Miocomune.it

La tua informazione locale

Sab18012020

Ultimo Aggiornamento:10:54:15

Indietro Tirreno Tirreno News Cronaca Diamante, omicidio Augieri, Schiattarelli resta in carcere

Diamante, omicidio Augieri, Schiattarelli resta in carcere

  • PDF

DIAMANTE – 29 ago. - Il Gip di Napoli, Marcello De Chiara ha deciso di non accogliere la richiesta di remissione in libertà di Francesco Schiattarelli, ritenuto responsabile dell'omicidio di Francesco Augieri. Il Gip campano che ieri su rogatoria aveva sentito l'indagato ha ritenuto che le prove messe in piedi dai carabinieri della compagnia di Scalea, e dalla Procura di Paola, reggono il mantenimento dello stato di fermo nel carcere di Poggioreale. Intanto sul fronte delle indagini, non ci sono dubbi che si tratti di una ricostruzione difficile dei fatti.

E' quanto sosteniamo da un po' di tempo. Quanto accaduto nella notte del 22 agosto è legato in gran parte alle dichiarazioni dei testimoni, alcune delle quali non rilasciate nell'immediatezza del fatto, ma successivamente, nel corso della complessa attività dei carabinieri della Compagnia di Scalea, coordinati dal capitano Daniele Nardone, che hanno dovuto rimettere insieme i pezzi del puzzle, soprattutto nelle ore successive al decesso del cosentino Ciccio Augieri, passaggio dopo passaggio. 

La Procura di Paola, coordinata da Pierpaolo Bruni, non sembra essere giunta a conclusioni definitive, visto che si mantiene ancora il più stretto riserbo sulle indagini. Come è noto, è stato il diciannovenne napoletano, Francesco Schiattarelli, a presentarsi a Poggioreale, dopo le pressioni esercitate dagli stessi carabinieri che, comunque lo cercavano già dalle ore successive alla morte di Augieri. Il giovane campano, al momento viene ritenuto uno degli esecutori, in concorso con altre persone allo stato non identificate, dell'aggressione, con l'uso di arma da taglio, di Francesco Augieri.

Gravi lesioni multiple ad organi vitali, al collo e all’addome, che hanno causato il decesso. Viene contestata anche l'aggravante di aver commesso il fatto per futili motivi e con crudeltà. Uno dei campani coinvolti viene ritenuto autore anche dell'aggressione del campano Raffaele Criscuolo, ferito ai glutei. Come avevamo anticipato nei giorni scorsi, sarebbe stato Criscuolo la prima vittima dell'aggressione. Quest'ultimo avrebbe poi chiamato Ciccio Augieri, che si trovava in un bar di viale Glauco, per comunicargli di aver subito l'aggressione e successivamente, insieme si sarebbero recati nel luogo dove erano avvenuti i fatti per ulteriori “chiarimenti” con il gruppo avverso. A quel punto si sarebbe scatenata la rissa mortale. Augieri sarebbe stato colpito al collo e al torace dalla stessa persona che aveva ferito l'amico e da un altro indagato che sarebbero poi fuggiti. L'identificazione di Francesco Schiattarelli è avvenuta in seguito alle dichiarazioni rilasciate da una giovane teste. Nelle testimonianze rese ai carabinieri da parte dei numerosi presenti, tutti giovani, si comprende che a quell'ora della notte il litigio si è consumato in maniera concitata. E tutto è nato dalla famosa “spallata” data inavvertitamente al minore da Raffaele Criscuolo.

I carabinieri sono quindi arrivati all'identificazione del diciannovenne, attualmente indagato, e secondo il sostituto procuratore sussistono i gravi indizi di colpevolezza a carico di Francesco Schiattarelli e la testimonianza della donna, cosiddetta “de relato”, secondo l'accusa “è sempre utilizzabile allorquando sia impossibile l'esame del soggetto nel quale si identifica l'originaria fonte della notizia sui fatti”. Una tesi che non è invece condivisa dai legali dell'indagato Francesco Schiattarelli.

I carabinieri, una volta giunti all'identificazione del presunto responsabile, hanno cercato di rintracciarlo nell'abitazione estiva presa in affitto. Essendo irreperibile, insieme all'intero nucleo familiare, è stata avviata un'attività parallela a Napoli per cercare di individuare il campano che poi, come è noto, si è costituito.

Secondo l'accusa sussistono “gli elementi costitutivi del reato di omicidio aggravato, compreso il dolo generico, consistente nella coscienza e volontà di uccidere, anche solo sotto forma di dolo eventuale, ovvero di accettazione del rischio del verificarsi dell'evento. Emerge, infatti – si legge ancora – inequivocabilmente, dalle caratteristiche della condotta posta in essere dal prevenuto una concreta volontà omicida, avendo con numerose e violente coltellate attinto la parte offesa Francesco Augieri in organi vitali quali il collo e l'addome che ne hanno cagionato l'immediato decesso”. 

Miocomune Atom News Miocomune RSS News

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per inviarti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie. Se vuoi saperne di piu o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui.

Per accettare i cookie, memorizzare la scelta e nascondere questo banner clicca su Accetto.