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Praia a Mare, i terreni della ex Marlane all'attenzione della Procura di Paola

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PRAIA A MARE – 4 lug. - I terreni della ex fabbrica tessile della Marlane, chiusa ormai dal 2004, tornano alla ribalta della cronaca. Benchè sia in atto una sorta di cessione dei capannoni e delle stesse aree, concordata fra il Comune di Praia a Mare e la Marzotto, la Procura di Paola ritiene che ci sia da indagare ulteriormente sul sottosuolo della fabbrica. Si dovrebbe procedere alla bonifica, ma ora c'è questa nuova iniziativa che frena le operazioni. E' proprio il Procuratore capo, Bruno Giordano, ad aver ordinato nuovi sopralluoghi.

Non si esclude una nuova attività di carotaggio e di verifiche anche in zone che precedentemente non erano state indagate, anche nei pressi del famoso depuratore, costruito successivamente e che ora la Marzotto vorrebbe trasferire al Comune di Praia a Mare. Una squadra dei Vigili del fuoco ha effettuato nuovi rilievi nei terreni con nuove analisi. Potrebbe essere aperta una nuova inchiesta. Si apprende che il Procuratore capo Giordano avrebbe sentito nuove testimonianze. Il processo sulla Marlane, con 12 imputati, si è concluso con l'assoluzione di tutti. A Catanzaro è in corso, invece, il processo in Appello e la prossima udienza è fissata per il 6 luglio prossimo.

Il comitato per la bonifica dei terreni e dei mari è intervenuto in merito ricordando: “Noi del Comitato, in tempi non sospetti consegnammo al Pm Lauri, allora titolare del processo, prima di essere trasferita, una video intervista che il giornalista Francesco Cirillo e l’ex operaio della fabbrica Luigi Pacchiano fecero all’ex operaio Francesco De Palma. Nella video intervista, De Palma, nel frattempo deceduto, spiegò come avveniva l’interramento dei rifiuti tossici. Di questa intervista non si parlò mai durante il processo a Paola. Tutti avevano interesse che non si vedesse una testimonianza così evidente che avrebbe potuto dare una svolta. Il sindaco Praticò e il conte Marzotto sono intanto in corsa per sbloccare i terreni preparandosi ad una “finta” bonifica – afferma il Comitato - su pochi metri quadrati e preparandosi ad un’enorme speculazione edilizia che tombi definitivamente tutti i terreni della Marlane.

E’ prova di tutto questo non solo il contratto firmato da Praticò a nome dell’amministrazione comunale di Praia con il conte Marzotto che portò al ritiro da parte del Comune della parte civile al processo, ma anche le recenti conferenze dei servizi sulla bonifica dei terreni dove di tutto si parla meno che degli stessi terreni. Nella prima riunione è venuta fuori la richiesta di un carotaggio su dei terreni che nulla ha a che vedere con quelli della Marlane. I veleni sono lì – afferma il Comitato - è inutile che cercate di non saperlo ed è inutile cercare altrove, scavate nella Marlane e verranno fuori”.

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