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Santa Maria del Cedro, sequestrato e trattato come un cane: due arresti

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SANTA MARIA DEL CEDRO – 14 apr. - L'accusa è grave per due uomini arrestati dai carabinieri sul Tirreno cosentino. Vengono contestati, infatti, i reati di sequestro di persona e lesioni personali. Coinvolto un giovane di Marcellina, frazione di Santa maria del Cedro, sequestrato per quattro ore, deriso, picchiato e trattato come un cane. Una vicenda che, secondo i carabinieri, travalica gli atti di bullismo che spesso si ripetono nei piccoli centri, e non solo. Le indagini dei carabinieri della Stazione di Santa Maria del Cedro, coordinati dal tenente Daniele Nardone, comandante della Compagnia di Scalea, hanno condotto all'arresto di due uomini, entrambi di Santa Maria del Cedro. Uno dei due è già noto alle forze dell’ordine.

Le indagini hanno permesso anche di risalire al movente. Gli aguzzini, che adesso sono stati posti agli arresti domiciliari, sostenevano che il denunciante si sarebbe reso responsabile di un danneggiamento ad una proprietà e per questo si sarebbero sentiti in dovere “di dare una punizione al ragazzo”. I fatti, risalgono al 18 marzo scorso. Il giovane si stava recando in Chiesa a Marcellina per la Messa domenicale.

Nel percorso, un'automobile, secondo quanto si è appreso, avrebbe iniziato a suonare insistentemente il clacson. Dall'auto è sceso un uomo, di circa quarant'anni. Quest'ultimo avrebbe costretto la vittima, con forza, a salire sul mezzo. Una sorta di sequestro durato almeno quattro ore. Momenti di alta tensione per la giovane vittima. Più volte picchiata al volto e sulla testa dal carnefice, con schiaffi e pugni, continui insulti. La vittima, costretta a restare in auto e anche a picchiarsi da sola, pure alla presenza di altre persone che casualmente venivano fermate durante il tragitto. Il percorso è poi terminato in spiaggia.

L’aguzzino e il complice hanno fatto scendere il ragazzo e l’hanno scaraventato sulla sabbia, immobilizzandolo e continuando a picchiarlo sulla nuca. Nel racconto della vittima la presenza oppressiva delle ginocchia che premevano sulle spalle e che quasi impedivano la respirazione. Attimi tremendi. La storia non si è conclusa in spiaggia. L’ultima tappa del viaggio dell'orrore è avvenuta in piazza Agorà a Marcellina, dove il giovane, fatto scendere dallo sportello, è stato costretto a salire sul cofano della macchina. Il sequestratore, tolta la cintura dai pantaloni, l’ha avvolta intorno al collo del ragazzo e gli ha intimato di comportarsi come un cane, costretto a camminare a quattro zampe, abbaiare alle persone.

Molti hanno assistito alla scena. Ma nessuno ha fermato l'azione dei due balordi. Dopo quasi quattro ore di agonia il carnefice ha riaccompagnato il ragazzo sotto la propria abitazione continuando a picchiarlo e minacciandolo di non raccontare nulla di quanto accaduto, soprattutto ai carabinieri. Il giovane, traumatizzato, ha passato intere giornate chiuso dentro casa temendo di rivivere l’accaduto in ogni momento, stando attento a chiudere porte e finestre ogni qualvolta si trovava da solo. Infine, il coraggio di raccontare tutto ai carabinieri dei Santa Maria del Cedro e denunciare i propri aguzzini. 

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