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Indietro Tirreno Tirreno News Cronaca Santa Maria del Cedro, aree demaniali: la Cassazione rigetta i ricorsi dei privati

Santa Maria del Cedro, aree demaniali: la Cassazione rigetta i ricorsi dei privati

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SANTA MARIA DEL CEDRO – 25 giu. - Ancora una decisione della Corte di Cassazione sulla questione delle aree demaniali di Santa Maria del Cedro. Nei giorni scorsi corte Suprema ha dichiarato inammissibili i ricorsi presentati da Bruno Pizzimenti e Antonio Viceconte, condannando i ricorrenti al pagamento delle spese processuali. La decisione del presidente: Giulio Sarno, relatrice Donatella Galterio. Il ricorso era stato proposto contro l'ordinanza dello scorso 6 settembre 2017, del Tribunale di Cosenza.

Quest'ultimo aveva confermato il sequestro preventivo disposto dal Gip del Tribunale di Paola su un'area demaniale marittima estesa circa 3.000 metri quadrati. Ai due ricorrenti erano stati contestati reati edilizi e paesaggistici per aver eseguito, il primo nella qualità di titolare di concessione demaniale marittima a carattere annuale ed il secondo quale amministratore unico della società che gestisce il Villaggio “Summer Day”. All'interno, ricorda la Corte di Cassazione, erano state realizzate strutture ricreative, sull'area demaniale, in assenza delle necessarie autorizzazioni. Il ricorso faceva leva sulla valutazione del Giudice per le indagini preliminari.

“La necessità di autonoma valutazione da parte del Gip rispetto alle richieste del pubblico ministero – scrive la Cassazione - non esclude che il primo possa ricorrere legittimamente alla tecnica del richiamo solo parzialmente utilizzata nel caso in esame, non essendo tale tecnica incompatibile con un'autonoma valutazione critica del materiale indiziario da parte dello stesso Gip. In particolare, il giudice ha preso in considerazione le circostanze del fatto costituite dall'occupazione abusiva, in quanto effettuata in assenza di rinnovo o proroga della concessione demaniale marittima già conseguita nel 2009, cui fa espresso rinvio unitamente alla documentazione fotografica riproducente l'attuale stato dei luoghi, del suolo demaniale mediante una struttura turistico ricreativa costituita da campi per lo svolgimento di attività sportivi e locali adibiti ad esercizio dell'attività di ristoro, dimostrando così di aver autonomamente valutato la sussistenza di un compendio indiziario idoneo alla configurabilità dei reati in contestazione. A ciò aggiunge la considerazione, in ordine al concorrente requisito del periculum, dell’aggravio che la continuazione dell'occupazione abusiva del suolo pubblico recherebbe alla libera fruizione del territorio occupato dai suddetti manufatti”.

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