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Scalea, otto mesi senza stipendio: lavoratori del consorzio in sciopero

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SCALEA – 14 lug. - I lavoratori e le lavoratrici del Consorzio non sono più disponibili a prestare la propria opera senza essere retribuiti. E' quanto sostiene Silvano Lanciano, della Cgil, che ha preso parte al si in di una parte dei dipendenti dell'ente di bonifica che ieri hanno sostato nel piazzale della sede di via Fiume Lao. «Questo consorzio è commissariato, a differenza di altri, dalla Regione Calabria.

Perciò – ha affermato Lanciano – è la stessa Regione a doversi assumere l'onere di garantire la retribuzione corretta, altrimenti non si riprende nessuna attività». E' notoria la posizione della Cgil contraria al commissariamento. «Il commissario attuale – ha detto Silvano Lanciano – ha peggiorato la condizione del consorzio, paralizzandolo a livello economico-finanziario; pur avendo le risorse in cassa, non ha voluto corrispondere le retribuzioni ai lavoratori dal mese di dicembre ad oggi». La mobilitazione dei lavoratori e delle lavoratrici punta a rivendicare il lavoro dignitoso e la corresponsione degli stipendi che non vengono erogati da sette mesi. «Intendiamo continuare con il blocco di tutte le attività fino a quando la Regione Calabria non nominerà un nuovo commissario. Invitiamo il presidente Oliverio a farlo urgentemente, in tempi europei e non in tempi messicani come è abituata a fare la Regione Calabria. Chiediamo un commissario di buon senso che si occupi prioritariamente di erogare la retribuzione ai lavoratori e alle lavoratrici».

L'INTERVENTO DEI LAVORATORI

I dipendenti del Consorzio Valle Lao, ormai in stato di agitazione e costretti al blocco delle attività in data 12/07/2017, vogliono rendere pubblico agli utenti ed amministratori dei comuni consorziati che al momento della nomina del Dott. Macrì quale commissario del consorzio, avvenuta il 18/12/2016, il solo il mese di novembre era lo stipendio arretrato.

Con la gestione Macrì i mesi arretrati da corrispondere ai lavoratori purtroppo sono diventati ormai quasi otto. Con tale ritardo le famiglie dei dipendenti consortili - che non sono gli impiegati forestali che percepiscono regolarmente lo stipendio e che ormai sono diventati interlocutori privilegiati del commissario Macrì - sono ormai alla fame; i dipendenti mortificati nella dignità di lavoratori e di uomini.

I dipendenti del consorzio, impiegati, operai ed aventi diritto al reintegro, vogliono chiedere ai Sindaci, soprattutto dell’alto tirreno cosentino ed agli Onorevoli regionali che ritengono che l’amministrazione Macrì sia la panacea dei mali atavici del consorzio, che se plauso deve essere pubblicamente espresso nei confronti del consorzio e delle attività che da questo vengono svolte, questo non può che essere indirizzato ai lavoratori tutti. Sono questi, infatti, che dimostrando grande senso di responsabilità e spirito di abnegazione nonostante il mancato pagamento di ben otto mesi di stipendio, si adoperano quotidianamente per garantire i servizi agli agricoltori ed agli utenti consorziati tutti.

E’ un diritto di chi lavora, in una democrazia, essere retribuito. Le retribuzioni mensili del lavoro dei dipendenti consortili debbono essere contestuali a quelle degli impiegati forestali, ai rimborsi mensili che percepisce il commissario. Gli interlocutori del commissario debbono essere i dipendenti consortili che avanzano otto mensilità, non certamente gli impiegati forestali che non avanzano alcuna mensilità ed hanno un contratto completamente diverso da quello dei lavoratori consortili. Diversamente si mistifica e confonde la realtà. I lavoratori ritengono, senza entrare nel dettaglio dell’analisi di questa gestione commissariale, che in questo contesto di conclamata crisi economica la soluzione non è certamente quella di deliberare la nomina di un Direttore Generale esterno; non è quella di nominare non uno, ma addirittura tre consulenti legali esterni con un evidente aggravio di spesa ed ulteriore esasperazione in chi vede già incerto il suo diritto alla retribuzione.

I dipendenti del Consorzio

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