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Mar18122018

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Diamante, porto: la diffida del sindaco al Responsabile del procedimento

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DIAMANTE – 6 dic. - Nuova mossa del sindaco Gaetano Sollazzo nel complicato scacchiere dell'area portuale. Dopo la dura lettera del responsabile unico del procedimento, ingegnere Luigi Zinno, che invitava il primo cittadino a prendersi delle responsabilità se voleva la restituzione dell'area portuale, ora è lo stesso sindaco a scrivere al Rup invitandolo a prendere atto della deliberazione del Consiglio comunale.

Sollazzo “propone ed avanza”: “formale richiesta ed all'uopo diffida il responsabile unico del procedimento, affinché, senza ulteriore indugio, ponga in essere tutti gli atti necessari ed occorrenti, idonei ad avviare la procedura di risoluzione contrattuale”. Il sindaco invita il Rup a tenere in considerazione, per tale operazione il “Contratto di affidamento al concessionario dei lavori di ristrutturazione e completamento del molo ricovero natanti da diporto di Diamante e successiva gestione”, stipulato con atto notarile il 30 novembre del 2009; ma anche il successivo “Atto aggiuntivo” del 10 febbraio 2016 stipulato con atto notarile e in riferimento al “Contratto per l'affidamento dei lavori complementari I stralcio relativi a lavori di ristrutturazione e completamento del molo ricovero natanti da diporto del Comune di Diamante”. 

NON SARANNO TOLLERATI ULTERIORI RITARDI

Il sindaco rincara anche la dose, e specifica: “che non saranno tollerati ulteriori ritardi e che, in caso di inerzia, saranno azionate tutte le opportune azioni a tutela delle ragioni dell'Ente”. L'acqua salmastra dell'area portuale, insomma, torna a ribollire. Le posizioni sono ormai note. Il responsabile del procedimento ed altri con un documento avevano invitato il sindaco a rivedere le posizioni oltranziste della restituzione dell'area portuale, tenendo conto di alcuni particolari. Dall'altra parte, il movimento popolare ha sempre più spinto per ottenere la restituzione dell'area.

LA LINEA DURA

Ed il sindaco, forte della deliberazione avvenuta in consiglio comunale ha mantenuto la linea dura. “Spiace dover rilevare, ancora una volta, come con riferimento alle procedure in oggetto, anziché prendere atto, in ragione dell'Ufficio ricoperto, di univoci ed incontrovertibili elementi (sia in fatto che in diritto) inequivocabilmente conducenti ad una situazione di grave inadempimento del Concessionario – scrive il sindaco al Rup Zinno - si continui a “sollecitare” non meglio precisate determinazioni da parte del Comune di Diamante (ulteriori rispetto a quelle già assunte dall'Ente con delibera di consiglio comunale, n. 36 del 2018), peraltro in palese contraddizione con i contenuti del verbale redatto all'esito dell'ultima riunione tenutasi presso la cittadella regionale in data 15ottobre 2018.

Si fatica a comprendere, in tal senso – scrive ancora il sindaco Sollazzo - l'esatta prognosi svolta da codesto Ufficio in relazione alle plurime e reiterate condotte inadempienti da parte del Concessionario, più volte segnalate dal Comune di Diamante, così come si fatica a comprendere altresì il silenzio serbato in ordine alle verifiche sollecitate al fine di chiarire l’attuale sussistenza, in capo all’associazione temporanea di imprese affidataria dei lavori, dei requisiti soggettivi ed oggettivi imposti, tanto dal contratto, quanto dalle vigenti disposizioni di legge”.

SEI MOTIVI PER LA RISOLUZIONE DEL CONTRATTO

Sono almeno sei i motivi che hanno indotto il consiglio comunale a spingere la delibera che dovrebbe generare la restituzione dell'area del porto. Il percorso, come è facile intuire, potrebbe non essere semplice, ma si preannuncia costellato da ulteriori ostacoli che potrebbero allungare i tempi della realizzazione dell'opera. La risoluzione dei contratti stipulati con l'associazione temporanea di imprese si sarebbe resa necessaria per almeni sei ragioni, che il sindaco gaetano Sollazzo evidenzia nell'ultima comunicazione al Rup e per conoscenza al presidente della Regione, Mario Oliverio. Ci sarebbe: “Un grave e reiterato inadempimento contrattuale per prolungato ed ingiustificato fermo del cantiere e mancata realizzazione delle opere”. Una vicenda che ha fatto discutere molto: “L'intervenuta scadenza contrattuale al 26 agosto 2018 e la totale assenza di provvedimenti successivi”. Si scava ancora più in fondo e si fa rilevare: “La potenziale carenza dei requisiti soggettivi ed oggettivi, nei termini contrattualmente previsti”; e ancora “L'insussistenza dei presupposti, di fatto e di diritto, per la concessione di eventuali proroghe del rapporto contrattuale”; e la “Contrarietà all'interesse pubblico dell'attuale posizione”.

ESCLUSA LA POSSIBILITA' DI PROROGHE

Il sindaco Sollazzo, inoltre conferma: “Pur tralasciando, in questa sede, aspetti che saranno certamente oggetto, nel prosieguo, di un vaglio più circostanziato al fine di affermare le ragioni anche risarcitorie di questo Ente, al momento, mi preme ribadire come il Comune di Diamante, da ultimo con delibera di consiglio comunale n. 36 del 29 ottobre 2018, abbia perentoriamente escluso la possibilità di proroghe contrattuali in favore del concessionario (proroghe, peraltro, giuridicamente inconfigurabili alla luce del sostrato fattuale caratterizzante i rapporti), affermando con forza, conseguentemente (“a tutela di interessi preminenti ”) l'impossibilità di attuare altra soluzione se non quella della risoluzione dei contratti in parola”. Il consiglio comunale, come è noto ha anche contestato “integralmente”, per le motivazioni riportate nella premessa dell'atto deliberativo, “le risultanze dei lavori delle commissioni collaudo, alta sorveglianza e Rup, e direzione lavori, tutte contenute nel verbale di riunione dell'1 ottobre ed ha contestato, “in particolare, in quanto pretestuose e non sorrette da alcuna valida azione giuridica e fattuale in costanza di grave ed acclarata inoperosità del cantiere con contratto ampiamente scaduto”; ha diffidato “la Regione Calabria ed il Rup Ing. Luigi Zinno, ricorrendone i presupposti in fatto in diritto, affinché non venisse riconosciuta alcuna proroga al concessionario e conseguentemente venisse disposta la risoluzione del Contratto di affidamento”.

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