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Scalea, 'Piazza pulita': i particolari dell'operazione a Praia a Mare e Tortora

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SCALEA – 25 lug. - L'obiettivo è quello di limitare lo spaccio e il consumo delle sostanze stupefacenti nell'area tirrenica dell'alto cosentino. L'operazione è stata denominata infatti: “Piazza pulita”. Hanno operato i carabinieri della compagnia di Scalea, coordinati dal tenente Daniele Nardone, supportati in fase esecutiva dai colleghi delle Compagnie di Paola e San Marco Argentano e da unità antidroga del Nucleo cinofili di Vibo Valentia. Cinque persone sono state arrestate: tre in carcere e due ai domiciliari; per altri tre indagati, invece, è stata disposta la misura cautelare meno afflittiva dell'obbligo o del divieto di dimora, a seconda dei casi.

Due sono finiti in carcere: Massimiliano Ignoto, 46 anni, di Tortora; Vincenzo Vitolo 45 anni di Praia a Mare; il terzo, G.D.F. di Tortora è attualmente irreperibile. Gli arresti domiciliari sono stati disposti per Andrea Ignoto, 26 anni, di Praia a Mare e per Gaetano Limongi, 26 anni, di Tortora. A R.T., 34 anni, di Tortora, è stata inflitta la misura del divieto di dimora nei comuni di Cetraro, Tortora e Maratea. A G.S., 44 anni, domiciliato a Tortora, è stato applicato il divieto di dimora nel comune di residenza. A G.R., 40 anni, di Napoli, è stato applicato l'obbligo di dimora nel comune campano. Il risultato investigativo narra di diversi episodi, in gran parte avvenuti la scorsa estate, di cessione di cocaina. Il provvedimento cautelare nei confronti degli indagati è stato emesso dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Paola, Maria Grazia Elia, su richiesta del Procuratore della Repubblica, Pierpaolo Bruni e del Sostituto procuratore Antonio Lepre.

Le indagini, sono state condotte, in particolare, dalla Stazione dei carabinieri di Praia a Mare e coordinate dalla Procura della Repubblica di Paola. Gli investigatori avrebbero accertato: “l’operatività di fiorenti ed autonome piazze di spaccio di cocaina, hashish e marijuana, nei comuni di Praia a Mare e Tortora, documentando, attraverso prolungate attività di intercettazione e mirati servizi di osservazione, oltre trecento cessioni di stupefacente, approvvigionato dagli indagati nell’area metropolitana di Napoli e nel comune di Cetraro. L'operazione ha preso il via da un episodio in particolare che ha aperto diversi orizzonti. Nel febbraio dello scorso anno uno degli arrestati aveva sporto una denuncia contro un altra persona per aver subito un'aggressione fisica. I militari erano quindi riusciti ad accertare che il motivo dell'aggressione era da ricercarsi nel mancato pagamento della sostanza stupefacente acquistata. L'attività di monitoraggio ha quindi condotto a ricostruire le fasi di acquisto e cessione di sostanze stupefacenti che coinvolgevano altre persone già note alle forze dell'ordine nel settore dello spaccio di sostanze stupefacenti. Si sono rivelati importanti gli elementi investigativi provenienti dalle intercettazioni telefoniche e ambientali. In particolare, dopo l'operazione Frontiera, gli spacciatori “minori” si sono organizzati per mantenere attivo il mercato dello stupefacente: piazze autonome in assenza di una struttura verticistica. Non c'è una presenza di un gruppo organizzato. 

I RIFORNIMENTI IN CAMPANIA E A CETRARO

Per l'operazione denominata “Piazza pulita” non viene individuata una vera e propria organizzazione dedita allo spaccio. Come è emerso dalle indagini, dopo l'operazione Frontiera, che ha contribuito a fare “piazza pulita”, i vertici sono rimasti assenti e quindi i piccoli spacciatori del luogo si sono auto organizzati per non lasciare libera la piazza. Resta confermato il teorema di sempre, quello che viene a galla in ogni operazione dedicata allo spaccio di sostanze stupefacenti: le piazze per l'acquisto sono in Campania e nella zona di Cetraro. Nell'area dell'alto Tirreno cosentino, lo si dice da sempre, regna una sorta di accordo: i campani smerciano le sostanze stupefacenti, incrementando la vendita nel periodo estivo, quando il mercato diventa più ricco e i locali proseguono l'attività rifornendosi nella zona di Cetraro. Una sorta di mercato libero che probabilmente è regolato da accordi ben precisi fra chi sta al vertice della catena. “Piazza pulita” è un'attività che torna a fare chiarezza in questo settore, facendo luce fra i piccoli venditori che a loro volta, nella maggior parte dei casi, risultano anche essere consumatori. I carabinieri della stazione di Praia a Mare, prendendo spunto da elementi ben precisi hanno, quindi, potuto ricostruire una serie di eventi contenuti nelle duecento pagine dell'ordinanza che racconta, appunto, in maniera specifica i vari episodi di cessione e acquisto.

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