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Praia a Mare, 'Frontiera': un laboratorio in zona Foresta

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PRAIA A MARE – 24 lug. - Lo smercio di sostanze stupefacenti nella costa tirrenica rappresenta una delle attività principali svolte dagli investigatori nell'ambito dell'operazione Frontiera. C'è un ulteriore episodio che dimostra la presenza radicata dei venditori sul territorio: il sequestro di buste e materiale tipicamente utilizzato per il confezionamento in singole dosi dello stupefacente operato a carico di Salvatore Sinicropi. Il quarantenne di Praia a Mare aveva disponibilità e utilizzava un’abitazione in Località “Foresta” come luogo di occultamento e di confezionamento dello stupefacente da destinare allo smercio.

Nel novembre del 2015 il praiese veniva fermato in strada da una pattuglia e condotto nell'abitazione di località Foresta per una perquisizione. In quel contesto Sinicropi riferiva di non avere nella sua immediata disponibilità le chiavi di accesso, in quanto a suo dire prestate all’amico Amedeo Fullin, anch'egli coinvolto nell'operazione Frontiera, in quel momento non rintracciabile. Sinicropi, messo alle strette, in quella occasione aveva consentito, comunque, l’accesso all’interno dell'abitazione attraverso una porta finestra situata sul retro e che denotava un malfunzionamento nel sistema di chiusura di cui egli stesso era ben a conoscenza.

“L’attività di perquisizione – si legge agli atti - offriva eccezionale riscontro in quanto all’interno della pattumiera posta nella cucina dell’appartamento veniva rinvenuto e sottoposto a sequestro, ingente quantiùtativo di materiale utilizzato per il confezionamento in dosi dello stupefacente: 4 rotoli in carta relativi al medesimo tipo di nastro isolante ormai terminati; 1 tubetto di fermenti lattici con verosimili tracce di sostanza stupefacente; vari tagli di buste in cellophane trasparente con ritagli di nastro isolante nero, verosimilmente utilizzata per il confezionamento dello stupefacente; ritagli di carta stagnola verosimilmente utilizzata per il confezionamento dello stupefacente; 1 busta di cellophane trasparente con tracce di sostanza verosimilmente stupefacente del tipo cocaina per il confezionamento sottovuoto. Altro materiale era stato invece rinvenuto all’interno di un mobiletto pensile in cucina: 1 tubetto di fermenti lattici con verosimili tracce di sostanza stupefacente; 1 tessera sanitaria intestata a un uomo di Verbicaro; n.1 confezione di bicarbonato aperta; 4,25 grammi di mannite; n. 1 bicchiere piccolo da caffe contenente complessivi gr. 1.55 di mannite”.

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