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Mar15102019

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Diamante, operazione Murales: in libertà tre indagati

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DIAMANTE – 10 gen. - Tre nuove decisioni del Tribunale della libertà di Catanzaro a favore di altrettanti indagati nell'operazione Murales. L'attività dei carabinieri, come si ricorderà si è svolta lo scorso 16 dicembre ed era culminata con venticinque fermi. I provvedimenti del Tribunale della libertà riguardano: Giuseppe Mandaliti, 37 anni di Diamante e Mario Cianni, 52 anni, di Cetraro, entrambi difesi dagli avvocati Giuseppe Bruno e Armando Sabato; e Pierluigi Oliviero, 37 anni, di Sangineto, difeso oltre che dagli avvocati Bruno e Sabato anche dall'avvocato Ivana De Angelis.

I primi due, Mandaliti e Cianni, considerati fra i principali indagati, erano destinatari di un provvedimento di custodia cautelare in carcere e, dopo le istanze presentate dagli avvocati di fiducia, sono tornati in libertà senza alcuna prescrizione. Pierluigi Oliviero, si trovava invece al regime degli arresti domiciliari, ed il tribunale del Riesame di Catanzaro ha deciso per la remissione in libertà. Come si ricorderà, anche lo scorso 2 gennaio erano state prese ulteriori decisioni con il conseguente annullamento dell'ordinanza del Gip. L'operazione Murales dello scorso 16 dicembre era stata definita come un'attività investigativa “lampo” e puntava, secondo quanto è stato detto nel corso della conferenza stampa che si è svolta al Comando provinciale dei carabinieri di Cosenza, a smantellare l'attività di spaccio nelle piazze del Tirreno cosentino. In gran parte basata sulle intercettazioni ambientali e telefoniche.

Mario Cianni e Giuseppe Mandaliti, per i quali il Riesame ha deciso la remissione in libertà, sono indagati per una serie di vicende contestate nei vari capi d'accusa. Fra queste anche l'acquisto nella provincia di Reggio Calabria di circa 350 grammi di cocaina che secondo l'accusa sarebbe stata destinata allo spaccio lungo la fascia tirrenica. Gli investigatori hanno anche ricostruito le modalità con le quali la sostanza stupefacente sarebbe stata spostata nei vari centri dell'alto Tirreno. Sempre nel corso della conferenza stampa del 16 dicembre era stato riferito che l'attività investigativa sulla vicenda non era conclusa e che i fermi si erano resi necessari per una serie di concause. Al momento, la maggior parte degli indagati è tornata in libertà. Per alcuni restano misure restrittive di minore entità.

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