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Diamante, Frontiera: annullato il sequestro della pescheria Casella

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DIAMANTE – 7 dic. - Il Tribunale della libertà, ha accolto i motivi difensivi proposti dagli avvocati Sabrina Maratea e Giuseppe Pizzimenti ed ha annullato il provvedimento, emesso dal Gip di Catanzaro, Giovanna Gioia, di convalida del sequestro preventivo sui beni riconducibili all'imprenditore Angelo Casella, noto come O'Passariello, e alla rispettiva famiglia. Nel corso della discussione, gli avvocati Maratea e Pizzimenti, intervenuti in difesa dei fratelli Daniele e Ivan Casella, hanno evidenziato che tale esigenza cautelare sia venuta meno, anche e soprattutto, per effetto dell'ordinanza di revoca della misura cautelare personale emessa dal Tribunale della Libertà di Catanzaro (udienza camerale del 3 agosto 2016) nei confronti del padre Angelo Casella.

L'annullamento era stato predisposto per insussistenza del quadro di gravità indiziaria nei confronti di Casella Angelo in relazione al reato di associazione mafiosa.

Secondo l'impostazione accusatoria, "la società "Ittica Cirella Snc di Casella Daniele e Ivan" doveva essere sequestrata, in quanto strumento di protrazione e consolidamento del monopolio 'ndranghetistico nell'offerta di pescato". Secondo la pubblica accusa, "i fratelli Casella erano semplici prestanome del padre ritenuto partecipe al clan Muto". Angelo Casella è stato indagato come partecipe di un sodalizio 'ndranghetistico costituente articolazione territoriale del clan Muto di Cetraro che, "avvalendosi della forza di intimidazione derivante dal vincolo associativo e della conseguente condizione di assoggettamento ed omertà della generalità dei cittadini", sarebbe stato finalizzato "al controllo e allo sfruttamento delle risorse economiche della zona, al compimento di delitti contro il patrimonio e contro la persona, con la totale e preveniva accettazione, da parte degli associati, della necessità di compiere azioni delittuose, per garantirsi il controllo del territorio e per stroncare, mediante l'uso della violenza, qualunque ingerenza interna od esterna(...)" In accoglimento dei motivi difensivi la famiglia Casella è tornata in pieno possesso dei beni e della società.

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