Miocomune.it

La tua informazione locale

Mar21012020

Ultimo Aggiornamento:10:54:15

Indietro Tirreno Tirreno News Cronaca Belvedere, caso D'Amante: la moglie riconosce in aula il presunto aggressore

Belvedere, caso D'Amante: la moglie riconosce in aula il presunto aggressore

  • PDF

BELVEDERE – 21 mag. - Torna in aula la storia dell'aggressione al medico che si occupa delle vaccinazioni nell'area di Scalea e Diamante. Il processo, a carico di un uomo di Tortora, è in corso di svolgimento al Tribunale penale monocratico di Paola, presieduto dal giudice D'Arco. L'uomo è accusato di lesioni aggravate ed altro, ai danni del dottor Raffaele D'Amante, originario di Grisolia, di Belvedere Marittimo, responsabile del punto vaccinale. In aula, un momento importante del processo.

Mentre veniva sentita in qualità di testimone la moglie del dottor D'Amante, l'avvocato Francesco Liserre che difende la vittima dell'aggressione, ha rivolto una domanda precisa. Le ha chiesto se avesse visto l'aggressore del marito e se fosse in grado di riconoscerlo, eventualmente, tra le persone presenti in aula. La testimone, senza alcun indugio, ha riconosciuto, nell'imputato presente in aula, la stessa persona vista nell'immediatezza dei fatti. Oltre al Pubblico ministero Gravina, erano presenti, l'avvocato Michele Rizzo, difensore dell'imputato, anche in sostituzione dell'avvocato Tiziana Vigni del Foro di Siena. Presente anche l'avvocato Francesco Liserre, difensore del dottor D'Amante, già costituitosi, alla scorsa udienza, parte civile. Per l'ordine dei medici di Cosenza era presente l'avvocato Herman Altomari.

Ieri mattina è stata sentita la moglie della vittima, anch'essa medico – chirurgo. La donna, rispondendo alle domande delle parti e del Giudice, ha puntualmente ricostruito le varie fasi di quella drammatica giornata. Il processo è stato aggiornato al prossimo 5 ottobre, per l'esame degli altri testimoni del Pubblico ministero. Come si ricorderà, all'imputato, viene contestata la brutale aggressione del medico avvenuta, il 14 giugno dello scorso anno, nei pressi della sua abitazione. Il fattore scatenante sarebbe dovuto al convincimento maturato, nell'aggressore, che una dose di vaccino somministrata dal dottore al proprio figlioletto, sia stata la causa dell'insorgenza di una patologia autistica. Nella sera del 14 giugno, soltanto il provvidenziale intervento di un condomino ha evitato, secondo l'accusa, che l'aggressione finisse in tragedia. Il dottor D'Amante era finito nella stretta dell'aggressore. Successivamente, era stato soccorso dai vicini e dalla moglie, ed era stato trasportato presso la Clinica Tricarico dove gli venivano riscontrate varie fratture scomposte e lesioni multiple, con complessiva prognosi di 50 giorni. 

Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Miocomune Atom News Miocomune RSS News

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per inviarti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie. Se vuoi saperne di piu o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui.

Per accettare i cookie, memorizzare la scelta e nascondere questo banner clicca su Accetto.