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Praia a Mare, danni al palatenda: interviene Italia nostra

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PRAIA A MARE – 20 ott. - Dopo i danni al palatenda di Praia a Mare, evidenziati dall'amministrazione comunale già nei giorni scorsi, interviene l'associazione Italia nostra. Come è noto, la struttura di località Santo Stefano è stata oggetto di attacco di vandali che hanno danneggiato le strutture, compreso il tendone. Scriveva nei giorni scorsi il sindaco praticò: “La domanda che sorge spontanea è: quali motivi possono portare alcuni cittadini a compiere simili atti di vandalismo su beni che sono di proprietà di tutti i praiesi?”.

Italia nostra, alla luce di tali danneggiamenti ricorda di essersi occupata di quell'area a novembre dello scorso anno: “Lamentando – scrive - la mancata realizzazione di quegli impianti sportivi avviati, costati ingenti somme, ieri ed ancora oggi, che hanno lasciato una situazione di disordine e degrado ambientale. Di quel complesso di cui rimangono scavi e pilastri di cemento in stato di deterioramento fa parte anche il Palatenda realizzato dalla Provincia con un finanziamento di 480.000 euro ed affidato alla gestione del Comune di Praia a Mare. Siamo tornati a distanza di un anno sul posto per renderci direttamente conto della situazione”.

Sull'atto vandalico si attendono le indagini delle autorità. Ma i volontari di Italia nostra segnalano anche, dopo una visione esterna della struttura, “lo stato di abbandono e di degrado del complesso del palatenda e della zona limitrofa, complesso che costituisce un bene pubblico che come tale andrebbe custodito, utilizzato e sottoposto a manutenzione”. Ala luce di tali eventi scatta la richiesta al comune di Praia a Mare senza alcun intento polemico preconcetto; Italia Nostra vuole sapere: “quale sia il destino che nelle intenzioni dell’Amministrazione viene riservata a questa struttura e all’area circostante visto che il comune di Praia a Mare ha ritenuto più conveniente per l’Ente anziché restituirli ai proprietari, acquistare (acquisizione sanante) una parte di quei terreni in contrada Santo Stefano dove insistono le opere, ritenendo prevalente, al ripristino dello stato dei luoghi, l’interesse pubblico al mantenimento delle opere iniziate: ma per farne che cosa, quando e a quale costo per la collettività?”.

L'area attualmente risulta poco praticabile, la strada sterrata, secondo quanto riferisce anche Italia nostra, è totalmente sconnessa, la vegetazione spontanea regna sovrana, le griglie a nastro per la raccolta delle acque meteoriche si intravvedono appena tra gli arbusti, come gli effetti del ristagno delle acque e del fango e della ghiaia trasportata che ricopre i mattoni ed ha intasato completamente alcune griglie che non raccolgono più le acque dilavanti. Alcune foto evidenziano – scrive Italia nostra - per il tipo e l’entità degli sfrangiamenti e delle lacerazioni dei teli di copertura , anche per il contatto con parti metalliche della struttura, lo stato di incuria del manufatto esposto alle intemperie ed ai venti con addirittura porte fermate con una legatura a corda ed i cardini in legno in parte marciti”.

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