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Praia a Mare, si torna a scavare nei terreni della ex Marlane

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PRAIA A MARE – 16 gen. - Carotaggi o veri e propri scavi? Alla Marlane tornano le tute bianche dei Vigili del fuoco. Alcuni mezzi sono all'opera nei terreni della ex fabbrica tessile. Sull'obiettivo dell'operazione nulla si sa. È certamente una nuova attività della Procura di Paola che probabilmente vuole vedere chiaro in quei terreni. Sono molte le indiscrezionivenute fuori negli anni. C'è chi negli anni scorsi aveva ipotizzato la presenza di rifiuti anche al di sotto del depuratore, in un luogo dove sarà difficile poter scavare. Sulla questione è intervenuto anche il Comitato per le bonifiche dei fiumi e dei mari della Calabria, da sempre presente anche nell'area ex Marlane.

“Siamo tutti corsi davanti alla Marlane avvertiti da ex operai della presenza nell’area di mezzi dei Vigili del Fuoco. Per vie traverse siamo venuti a conoscenza che dietro iniziativa della Procura di Paola sono stati ordinati nuovi scavi. La notizia non può che farci piacere – si legge - ma nel contempo ci pone degli interrogativi. Sono scavi veri o scavi finti? Vogliamo dire si scava davvero per trovare o si scava a casaccio? Perché noi del Comitato per esperienza diretta, per nostre conoscenze dirette sappiamo che in quei terreni esistono sotterrati tonnellate di rifiuti tossici provenienti dalla fabbrica stessa, e lo sappiamo perché ce lo hanno detto gli stesi operai che lo hanno fatto.

Nessuno di noi è stato interpellato a proposito eppure alla Procura di Paola ben ci conoscono. Abbiamo un’intervista – rivela il Comitato - che abbiamo consegnato alla Procura di Paola e mai fatta ascoltare durante le udienze del processo di primo grado, e neanche portata nel processo d’appello di secondo grado a Catanzaro, dove l’operaio Francesco de Palma diceva di come lui stesso per venti anni avesse sotterrato i rifiuti tossici. Altri operai lo hanno confermato, e sappiamo anche dell’esistenza di una mappa dei sotterramenti che avvocati di parte civile hanno fra le loro carte. Ebbene questi operai, questi avvocati, sono stati ascoltati? Perché non vorremmo che tutto questo fosse il solito buco nell’acqua che serva per mettere davvero la parola fine a tutta la vicenda”.

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