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Sanità, non resta che la consegna delle fasce da sindaco

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PRAIA A MARE – 6 mar. - «Penso che sia giunto il momento di dire basta alle tante chiacchiere e mi permetto di chiedere ai sindaci dei comuni di Praia a Mare, Tortora, Aieta, San Nicola Arcella, Santa Domenica Talao, Verbicaro, Orsomarso, Papasidero, Santa Maria del Cedro, Maierà, Grisolia, Buonvicino, Diamante e Belvedere Marittimo di fare un gesto forte consistente nella consegna delle fasce tricolori al Prefetto di Cosenza, per essere seriamente presi in considerazione, altrimenti continueremo a perdere tempo e a prenderci solo in giro». E' quanto sostiene Maurizio Ariete, ex vicesindaco di Praia a Mare.

Una reazione che possa dare ancora maggiore visibilità al disagio avvertito dalle popolazioni e dai rispettivi amministratori. Nell'area dell'alto Tirreno cosentino si avverte ancora di più questa privazione del diritto alla salute con la cancellazione del Pronto soccorso dell'ospedale di Praia a Mare e la negazione di una sentenza, ed ora anche con la minacciata chiusura del Pronto soccorso di Belvedere Marittimo. «Il decreto n. 30 del 03 marzo 2016 del Commissario ad acta per l'attuazione del Piano di rientro dai disavanzi del sistema sanitario regionale calabrese – scrive Maurizio Ariete - ha fatto perdere ogni speranza di riapertura dell'ospedale di Praia a Mare a tutto il territorio dell'alto Tirreno cosentino.

E' bene, ancora una volta, rammentare che la posizione dell'ex presidio ospedaliero di Praia a Mare lo collocava come ospedale di frontiera, al confine con la Basilicata e a ridosso della Campania, con un bacino di utenza superiore a 50.000 abitanti che nel periodo estivo poteva arrivare anche a circa 600.000 unità. Ad oggi a nulla sono servite le numerose riunioni, gli appelli vari, le manifestazioni, le proteste di singoli cittadini e associazioni. A tal proposito voglio ricordare anche l 'adesione alla libera associazione tra i comuni italiani, denominata "Associazione dei comuni dimenticati", approvata con delibera C.C. n.2 del 28/01/2015, alla quale hanno aderito il Comune di Praia a Mare e Tortora.

Non è servita neanche la sentenza del Consiglio di Stato di cui si attendeva una precisa e definitiva attuazione. Tutto ciò è servito solamente alle solite passerelle di consiglieri regionali, deputati, senatori, candidati di vari partiti che si sono avvicendati sul territorio, soprattutto in periodo di campagna elettorale, promettendo il loro interessamento per la questione del presidio ospedaliero di Praia a Mare, con il solo risultato da tempo noto a tutti: la chiusura del nosocomio che ha provocato nei cittadini disagi di vario genere, anche di natura economica, nonchè totale sfiducia nella classe politica”.

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