe consumato all'interno dell'abitacolo della Fiat Punto che poi l'assassino ha deciso di distruggere utilizzando del liquido infiammabile. E anche qui potrebbe svilupparsi un ulteriore matassa da sbrogliare. Il liquido infiammabile è stato preso al momento? In quale stazione di rifornimento? In quella vicina al luogo dove è stata data alle fiamme l'automobile? Come è giunto l'assassino alla pompa di benzina?

Oppure chi ha dato fuoco all'auto aveva già del liquido infiammabile? Sono queste le domande che si pone chi non ha altri elementi in mano. Diversamente, gli investigatori possono aver già imboccato la pista giusta. Intanto domani, alle ore 19,00, si terrà una fiaccolata nel centro storico. Partirà da piazza Amellino. Sarà animata dal parroco della Chiesa di Santa Maria del Popolo, Don Giovanni Celia, con tutti i parroci presenti, fino al piazzale del convento. Proseguendo poi, davanti alla chiesa della congregazione cristiana, si farà una sosta di silenzio.

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