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Paola, le indagini sul Piar di 9 comuni e i progetti interessati

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PAOLA – 22 feb. - Nove comuni interessati all'indagine aperta della Procura. Al momento la questione passa da un'acquisizione di documenti, ma è chiaro che se la Procura ha intenzione di veder chiaro sui passaggi relativi all'iter del Piano integrato delle risorse rurali, qualcosa dovrà pur esserci. Ieri i carabinieri della Compagnia di Paola, coordinati dal capitano Antonio Villano, hanno raggiunto i nove comuni interessati: Aiello Calabro, Belmonte Calabro, Cleto, Falconara Albanese, Fiumefreddo Bruzio, Lago, Longobardi, San Pietro in Amantea, Serra d’Aiello.

La lente d’ingrandimento dei Carabinieri della Compagnia di Paola e del Sostituto procuratore, Anna Chiara Fasano, titolare delle attività d’indagine, mira a verificare le correttezza delle procedure amministrative del Piar. Ecco perchè, ieri mattina i militari, su disposizione della Procura della Repubblica di Paola, si sono recati nelle diverse sedi comunali ricadenti nella territorio della Compagnia al fine di acquisire la documentazione riguardante l’iter tecnico amministrativo del Piar.

Il Piano Integrato per le aree rurali è un progetto nell'ambito del piano sviluppo rurale (finanziato con risorse comunitarie) costituito da un pacchetto di misure che promuove e realizza interventi pubblici coordinati, destinati ad adeguare le dotazioni infrastrutturali e a migliorare la dotazione dei servizi essenziali a favore delle popolazioni locali. In particolare, i comuni del Basso Tirreno cosentino hanno sottoscritto un protocollo di intesa per la costituzione del partenariato Piar denominato "Basso Tirreno cosentino"; lo scopo è quello di partecipare al bando per la concessione di finanziamenti relativi all'erogazione degli aiuti riguardanti il Piar. Il contributo totale è di poco più di un milione di euro che andrebbero distribuiti fra i vari comuni interessati. La maggior parte dei fondi sono per le infrastrutture, ma altro denaro è destinato ai servizi e al “regime di aiuto”.

Sono previste cifre importanti come, per esempio, 210mila euro per l'incentivazione di attività turistiche artigianali, o 160.325 euro per investimenti nelle aziende agricole. Fra le infrastruttura sono indicati 45mila euro per la riattivazione del fabbricato da adibire a biblioteca e museo dell'arte contadina a Cleto o ancora 180mila euro per il recupero di una struttura ai fini non produttivi per la realizzazione di un portale informatico in piazza Miceli a Longobardi. Altre cifre, sempre a Longobardi sono previste per la creazione di una rete di impresa per l'incentivazione di attività tradizionali artigianali a Longobardi, per 100mila euro. E sempre a Longobardi un'area pic nic. Spuntano, per esempio, 69mila euro per servizi essenziali per l'economia e per le popolazioni rurali. Oppure 80mila euro per la realizzazione di stampa e pubblicazione di documentazione dei prodotti agroalimentari nel comune di Longobardi. La strada provinciale per Falconara è inserita nel Piar per una spesa di 105mila euro. Sempre nelle infrastrutture, a Fiumefreddo Bruzio sono previsti 161.550 euro per un progetto denominato “Destro. Serra dell'area Barbaro”. Insomma una serie di opere sulle quali, probabilmente, la procura vuole avere certezze.

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