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S. Maria del Cedro: incendio al Sesto senso, la solidarietà

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SANTA MARIA DEL CEDRO – 1 ott. - Si indaga a 360 gradi sull'incendio avvenuto all'interno del locale notturno “Sesto senso”. Sono numerosi gli attestati di solidarietà. Il sindaco Ugo Vetere in una nota scrive: “Solidarietà, vicinanza, affetto da parte del sindaco, della giunta e della maggioranza a Valentina, Giovanni e a tutta la famiglia Imbelloni per il vile gesto subito nella notte "appena trascorsa" dal locale di loro proprietà denominato Sesto senso. Luogo di ritrovo di tanti giovani e non dell'intero alto Tirreno cosentino. Un gesto vile che si condanna fermamente.

Le forze dell'ordine come sempre si stanno adoperando con tutte le forze per consegnare alla giustizia chi ha posto in essere il vile atto. Il sesto senso deve riaprire. Deve ritornare ad essere il locale che unitamente ad "altro" ha fatto "conoscere in bene il nostro paese". Siamo e saremo sempre al vostro fianco e alle persone oneste che vivono nella comunità”. Anche il consigliere regionale Giuseppe Aieta scrive al sindaco Vetere e ai proprietari del locale: “Caro sindaco, apprezzo la tua vicinanza agli imprenditori colpiti e ti siamo vicini. Avevamo da poco inaugurato un tempio di legalità e bellezza come la scuola ed ecco arrivare una notizia che rammarica e amareggia. Ma come te siamo teste dure per cui continueremo nell’opera di seppellimento della volgarità che uccide la Calabria. Un abbraccio, con la preghiera di farti latore del nostro messaggio di solidarietà agli imprenditori colpiti dal vile gesto”.

Del Sesto Senso si fa cenno per alcuni episodi in particolare anche nelle indagini relative all'operazione “Frontiera” portata a termine nei giorni scorsi. In alcuni casi i “cetraresi” si ritrovavano all'interno del locale. In quel locale, si legge fra l'altro, si “devono sistematicamente sopportare le irruzioni”. E poi prosegue: “I cetraresi, per come vengono eloquentemente additati, pretendono di bere alcolici oltre le 3 del mattino, consumano platealmente cocaina, minacciano (dipendenti) anche in modo grave”. Viene richiamato un periodo buio del Tirreno cosentino, quando: “nel corso degli anni ’80, terrorizzavano esercenti ed avventori dei locali notturni della costa. Così cucendosi addosso quella carica di intimidazione che consente loro di delinquere senza alcuna resistenza delle persone offese ed in un clima di assoluta omertà interna ed esterna”.

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