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Scalea, area frangivento: lavori fermi: perché la pulizia con le ruspe?

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SCALEA – 11 feb. - E' proprio l'area frangivento, che appariva essere intoccabile, quando sono ancora in corso i processi relativi all'operazione “Plinius”, ad essere tornata ad occupare la cronaca. Si parla nel centro tirrenico dello sbancamento con mezzi meccanici di quella porzione di terreno che si estende dal centro verso sud, tra il mare e la statale.

In quella giornata nuovolosa, se non si fossero verificati alcuni eventi, forse il verde all'interno del frangivento sarebbe stato distrutto completamente. Ora, in molti si chiedono: perchè agire con mezzi meccanici, quando fino ad ora i volontari di Cinque stelle hanno effettuato la pulizia dell'area a mano cercando di eliminare i rifiuti nel rispetto dell’Ambiente? Perché effettuare uno sbancamento proprio a ridosso della strada fra gli stabilimenti balneari e l'area verde? Ma soprattutto ci si chiede se, in piena area demaniale, siano state chieste tutte le autorizzazioni necessarie.

Perché, una cosa è effettuare la pulizia del terreno a mani nude e con sacchetti di plastica, un'altra cosa è far lavorare una ruspa che aveva iniziato ad estirpare ogni genere di pianta. Al momento, da quanto si è appreso, le attività sono ferme. Non si esclude che la questione sia già all'esame della Procura. Sono stati gli agenti della Polizia locale, anche su segnalazione del consigliere di opposizione Renato Bruno, a bloccare i lavori che erano stati già avviati da qualche ora.

Nella relazione della Commissione parlamentare antimafia dello scorso anno, presieduta dall'on. Rosi Bindi, l'area frangivento veniva citata: “L’accesso al comune di Scalea – si legge nel documento di giugno 2016 - è stato l’inevitabile conseguenza di quanto emerso dall’ordinanza di custodia cautelare eseguita il 12 luglio 2013 nell’ambito del procedimento Plinius”. E ancora: “L’illegalità ha caratterizzato diversi settori dell’ente e la confusione amministrativa ha mascherato la disinvolta violazione di leggi e regolamenti a vantaggio di centri d’interessi illeciti radicati sul territorio. Il fenomeno si è manifestato con evidenza, in particolare, in tre procedure: la gara per l’affidamento del servizio raccolta rifiuti urbani, la concessione dei servizi di parcheggio a pagamento, la gara per la concessione di porzioni di terreno demaniale: “frangivento”. Sono stati registrati ripetuti contatti tra amministratori ed esponenti della criminalità organizzata”.

Anche il consigliere Renato Bruno del Movimento Cinque stelle, ieri, è tornato sulla vicenda con un breve video: «Abbiamo salvato l'area frangivento – afferma l'esponente dell'opposizione -. Grazie al nostro intervento siamo riusciti a fermare alcuni soggetti che stavano devastando quella zona, abbattendo alberi e piante, alcune anche rare. Noi avevamo già segnalato all'amministrazione comunale, durante una giornata ecologica, la presenza di queste piante, chiedendo di proteggerle. Questo – aggiunge Bruno – non è stato fatto: evidentemente perché quella zona deve essere affidata a qualcuno e pensiamo anche di sapere a chi. Certo noi chiediamo che quell'area venga ripristinata e che venga riconsegnata ai cittadini di Scalea che hanno tutto il diritto di poter fare una semplice passeggiata in un'area verde. Cosa che ormai è stata tolta».

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