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Diamante, traffico internazionale di droga: negata l'estradizione per una donna

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DIAMANTE – 7 dic. - C'è la richiesta di estradizione per una donna domiciliata nell'alto Tirreno cosentino, la Cassazione accoglie il ricorso dell'avvocato Francesco Liserre e nega il consenso. Un caso complesso che ha richiesto uno studio particolare che, dal punto di vista strettamente tecnico, potrebbe anche fare giurisprudenza. La vicenda è di carattere internazionale e si snoda tra l'Albania, la Francia, la Grecia e l'Italia.

Finisce, infine, in un paese dell'alto Tirreno cosentino perché l'indagata convive con un uomo originario di un paese dell'alto Tirreno cosentino. E' stata la sesta sezione penale della corte di Cassazione, nella giornata di mercoledì, ad annullare con rinvio la richiesta di estradizione per traffico internazionale di stupefacenti, riferita ad un mandato di arresto europeo proveniente dalla Francia. Come accennavamo, si tratta di una donna albanese, difesa dall’avvocato Francesco Liserre, che convive con un uomo dell'alto Tirreno; è stata arrestata al porto di Ancona mentre proveniva dalla Grecia. La cittadina albanese, da quanto si è appreso, sarebbe coinvolta in un traffico internazionale di eroina tra Italia, Francia e Albania.

Le indagini sono arrivate ad individuare presunte responsabilità e quindi l'indagata è stata raggiunta da un mandato di arresto europeo proveniente dal Tribunale Penale di Albertville, in Francia, un comune del dipartimento dell'alta Savoia, ben noto per aver ospitato i giochi olimpici invernali del 1992. Ma la vicenda oggetto di indagine, di tutt'altro aspetto, riguarderebbe una serie di episodi di traffico internazionale di stupefacenti avente come base la zona dell’alta e bassa Savoia, al confine con l’Italia. La vasta operazione, con la partecipazione e il coordinamento di forze di polizia di vari stati, è culminata con l’arresto, da parte della polizia marittima di frontiera del porto di Ancona, della donna che, opponendosi alla consegna richiesta dalla Francia, è stata tradotta nel carcere di Pesaro. Successivamente, la Corte di Appello di Ancona, territorialmente competente anche per la specifica materia, ha convalidato l’arresto ritenuto legittimamente operato nel rispetto dei requisiti di legge, disponendo, tuttavia, gli arresti domiciliari della donna e stabilendo il nulla osta per la sua consegna all’autorità francese richiedente.

L’avvocato Francesco Liserre, a seguito di un’articolata impugnazione, eccezionalmente prevista dalla legge anche nel merito, ha quindi proposto ricorso per Cassazione alla sentenza della Corte di Appello di Ancona al fine di bloccare l’estradizione. Il legale ha fatto rilevare una serie di violazioni dei diritti fondamentali dell’imputato, costituzionalmente garantiti e riconosciuti anche dalla giurisprudenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo. Pertanto, la sesta sezione penale della suprema corte di Cassazione, nell’udienza celebrata nella camera di consiglio partecipata anche al rappresentante del ministero della Giustizia francese, accogliendo i motivi di ricorso proposti dall’avvocato Liserre, ha bloccato la richiesta di estradizione, annullando con rinvio alla Corte di Appello di Perugia, l’impugnata sentenza.

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