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Verbicaro, Italia nostra chiede di salvare la chiesetta Madonna della neve

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VERBICARO – 24 mag. - Una nuova battaglia di Italia nostra sul territorio. Questa volta riguarda una chiesetta di origine bizantina che rischia di affondare, non solo nell'incuria, ma anche nei lunghi tempi della burocrazia. Agli inizi del mese di gennaio dello scorso anno, la sezione alto Tirreno di “Italia Nostra”, aveva raccolto l’appello di una scolaresca, la IV B del Liceo Scientifico “Metastasio” di Scalea, che segnalava il grave stato di degrado e abbandono in cui versavano gli affreschi e la stessa chiesetta Madonna della Neve di Verbicaro. In seguito, raccontano gli ambientalisti, si era riuscito a concretizzare un primo intervento urgente di messa in sicurezza degli affreschi, dopo aver sollecitato attivamente, in tal senso, la Sovrintendenza per i Beni Artistici.

“L’intervento – spiega Italia nostra - che, per la verità, a quel tempo, non si rivelò propriamente sostanziale, anzi ebbe il significato iniziale di un semplice intervento “tampone”, e rimase in attesa di una ripresa dei lavori, riguardò un bene che venne subito inserito, a cura di “Italia Nostra”, nella “Lista Rossa” 2016 del Patrimonio culturale a rischio”. Viene ora evidenziato quello che viene definito un “inqualificabile ritardo” oltre alla trascuratezza “di cui è da sempre protagonista, specialmente dalle nostre parti, l’apparato burocratico. Questo – scrive Italia nostra - spesso, rallenta colpevolmente, o addirittura ostacola, la manutenzione ed il restauro di quei beni che, soltanto essi, rappresentando una forte attrattiva per il turismo più qualificato, permetterebbero all’asfittica economia calabrese di rifiatare adeguatamente, così come è già accaduto in molte importanti regioni d’Italia. A fronte del grave peggioramento delle condizioni strutturali ed estetiche della Chiesa della “Madonna della Neve”, con la comparsa di fessurazioni e screpolature, la proliferazione di muffe scure all’interno, lo sbiadimento progressivo, o addirittura la scomparsa di alcune vaste porzioni delle preziose pitture murali, sarebbero stati da tempo stanziati, per provvedere agli interventi ora divenuti ancora più urgenti, ben 120.000 euro (60.000 da parte del Ministero dei Beni Culturali e 60.000 da parte della Curia Diocesana di S. Marco Argentano).

Questa cifra dovrebbe, ed usiamo a questo punto il condizionale perché tutti sanno quanto sia difficile conoscere con esattezza le cose in tali circostanze, dovrebbe, dopo circa un anno e mezzo dagli ultimi interventi tampone, essere nella disponibilità della Sovrintendenza Regionale”.

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