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Diamante, omicidio Augieri: momento di riflessione dei parroci

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DIAMANTE – 23 ago. - Omicidio in strada. La morte di Ciccio Augieri ha provocato grande sconforto in tutta l'area del Tirreno cosentino e naturalmente nella città d'origine del giovane a Cosenza. Augieri è deceduto in seguito alle ferite riportate dopo una rissa, per futili motivi, con altri coetanei. Sono numerose le reazioni del momento.

Anche i parroci di Diamante e Cirella, Don Michele Coppa, Don Eugenio Hounglonou, Don Lillino Luciano, hanno voluto rendere pubbliche delle riflessioni per quanto accaduto. I tre parroci di Diamante e Cirella esprimono vicinanza alla famiglia della vittima, al giovane ferito ed ai suoi cari. “Nello stesso tempo – si legge nella nota di Don Michele Coppa, Don Eugenio Hounglonou, Don Lillino Luciano - presentiamo a tutta la città di Diamante, dalle autorità civili a quelle militari, alle associazioni presenti sul territorio, ai cittadini e a tutti gli ospiti estivi, la nostra riflessione su quanto accaduto. Vogliamo così suscitare nell’opinione pubblica una reazione motivata, composta e forte. Quanto accaduto non può rimanere senza eco e senza iniziative educative per la nostra comunità.

Desideriamo muoverci affinché essa, mentre denuncia ogni atto di violenza e di disordine, pensi seriamente a darsi delle regole di convivenza e di sereno rispetto, soprattutto nel periodo estivo, dove la popolazione cresce in modo esponenziale. Nei dialoghi amicali o di sfogo – prosegue la nota di Don Michele Coppa, Don Eugenio Hounglonou, Don Lillino Luciano -ci si lamenta per le “notti impossibili”, per i disturbi della musica oltre i decibel consentiti, per gli schiamazzi fino all’alba, per l’abuso di alcool e l’uso sistematico di sostanze stupefacenti. Non può bastare il “lamentarsi”.

E’ necessario prendere coscienza di una situazione di “malessere” che, ahimè, porta a “risse” e al serio rischio che qualcuno ci possa rimettere la vita, com’è successo la scorsa notte. Su quanto scritto non serve che chi legge metta “mi piace” oppure “non mi piace”. Vorremmo delle riflessioni profonde e delle indicazioni operative serie e responsabili. Noi partiamo dalla preghiera rivolta col cuore al Signore, e dall’invito ai genitori e alle autorità di vegliare sui propri figli, che spesso diventano “vittime” di una “movida” senz’anima. Speriamo di proporre, a breve, una veglia di preghiera in chiesa e una manifestazione esterna, tipo fiaccolata o altro, sui luoghi delle “notti” imprevedibili, perché la notte si possa illuminare di senso”.

IL SINDACO DI COSENZA OCCHIUTO

Il sindaco di Cosenza, Mario Occhiuto, interpreta il diffuso sentimento di sconforto suscitato dalla notizia dell’uccisione del 23enne cosentino Francesco Augieri: “Una città affranta e avvolta dal forte senso di impotenza si interroga sulla tragica prematura scomparsa di un suo figlio, un giovanissimo che in una notte d’estate che era cominciata nella spensieratezza ha trovato ad attenderlo una morte assurda. Da padre, posso soltanto immaginare il dolore dei genitori e di tutta la sua famiglia - aggiunge Occhiuto - Una vita spezzata in modo così drammatico ad appena vent’anni addolora in maniera indescrivibile. Non esistono parole di conforto o che possano comprendere quanto accaduto, il nostro pensiero va a Francesco e ai suoi sogni infranti da una violenza inspiegabile, al suo futuro interrotto nel sangue. Ai suoi cari giunga il nostro abbraccio di vicinanza nella profonda sofferenza che pervade l’intera comunità”.

L'AMMINISTRAZIONE COMUNALE DI DIAMANTE

L'Amministrazione Comunale di Diamante, in una nota: “Esprime i sentimenti di profondo dolore e di incredulità per la notizia della morte di un ragazzo di 23 anni verificatasi nella nostra Città, fatto sul quale è giusto mantenere il dovuto riserbo, nell'attesa che la magistratura e le forze dell'ordine ne accertino le effettive dinamiche. Sentimenti che si accompagnano all'incredulità per un accaduto la cui eccezionale e tragica portata contrasta con la riconosciuta vocazione turistica della nostra città caratterizzata, pur in presenza di considerevoli flussi di vacanzieri da una sana vivacità giovanile, da una storia di accoglienza e sicurezza che non hanno fatto mai registrare episodi di tale gravità, anche grazie ad un costante impegno delle forze dell’ordine che si ringraziano per la loro operatività”.

L'EX SINDACO ERNESTO CASELLI

L'ex sindaco di Diamante Ernesto Caselli è critico: «Strumenti di prevenzione di controllo – afferma - sono carenti da tempo; le famose telecamere sono inutilizzate. Si pensa in maniera ossessiva al suolo pubblico e si trascura l'ordine pubblico, nonostante l'impegno dei carabinieri che sostituiscono l'inefficienza della pubblica amministrazione anche per il controllo della tassa di soggiorno e soprattutto per l'uso sconsiderato di alcool. Non resta che esprimere la solidarietà ad una famiglia perbene ed alla nostra società che perde una giovane vita innocente. Non posso che provare vergogna – conclude Caselli - per ciò che è successo spero che il prefetto intervenga in una comunità dove regna l'ingovernabilità in tutti i settori».

RAFFAELE PAPA DI ITALIA DEL MERIDIONE

Raffaele Papa di Italia del Meridione sottolinea: «Non si può morire ammazzati a 23 anni per una rissa in una notte di agosto. Basta, con l'indifferenza che ci fa spettatori inermi ed a volte colpevoli. Sul tirreno cosentino, tranne le dovute eccezioni, ciò che abbiamo non è turismo, ma tanta, tanta gente che viene a bivaccare su un territorio senza regole. Accoglienza non è invasione, non è diventare succubi del pressappochismo, della mancanza di rispetto, del menefreghismo, del tirare a campare, dell'improvvisazione. Basta con l'arroganza che diventa prepotenza e qualche volta morte come accaduto a Diamante. Questo gravissimo atto criminale deve segnare un passaggio non più rinviabile di cambiamento nel controllo e gestione del territorio. Meno di un mese fa ho posto all'attenzione pubblica la questione sicurezza, l'appello è rimasto inascoltato nel silenzio quasi generale, ma non si aspetti ancora, non si perda altro tempo per porre in atto drastici provvedimenti che assicurino l'incolumità dei residenti e delle tante persone serie e perbene che frequentano le nostre zone. I nostri territori meritano di piu e se vogliamo provare a rendere ricchezza il grande patrimonio di storia, natura e cultura che abbiamo, diventa necessario intervenire sulla verifica delle presenze e sulla qualità dei servizi da offrire ma non gratuitamente. Non dobbiamo più svendere né ciò che abbiamo, né noi stessi, 

coloro che vogliono onorarci della presenza saremo ben lieti di accoglierli nel rispetto reciproco e delle regole che non possono essere disconosciute o calpestate. Comuni, Provincia, Regione, Prefettura, Forze dell'Ordine, facciano subito ciò che serve per ripristinare la legalità, la morte di Francesco a 23 anni lo impone a tutti, non rendiamo vano questo enorme e straordinario sacrificio».

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