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Diamante, dopo il fermo di Schiattarelli, si cercano almeno altre tre persone

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DIAMANTE - 28 ago. - Comincia a prendere forma l'attività investigativa portata avanti in gran silenzio dai carabinieri della Compagnia di Scalea, coordinati dal capitano Daniele Nardone, e dalla Procura di Paola, con a capo Pierpaolo Bruni. Per l'omicidio della notte dello scorso 22 agosto c'è già una pellicola che comincia ad essere sbrogliata. Uno dei protagonisti, come è ormai noto, si è consegnato direttamente ai carabinieri di Napoli nel carcere di Poggioreale. E' giovanissimo. Soli 19 anni, e già un fardello pesantissimo sulla coscienza. Un omicidio, a prescindere dal ruolo che verrà attribuito, che peserà per tutta la vita.

Francesco Schiattarelli, abita nel rione Sanità, nella zona dei Miracoli, a Napoli. Un'area dove la vita di tutti i giorni non è semplice, non scorre in tranquillità. Un luogo dove bisogna fare a gomitate e forse anche uscire con il coltello in tasca per dimostrare di essere duri.I carabinieri della compagnia di Scalea non hanno ancora concluso le indagini, perché ancora ci sono altre persone da inserire nel contesto, e c'è da ricostruire il film di quanto accaduto. Bisognerà anche sentire più volte Francesco Schiattarelli, che fornirà la sua versione dei fatti, alla presenza degli avvocati difensori che ha già nominato. Sarebbero almeno tre gli altri indagati che hanno preso parte attiva alla rissa avvenuta nella zona del ponte “vecchio” di Diamante, vicino alla statua di San Pio. Tre persone da inserire nel contesto dei fatti accaduti in quella tragica notte del 22 agosto.

E i militari, sempre in rigoroso silenzio, vanno avanti con le indagini. Agli inquirenti toccherà effettuare i riscontri con le altre testimonianze raccolte nel corso di questa difficile settimana.Francesco Schiattarelli non poteva reggere ancora il peso dell'attenzione dei carabinieri nei suoi confronti. Pare che i militari di Napoli abbiano effettuato anche una serie di perquisizioni nell'abitazione. Una pressione che ha indotto il giovane, probabilmente consigliato dai suoi legali, a presentarsi “spontaneamente” nel carcere di Poggioreale e, così, avviare un percorso complicato che, a prescindere dal ruolo avuto nella vicenda, lo porterà certamente nelle aule giudiziarie a rispondere delle azioni compiute in quella notte di violenza. Il diciannovenne del rione Sanità, fra l’altro, ha già avuto piccoli problemi con la giustizia.

La ricostruzione dei fatti ricalca azioni che in qualche modo erano già trapelate nei giorni scorsi. La vittima, Ciccio Augieri, passeggiava, insieme ad altri amici, nella zona della movida notturna della città turistica dell'alto Tirreno cosentino. Avrebbe avuto un primo diverbio con il gruppo di ragazzi campani. Una spallata, si ipotizza; una spinta involontaria, che ha fatto scattare la scintilla.Schiattarelli, insieme ad altri amici, avrebbe raggiunto Francesco Augeri, “colpevole” della spallata, e, proprio nei pressi della statua di San Pio, avrebbe dato il via alla rissa, mostrando subito i muscoli.Sarebbe stata immediata la decisione di far vedere il coltello. Prova di forza. Di superiorità. Con l’arma bianca, Schiattarelli, avrebbe ferito il 28enne campano al polpaccio e avrebbe inferto una serie di coltellate, alcune delle quali negli organi vitali, al cosentino Ciccio Augieri lasciandolo cadere sul marciapiede di piazzetta San Pio.

Successivamente, i fatti accaduti sono più chiari. Per l'intervento delle ambulanze. Il trasferimento a Cetraro e poi a Cosenza della vittima. Il trasferimento a Paola dell'altro ferito. I carabinieri della compagnia di Scalea hanno quindi avviato le indagini. Un controllo minuzioso. La ricerca delle persone presenti. Di chi ha solo visto. Di chi ha cercato di evitare la lite. Di chi, invece, ha preso parte attivamente alla rissa sfociata nel delitto.I carabinieri, nella nota ufficiale diffusa domenica sera, sottolineano la presenza di “inconfutabili elementi a carico del diciannovenne di origine napoletane, nei cui confronti la Procura della Repubblica di Paola ha emesso un provvedimento di indiziato di delitto a firma del Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Paola, Pierpaolo Bruni e del Sostituto Procuratore della Repubblica, Francesca Maria Cerchiara”.

I carabinieri della Compagnia di Napoli Stella, in contemporanea alle attività dei colleghi dell'alto Tirreno cosentino, hanno effettuato numerose perquisizioni domiciliari anche a carico dei parenti e amici del ragazzo. Questa pressione ha fatto capire all'indagato diciannovenne che il cerchio si stava ormai chiudendo. E, sentendosi braccato, Francesco Schiattarelli ha così deciso di costituirsi presso il carcere di Napoli Secondigliano, probabilmente, consigliato dai legali a quali forse aveva già in parte confidato di essere stato presente ai fatti di cronaca del 22 agosto.

Come sottolineano i militari della compagnia di Scalea Schiattarelli presenta delle ferite al volto che “dimostrano il suo pieno coinvolgimento nella lite divampata per futili motivi nelle vie antistanti il centro storico la cittadina di Diamante”.

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