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Scalea, la cittadina ancora sotto l'ombra di Plinius

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SCALEA – 24 giu. - Sono due gli elementi che circolano in queste ultime ore a Scalea ancora sotto l'ombra di “Plinius”, nonostante le elezioni amministrative abbiano recentemente restituito un Consiglio comunale e una Giunta al Comune. Il primo elemento, quello più recente, riguarda le richieste di pena avanzate dal Pubblico ministero Pierpaolo Bruni nell'ambito dell'operazione Plinius 2, conclusa il 21 maggio 2015. Il secondo elemento è invece relativo alla “certificazione” da parte della Corte di Cassazione delle condanne emesse per gli imputati che avevano scelto il rito abbreviato in seguito all'operazione Plinius 1. Un dato estremamente importante, sottolineato anche nel corso dell'ultimo Consiglio comunale dal consigliere di opposizione, Achille Tenuta: nel centro tirrenico le infiltrazioni mafiose ci sono state ed hanno raggiunto anche il Palazzo di città.

La Cassazione lo conferma con una sola postilla relativa alla posizione di Antonio Stummo, detto Gianmarco, per il quale l'organo superiore di Giustizia ha deciso di rinviare la documentazione alla Corte d'Appello di Catanzaro, affinché si esprima nuovamente sul giudizio. Il 31 marzo dello scorso anno, la sentenza in Appello per gli otto imputati dell'operazione Plinius 1 che avevano scelto il rito cosiddetto abbreviato: per Pietro Valente 10 anni; per Franco Galiano, ex assessore al Commercio di Scalea, 6 anni e 10 mesi; Francesco Saverio La Greca, di Santa Domenica Talao, 4 anni e 8 mesi; a Roberto Cesareo, Andrea Esposito, Antonio Pignataro, tutti e tre di Cetraro, e Franco Valente, di Scalea, 3 anni e 4 mesi ciascuno. Decisione confermata in Cassazione. Per quanto riguarda l'ex assessore alla Polizia municipale Gianmarco Stummo, la Corte di Cassazione, ha accolto il ricorso dell'avvocato Giuseppe Fonte, del Foro di Catanzaro, ed ha disposto l'annullamento con rinvio della sentenza di condanna, trasmettendo gli atti ad altra sezione della Corte d'Appello della città calabrese.

L'attività di indagine, bisogna ricordarlo, era stata portata avanti in gran parte dal capitano Vincenzo Falce e dalla sua squadra coadiuvata dalla direzione distrettuale antimafia. Per quanto riguarda l'operazione Plinius 2, come è noto, si tratta del secondo troncone dell'indagine, definita dagli stessi inquirenti complementare alla precedente attività della Dda che ha visto coinvolti anche gli amministratori del Comune di Scalea. Frutto di una lunga serie di investigazioni, avviata, come è noto, su impulso di alcune attività di intercettazione, dal gruppo costituito per l'occasione dal Capitano Vincenzo Falce e dalla Dda, con il coordinamento del Procuratore aggiunto Vincenzo Luberto.

In totale sono 32 gli indagati coinvolti nel Plinius 2 sono: Ferdinando Aliberti; Ettore Arcuri, Raimondo Barbaro, Maria Francesca Bloise, Luca Carrozzini, Franco Cipolla, Giuseppe Crusco, Francesco e Luigi De Luca, Raffaele De Rosa, Antony Johnny Della Montagna, Edone Esposito, Angela Faraco, Gaetano Favaro, Emilio Iacovo, Francesco Saverio La Greca, Gian Claudio Lombardo, Guido Maccari, Antonio mandato, Giuseppe Misiano, Rodolfo Pancaro, Umberto Pietrolungo, Lido Franco Scornaienchi, Luigi Scornaienchi, Cantigno Servidio, Giuseppe Silvestri, Alvaro Sollazzo, Rocco Spaltro, Alessandro Stummo, Mario Stummo, Carmelo Valente, Luigino Valente. Sono diverse le persone offese fra le quali anche la Presidenza del Consiglio dei ministri, il ministero degli Interni, la Regione Calabria, il Comune di Scalea.

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