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S. Domenica Talao, distrutto l'impianto di selezione della 'Mia' - VIDEO

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SANTA DOMENICA TALAO – 4 lug. - IL VIDEO - Le fiamme si sono levate alte nella tarda serata di domenica distruggendo una parte importante dell'impianto di selezione dei rifiuti della Multiservizi Igiene Ambientale. La Mia ha sede nel territorio di Santa Domenica Talao e occupa al suo interno 38 dipendenti per un indotto di 150 lavoratori sul territorio. Attualmente presta servizio per venti comuni. La cronaca parla chiaro: non è un corto circuito, perché i quadri elettrici non sono stati interessati direttamente dall'incendio. I malviventi, visibili nelle immagini delle videocamere di sorveglianza, sono entrati a volto coperto.

Due ombre che si dirigono a colpo sicuro verso l'impianto che seleziona i rifiuti del multimateriale. Non verso le balle di carta, e ce ne erano tante già pronte per partire. L'incendio avrebbe subito destato l'attenzione dei passanti e la forza distruttiva sarebbe potuta essere inferiore. 

I MALVIVENTI HANNO AGITO A COLPO SICURO

I malviventi hanno dato l'idea di conoscere bene i luoghi e di sapere dove colpire. L'incendio, probabilmente con l'uso di liquido infiammabile, è stato appiccato alla macchina che rappresentava il cuore dell'impianto: mirato a tagliare le gambe all'attività. E' stato proprio un operaio, di passaggio sulla strada che conduce a Santa Domenica Talao, a rendersi conto della presenza del fumo, nella tarda serata di domenica. E' stato subito dato l'allarme. Sul posto sono giunti i Vigili del fuoco. Ma le fiamme erano già alte. Per l'approvvigionamento idrico i pompieri, per fortuna, hanno potuto utilizzare le cisterne all'interno dell'azienda, altrimenti i danni sarebbero stati maggiori. L'indagine è ora affidata ai carabinieri della Compagnia di Scalea che dovranno cercare di capire l'origine dell'intimidazione. Certamente anche gli esecutori materiali, ma possibilmente la “regia” che ha organizzato la macchina distruttiva. Nel corso della conferenza stampa che si è svolta ieri pomeriggio è emerso che non ci sarebbero state richieste estorsive e che, invece, l'incendio potrebbe inquadrarsi in un'azione mirata a bloccare l'attività anche in vista di nuove iniziative nel settore della selezione dei rifiuti.

L'AMMINISTRATORE DELLA SOCIETA' FORTEMENTE PROVATO

Massimo Rovito, amministratore unico della società, non ce l'ha fatta a partecipare alla conferenza stampa perché troppo provato da quanto accaduto. L'incendio, ha scritto in una nota, ha distrutto e “messo in ginocchio” una realtà imprenditoriale riconosciuta “piattaforma del Circuito Conai (Consorzio nazionale imballaggi), che si occupa di raccolta, smaltimento e selezione di rifiuti provenienti dalla raccolta differenziata che viene effettuata nei seguenti comuni della provincia di Cosenza e non solo: Diamante, Buonvicino, Grisolia, Maierà, Verbicaro, Santa Domenica Talao, Orsomarso, Papasidero, Belvedere Marittimo, Laino Borgo, Laino Castello, Morano Calabro, Mormanno, Viggianello (PZ), San Pietro in Guarano, Spezzano della Sila, Motta Santa Lucia, Conflenti, Martirano Lombardo, Belsito. “Hanno agito di notte, indisturbati – scrive Massimo Rovito - per annientare quella forza aziendale che dava lavoro ad oltre 150 famiglie. Malavitosi a cui certamente la sana imprenditoria, quella fatta da onesti lavoratori che rispettano Stato ed Istituzioni, dà certamente fastidio e perciò merita di essere annientata. Ho pagato, probabilmente, il mio modo di vivere nella legalità, ossia senza tacere dinanzi ai soprusi, ma rivolgendomi alle preposte autorità.

ALTRE INTIMIDAZIONI GIA' DA ALCUNI ANNI

Dal 2015, stavo subendo una serie di atti dolosi ed intimidatori contro la mia azienda. Nell’anno 2015, ignoti incendiavano un autoarticolato adibito alla raccolta dei rifiuti. Nello stesso periodo, il tempestivo intervento delle forze dell’ordine consentiva di arrestare una banda di criminali che avevano dapprima trafugato e poi ridotto in un cumulo informe di lamiere due autocarri della mia azienda; per questi fatti mi sono esposto in prima persona, trovando la forza di costituirmi parte civile contro gli stessi delinquenti. Nell’anno 2017, ancora una volta ignoti incendiavano un autocarro della mia azienda adibito alla raccolta dei rifiuti. Ma questi atti evidentemente intimidatori non mi avevano piegato; rivolgendomi alla Magistratura avevo sempre denunciato questi atti malavitosi chiedendo l’immediata individuazione dei responsabili”.

IL PLAUSO DI FRANCESCO ROVITO AI LAVORATORI

In conferenza stampa, ieri pomeriggio, è intervenuto Francesco Rovito, fratello di Massimo. Verso la fine dell'incontro è arrivato sul posto anche Dario Pappaterra, sindacalista della Cgil, per rendersi conto della situazione ed anche per verificare le intenzioni dell'azienda in riferimento ai lavoratori. C'è da sottolineare che, con grande commozione, lo stesso Francesco Rovito ha rassicurato i lavoratori, alcuni dei quali erano presenti in sala. «Siamo toccati da quanto accaduto – ha detto Francesco Rovito – però ci danno la forza i dipendenti. Abbiamo trovato dei lavoratori forti che ci stanno aiutando a riprendere in mano l'attività. Chiediamo con forza un aiuto dalle istituzioni, non per noi che facciamo impresa, ma soprattutto per i dipendenti che, se oggi possono lavorare nelle vicinanze dei paesi di residenza è proprio grazie alla presenza di questa attività». Rovito ha poi fatto sapere che, tramite i legali, è stato chiesto un incontro con il Prefetto e con il procuratore di Catanzaro della Dda, Nicola Gratteri, e con il procuratore capo di Paola, Pierpaolo Bruni. «Vogliamo esporre i problemi su quanto accaduto – ha aggiunto Rovito -. Perchè tre attentati nell'arco di tre anni, l'ultimo sei mesi fa, ci lasciano soli. Combattiamo contro i mulini a vento».

COLPITO IL CUORE PULSANTE DELL'AZIENDA

E' stato colpito il cuore pulsante dell'azienda: l’impianto tecnologico in grado di selezionare in un solo giorno oltre quarantamila chili di multimateriale; un’azienda che negli ultimi cinque anni, nonostante la crisi internazionale, produceva utili che venivano puntualmente riutilizzati in investimenti aziendali finalizzati a nuove occupazioni. Il materiale distrutto non era coperto da assicurazione. «Confidiamo nel lavoro delle autorità – ha detto ancora Rovito – e chiediamo di assicurare alla giustizia gli autori di un gesto vile che ha messo a repentaglio i lavoratori impiegati nell'impianto. Cercheremo di garantire il lavoro alle persone presenti, ma con l'avvicinarsi del periodo estivo, avremmo assicurato il lavoro ad altre cinquanta persone che non potremo impiegare. Chiediamo aiuto con forza e coraggio all'opinione pubblica, ma anche al presidente della Regione. Credo che sia l'unica realtà in questa zona che possa dare lavoro a tante persone nel settore della selezione dei rifiuti».

LA CONFERENZA STAMPA E LE IMMAGINI DEI DANNI DELL'INCENDIO

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