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Diamante, omicidio Augieri: il testo della lettera del vescovo

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DIAMANTE – 29 ago. Un corteo silenzioso, voluto dai parroci di Diamante e Cirella, per ricordare Francesco Augieri, la vittima dell'omicidio avvenuto a Diamante nella notte dello scorso 22 agosto. Monsignor Cono Araugio, nel luogo do ve è avvenuta la rissa mortale, ha dato lettura del messaggio inviato ai presenti e alla cittadina dal vescovo, monsignor Leonardo Bonanno.

Questo il testo della lettera: “Carissimi giovani,

anche se fisicamente lontano da voi mi sento vicino con l'affetto e la preghiera per vivere insieme questo momento di grave turbamento in seguito alla tragica scomparsa del caro Francesco. Il grave fatto di sangue accaduto nella nostra Diamante ha tolto la vita ad un giovane che, come voi, coltivava nel suo cuore le tante speranze per il futuro. Ha lasciato nello sgomento e nella profonda solitudine i suoi cari, rimasti improvvisamente e inspiegabilmente privi dell'affetto grande e insostituibile di un figlio. Ha provocato nel vostro cuore interrogativi sul valore della vita, che è un dono ricevuto e di cui si dovrà rendere conto, dopo i genitori, al Padre Celeste che ci ha creati a sua immagine e somiglianza.

Carissimi, se questi miei disadorni pensieri, ma scaturiti dalla mente e dal cuore di chi è vescovo, cioè pastore e guida del popolo di Dio che vive in questa diocesi, se questi pensieri sono anche i vostri allora bisogna convenire che nessun uomo deve morire a causa della violenza di un proprio simile. Eppure troppo spesso episodi che sembrano banali o nascono da motivi scherzosi si trasformano in contese e risse violente, con la perdita della ragione e l'affermarsi della forza.

Cari fratelli non occorre essere cristiani o cattolici per amare la vita, difenderla, custodirla, trasmetterla...anche se la fede può offrire una marcia in più perché tutto questo avvenga. E le ragioni della civile convivenza prevalgano sull'istinto.

Ancora una volta sento risuonare il monito antico di Dio a Mosè: Non uccidere, tradotto da Gesù di Nazareth con l'invito ad amare il nostro prossimo. Chi uccide non ha ancora varcato la soglia del cristianesimo né adempiuto la legge di Mosè (1400 prima di Gesù ), rimanendo nel più cieco paganesimo.

Possa il signore illuminare le vostre vite senza aver paura di lui. Voi con me con la chiesa di Diamante, gli Amministratori pubblici, invochiamo questa sera Dio Padre che accolga con un forte abbraccio Francesco, nostro fratello. Consoli, come lui sa fare quanti nel dolore non sanno dare spiegazioni a quanto accaduto. Faccia scoprire a ciascuno di noi come è bello percorrere sentieri di pace insieme con l'umanità del nostro tempo, che ci appare smarrita e spesso vittima di soprusi e violenza”.

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